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Sarà grave che non mi chiedo perchè "bloggo" e dove andrà il blog ?
scaricatevi il nuovo giochetto..
Un peccato che non ci sia qui a leggere Maurizio il designer.
Mi hanno incaricato di tre lezioni in un Istituto Scolastico su Affettivita' e Sessualita' nell'ambito delle recenti disposizioni del Min Pubbl Istruz blabla blabla...
ho fatto una rapida perlustrazione in Google alla ricerca di qualche immagine da utilizzare e mi sono imbattuto in degli oggetti, si chiamano toys e sono molto belli.. Li potete vedere addirittura in formato flash, e rigirarveli, se non proprio fra le mani, sul vostro monitor...
Non penso di utilizzarli nelle lezioni, ci mancherebbe... o si'? boh, vedremo.
Sono ancora incerto se usare il farfallino, e la lavagna e il gessetto (stile Kinsey, il film) oppure il proiettore e Power Point...
(segue nei commenti link di riferimento)
anzi, andatevelo a cercare da soli, vi ho detto anche troppo... ;)
Ogni sabato sera alle 20.30 su La7 una piccola perla: "I migliori nani della nostra vita" di Ciprì e Maresco.
:-)
Sabato siamo andati a vedere Transamerica.
Mi capita raramente di commuovermi al cinema, forse perché ormai tutto ha il sapore del già visto. Tutto meno la leggerezza, anzi, la levità del tocco, la profondità del senso del messaggio che riporta appunto a qualcosa a cui poco siamo ormai abituati: il rispetto.
Il rispetto dell’individuo e delle sue scelte, così spesso sofferte e profonde, a dispetto di ogni facile moralismo.
Un film che, dopo il commovente impatto della visione, torna a galla ogni tanto nei giorni successivi con una scena, una frase, una riflessione, addirittura con una sensazione di liberazione dalle pastoie dei nostri piccoli orticelli.
Una bello squarcio davvero per chi, come me, si rende conto di vivere talvolta dietro alla siepe che da tanta parte de l’ultimo orizzonte il guardo esclude.
B = O i 2
(Ove si parla sempre di pastori. Pastori d'anime.)
dunque, stasera, sempre nella stessa diocesi, c'e un incontro di dialogo, a cui
partecipera' anche l'im.am della nostra zona. E la prima volta, mi
pare, che ufficialmente, in una situazione pubblica, si faccia avanti
nel nostro villaggio l'ima.m della comunita' . E' un'occasione da non
perdere e ci saro' senz'altro.
Francamente non so cosa chiedere per non risultare maleducato.
Sarei curioso di sapere come si fa a diventare i.mam, chi "ordina" gli
im.am.
Vorrei capire perche' Renè Gueno.n si converti', e perche' lo stesso ha
fatto Cat Sti.vens.
Penso pero' che, non avendo grandi capacità dialettiche - me ne
staro' zitto in un angolo.
La scena si svolte nel "parco" (che non è altro che è quello che rimane di un vecchio giardino patrizio..) ed è come al solito pieno di mamme e nonni con i bimbi.
Nicholas è piazzato su uno di quei scivoli che hanno sostituito il "tre tre giù giù" ed io cerco di non farlo cadere visto che sono strutture per bimbi superiori ai cinque anni. Arriva una nonna con una bambina in braccio delle stessa età di Nic ( 32 mesi) .. i due si guardano in silenzio e poi lui guarda la nonna e dice: "come si chiama?" La signora non realizza subito la situazione e dice pronta: "ines".
"io mi chiamo Nicholas" e poi indicando la bimba e rivolgendosi a me: " si chiama Ines"
Imbarazzante gelo... Poi la nonna è fuggita con la bimba ... "normale"...
Anche questo (il comportamento del missionario) fa parte secondo me della generale corrente per la quale si deve essere correct a tutti i costi: il che significa alla fine non prendere alcuna posizione, non dichiarare le proprie idee, lasciare che tutto sia possibile e fattibile e "dicibile". Significa soprattutto mantenersi nel vago, viaggiare in superficie, nascondersi il più possibile.
Se ci fate caso anche la campagna elettorale segue questa scia: si parla sempre di forma e mai dei contenuti, alle volte qualcuno non si trovasse d'accordo o l'ultimo elettore venisse scontentato.
Questa nebbia nella quale ci muoviamo a tentoni e che ci rende sempre più inclini all'immobilismo mi spaventa. Mi spaventa perchè avverto intorno a me la speranza di trovare un faro. Qualunque esso sia.
ieri sera, stimolato dalla mail di una mia giovane amica figlinese che ha frisson con la parte politico cattolica del paese (ma noi siamo solo amici di canto e chitarra), sono andato nei locali della diocesi a sentire la conferenza di un prete missionario in Cina. Era la prima volta che mettevo piede in quel luogo in 26 anni: locali ben ampi e ben restaurati, che servono anche come centro di raccolta di materiale da spedire ai popoli bisognosi. Eravamo pochi, c'erano ragazzi educati che non hanno profferito parola, ne' fatto domande al momento della discussione. Il missionario era un quarantenne in clergyman molto affabile e mi ha ricordato i vecchi preti allegri ed entusiasti che sono abituato a vedere da sempre in queste situazioni "salesiane". Sapori perduti della mia infanzia, prima della miscredenza che mi segue da una vita e che perdura. Veramente c'ero andato perche' speravo di conoscere la posizione del missionario in rapporto alle cose tremende globali di questi giorni. Ma per un'ora e mezzo costui non ne ha parlato, si e' tenuto sulla propaganda generica (apostolato). E io non avevo certo voglia di fare il maleducato. Son tornato a casa perplesso. E' la seconda esperienza chiesastica in 15 giorni. Quella gregoriana e' stata meglio. Forse la terza, se mettiamo anche le armature con gli anellini di ferro con su scritti i nomi del profeta.
beccatevi questo, va'... per la gioia di Yeridiani :))!



(cellulare ovviamente ... )
Una delle primissime cose che ho notato negli incontri "live" è che le persone mediamente non "corrispondono". Al di la dei soliti "cacciatori" che invece corrispondono sempre.. tipo "celoduro" fatalmente un ometto insipido... o "trecciolina".. fatalmente 180 kg, gli "utenti normali" sono esattamente quello che uno non si immagina che siano.. normali.
Probabilmente perchè la scrittura è sul serio lo specchio dell'anima.. e chi scrive "creativo" quella finestra la apre senza timori.
In realtà... le Grandi Società hanno cominciato ad accorgersene favorendo lo scambio di Mail private tra dipendenti.
qual è mai l'innesco misterioso che porta uno a fare un blog sugli omarelli? Mi pare che abbia 37 anni l'autore del blog in questione.
Il probema è che lo sconfinamento, la linea d'ombra fra non-omarellità/omarellità sono quanto mai subdoli e ingannevoli. Per quel che mi riguarda mi sento di farne parte a tutti gli effetti, ed essere guardato come un reperto degno di studio antropologico mi mette addosso una qual buffa malinconia.
Quel che ci si guadagna e' un'enorme saggezza, tanti litri di opalescente saggezza. E' come il latte. Si rischia l'ingorgo mammario...
Consoliamoci così :P))