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Ho restaurato un viaggio a Cefalonia.. (diapositive ...)
sto pensando che il sottotitolo di questo blog puo' risultare ostico e misterioso all'eventuale straniero che per caso qui incappasse. Non sarebbe male un "disclaimer" (si dice cosi' ?) posizionato da qualche parte...
L'epigrafe in esergo poi mi sembra poco leggibile. Urgono le amorose cure della Baba...
quando arrivo su blorum mi si apre sempre una finestrella antipatica che mi dice Errore di sicurezza: Mancata corrispondenza nom... esamina certificato?????
E' da un po' di giorni che me lo fa, pensavo fosse qualcosa di momentaneo.
non so perche' questa mia creazione, un po' casuale come al solito, mi evoca il Vangelo

un'ora epifanica...
Ieri ho letto, un po' con la coda dell'occhio, un articolo di Piero Citati sulla prima pagina della Repubblica. Diceva come non ci sono ormai più in giro per l'Italia figure pubbliche con carisma riconosciuto di autorita' . Tutti sono spernacchiabili, da Sgarbi al Papa, da Napolitano a Celentano. E meno spernacchiabile l'usciere del comune o il pizzardone della strada se e' per questo.
Colpa dei sessantottini, che distruggevano con volutta' tutte le autorita' costituite. Che hanno fatto freudianamente fuori il padre per fottersi la madre...
Nessuno viene piu' preso veramente sul serio, nessuno suscita piu' un benche minimo "metus reverentialis". Rimangono solo piccoli poteri diffusi, basati su privilegi corporativi, che dureranno fin quando possono, che si sostengono con meccanismi di cooptazione medievale. Ne' piu' e ne' meno che come associazioni criminali soft.
Beh, stanotte, insonne, ci pensavo, tanto che mi e' venuto voglia di rileggermi di nuovo per bene tutto l'articolo.
Non ho molta stima del trombone Citati, critico letterario dei miei stivali,, e i miei pregiudizi sono stati riconfermati alla lettura piu' approfondita. Per motivi su cui non mi dilunghero' dice un sacco di cazzate e si contraddice ogni tre righe....
Eppero'....eppero'... qualcosa di giusto nell'articolo c'e'.
Quest'idea del potere diffuso e spezzettato, inafferrabile e sguisciante come l'argento vivo, mi ha fatto venire in mente la nostra MIchela e la sua sacrosanta battaglia sulla privatizzazione dell'acqua-bene primario per ius naturalis.
Mi chiedevo, qual e' l' interlocutore vero di Michela , contro quali mulini a vento scaglia le sue lance? A chi, a cosa si puo' appellare - ci potremmo appellare - per avere giustizia? Come si fa a uscire da questa logica di standardizzazione che ci paralizza?
Il problema del software e della proprieta' intellettuale (copyright, "copyleft" creative commons...ah come mi manchi stragatto!) assomiglia moltissimo a quello dell'acqua come bene primario. E' trasversale a destra e sinistra. Cosi' pure l'ambiente, cosi' pure il potere burocratico-sanitario...
Nel mondo PC, ove si intende il sistema operativo Windows, c'è un micidiale traffico di "dischetti" , di antichi supporti (la maggior parte hanno ancora il lettore d 1.44 mega..) del tutto inutili, di programmi di lettura, convertitori e di tutto quello che serve a "estrarre", decomprimere, ricomprimere ecc ecc...
Sempre e solo per il solito motivo del tutto "windows..": rimediare... (per dare un significato edulcorato all'atto..)
Nel mondo Mac la maggior parte è in Bundle, ma gli utenti Mac comunque hanno per "vizio" di pagare ogni programmino PERSINO SHAREWARE..
Non c'è proprio niente da fare ... proprio non viene accettato il concetto che il software, una canzone, un film, sono OGGETTI ed istallarli sul proprio computer senza pagare è come prelevarli da uno scaffare di un negozio e passare la cassa senza pagare.
Ma tutto questo sta per finire.. cominciate a rassegnarvi.
Il computer è un oggetto su un nettissimo viale del tramonto. Fra pochissimo, quando la copertura a banda larga (sia via cavo sia WiFi) sarà completata le applicazioni saranno disponibili in Rete e non saranno più aggiornate ne vendute (se non nel formato adatto alle reti intranet..)
Chi vorrà scrivere una lettera dovrà, attraverso un normale monitor, scaricare una pagina a pagamento da Office in Rete. Già esiste una suite da Google.
Rassegnarsi..
ricordate la canzone di Gino Paoli? ho messo l'interpretazione di un mio amico di tanto tempo fa. Ci divertivamo con poco allora.
Il restauro qui è consistito nel fare lo stretch dell'audio. La conversione del codec comporta un fuori sincrono che si accentua man mano che il video scorre. Alla lunga diventa insopportabile.
Bisogna munirsi di santa pazienza e di carta e penna e calcolare i minuti e i secondi, fino ai decimi di secondo: di quanto dura il video e quanto dura il sonoro. Poi fare il rapporto di conversione con la calcolatrice allegata a Windows accessori (scommetto che il mac la calcolatrice tascabile incorporata nel computer non ce l'ha) .
Dopodiche' bisogna ri "incollare" sonoro e video.
Tutte le clip che avevo messo finora su e-tube sono purtroppo inficiate da questo difetto. alla fine delle clip il fuori sincrono insopportabile. Mi tocchera' riaggiustarle tutte.
La clip che vi propongo, fatti i calcoli e le modifiche che vi ho appena detto, e' quasi perfetta.
Godetevela qui dategli un voto e lasciate un commento.
Foto Automatiche...
Chissà perchè misurare con un milliamperometro con una scala logaritmica e numeri appena leggibili (l'esposimetro) individuando la scala giusta in rapporto con agli asa delle pellicola inserita, girare le ghiere dell'apertura di diframma (con un'altra scala micidiale) e dei tempi e finalmente scattare ... è una roba "comprensibile e divertente" mentre individuare un menu e scattare è una insostenibile modernità....
No, per dire...ora per esempio, con questo u-tube mi stanno succedendo cose di tipo "quasi mistico- esistenziale", o forse esistenzialista. Ellamadonna, direte voi!
No, nel senso che sono stato spinto dal nuovo medium a fare un'incursione nelle cantine della mia memoria artificiale. E quindi tutti quei video8 che non avevo mai voluto piu' vedere, per stanchezza stucchevolezza del fare i video dei compleanni e delle cresime dei bambini. Cosa che capita a tutti i videoamatori dilettanti penso. Tutti quei video, dicevo, che diventano da soli, nostro malgrado, "documenti". Ahime! Non sienti in questa poarola come un'eco di minacciose nebbie dejavu' gucciniane"....ecc ecc... ?
Be, prendersela con filosofia e ottimismo. Scavare. Rivedere cose di cui ti eri letteralmente e totalmente scordato. Insignificanti. Noiose.
Non e' nemmeno un ricordare. E' proprio uno scoprire per la prima volta mondi inesplorati. Altre te stessi che ti somigliano, ma cosi' sommariamente come i te stessi negli universi paralleli contemplati dalle piu' recenti teorie quantiche....
In questa decostruzione benefica e' tutto un ricociliarsi col presente e con quello che siamo. Con l'unica realta' che veramente conta.
Neutralizzazione della nostalgia, "chega de saudade" come dicono i brasiliani.
Quindi utube e' un'occasione per un'esperienza spirituale.
Queste cose le butto qui alla dioboia, magari poi perfezionero' questi ragionamenti slabbrati e senza capo ne coda.
L'inaugurazione di nuove memorie artificiali sono - come ebbi modo di dire un'altra volta -sempre un territorio di confine.
Sai che non ci saranno piu' quei video di gente che veniva ripresa per la prima volta. Ora e' persino banale il rispecchiamento del tuo essere in un videotelefonino ;si fa commercio sessuale persino, nelle scuole impazza questo nuovo giocattolo, ma che non cera questo iperspecchio al quadrato al cubo quegli esseri erano diversi da noi . E se la macchina fotografica rubava l'anima anche il videoamatoriale la rubava. Cosi' nel mare magnum di clip che ora si stanno riversando nella Rete. In questo oceano in crescita esponenziale, ci sara' sempre questa spuma di primi video, di archivideo, con la loro sacralita' e ingenuita', profondamente diversi da tutti gli altrii. che son venuti dopo.
Questi vecchi videootto che galleggiano come turaccioli nell'oceano indifferente della Rete sono le memorie artificiali sacre.
sono seria (premessa importante ;-))
dunque, da venerdì ho : naso tappato, un po' di tosse, male alle articolazioni; niente febbre, ma io di mio non sono solita ad averla anche se mi sento moribonda (max, 37,2).
dott. Psalvus, è l'influenza questa? e se sì, quanti giorni dura?
inutile dire che mi sento e sono bruttissima....
Ieri Piero mi ha fatto dei primissimi piani e ho scoperto:
- tutti i peli delle sopracciglia che non riesco a strappare perchè con gli occhiali non li vedo e senza neppure;
- un brufolino minuscolo che ho su un angolo delle suddette sopracciglia,
- un numero incalcolabile di rughe sia che sorrida o che stia seria,
- un numero indefinito di imperfezioni della pelle (nei, venuzze, macchiette di vario genere, luccichii e quant'altro),
- tutti i capelli bianchi che non sono stati coperti adeguatamente dall'hennè.
Dovrò iniziare ad usare il collant sopra l'obiettivo...
Poche .. di giorno
Alle 6 del mattino il termine "bellezza" non può essere assolutamente associato a nessuno.. men che mai alle donne.
Alle 7 effettivamente è possibile qualche incontro fugace, se riesci a vederle quando.. ehmm "tornano a casa".
Alle 8 .. per qualche curioso motivo su cui devo indagare si trovano esclusivamente fra le addette alla nettezza urbana.
Alle 9 qualche rara mammina che scende dalla ormai "classica" Classe A davanti l'asilo.
Mi si potrebbe obbiettare che dovrei almeno incontrare qualche studentessa decente al mattino.. niente da fare, perchè la dura legge del "mercato" è già attiva da adolescenti. In effetti avevo notato che incontravo solo ragazzotte obese o sciaguratamente brutte con pesanti zainetti sulle spalle... poi ho capito.. Quelle carine aspettano dentro il portone o addirittura a casa. C'è già un "boy" premuroso con la citycar che le passa a prendere.
Si passa direttamente alle 13.. e qui si comincia a vedere qualcosa nelle tavole calde del Centro ma niente di eccezionale.
Quindi per vedere la bellezza autentica, sofisticata ed attizzante sul serio non c'è scampo .. occorre passeggiare per i migliori negozi verso le 18.00. Ma attenzione la "festa" dura poco, alle 19.30 sono stanche ed affamate perchè si sono svegliate verso le 14.00 ed hanno saltato quello che per i comuni mortali è il pranzo.
Alle 20.00 un breve spuntino, magari di sushi con un sorso di un costoso bianco, poi il Boss le accompagna a casa per la bagno ristoratore dopo le fatiche dello shopping (e del parrucchiere..), cambio di abito e via verso la "cena" alle 22.50.
La notte è lunga e finisce al mattino
60 anni?? Ormai già fatto...
The image was created simply by shining a single photon through a minute stencil. At that scale, quantum mechanics dictates that a single photon passes through all the holes in the stencil simultaneously, picking up the shadow - or the information - from each one.
+
Durante la finale del Master di Australia è andata in onda per moltissime volte la pubblicità del principale sponsor della manifestazione .. . L'ho continuato a guardare perchè mi si era acceso il solito allarme nella mente..
Poi ho capito. Non mi fregate stronzetti.
La scena si svolge così: si intravede un'auto che affrontà una specie di sentiero selvaggio.. poi si intravede il profilo di un famoso e cazzuto tennista. .. poi si vede una mano che sposta con decisione la leva DI UN CAMBIO AUTOMATICO... e subito dopo la musica esplosiva va vedere il tizio che serve e attacca come un forsennato... e poi la macchina che balza in avanti.. ecc ecc...
Solo che c'è un problemino ... Una marcia AUTOMATICA è AUTOMATICA... è quindi perchè inserirla? Non solo. La leva delle delle marce di un cambio automatico è a 4 posizioni .. ma le posizioni servono solo per le discese .. per inserire il freno motore. Quindi perchè il trucco?
Perchè i popoli latini del cacchio hanno questa fissa del cambio manuale.. e siccome la produzione di due tipi di cambio costa bisogna convincere i CRETINI che anche il cambio automatico da potenza...
Da cui l'invenzione della "botta" di potenza con la mano che sposta un cambio INUTILE...
Non mi fregate stronzetti...
pp. 128-129
La computazione quantistica.
Come abbiamo visto, per commutare un atomo da |0) a |1) e viceversa basta dirigergli contro un fascio di luce con l'energia giusta. In questo modo si effettua l'operazione logica NOT. Nel 1993 scrissi un articolo apparso su «Science», dal titolo A potentially realizable quantum computer («Un computer quantistico potenzialmente costruibile»), in cui mostravo come usare una sequenza leggermente più complicata di irraggiamenti per far compiere agli atomi le operazioni AND, OR e COPY. Munita di queste porte logiche, e visto che ogni atomo registra un bit, una collezione di atomi è in grado di calcolare come un computer ordinario, come il Pc o il Macintosh di casa.
In realtà sa fare molto di più. Gli atomi registrano i qubit, che al contrario dei bit classici si possono trovare in stati sovrapposti, come in |0) + |1): detto in altri termini, possono essere 0 e 1 allo stesso tempo. È possibile sfruttare le sovrapposizioni quantistiche per eseguire compiti che ai computer classici sono preclusi? Il primo a porsi la domanda fu David Deutsch a metà degli anni Ottanta, e la risposta definitiva arrivò qualche anno più tardi: sì, è possibile.
Vediamo di capire qual è il ruolo dei bit all'interno di un computer classico. Alcuni, come quelli nel disco fisso o nei banchi di memoria, sono deputati solo a immagazzinare informazione (mentre scrivo queste righe, i bit del mio computer le stanno registrando da qualche parte). Altri servono da istruzioni: dicono alla macchina cosa fare. Il ruolo di un bit, qualunque sia, dipende sempre dal contesto in cui è utilizzato. In un particolare linguaggio, ad esempio, 0 potrebbe voler dire «fa' questo» e 1 «fa' quello». «Questo», a sua volta, potrebbe stare per «calcola 2 + 2» o «spedisci un'e-mail», e «quello» per «calcola 3 + 1» o «apri il browser». Ma come può un computer interpretare il comando dato da un qubit che si trova in uno stato sovrapposto? Una parte, quella corrispondente a 0, manda il messaggio «fa' questo», mentre l'altra parte, quella corrispondente a 1, ordina «fa' quello». Come può il computer quantistico decidere il da farsi? Non deve decidere un bel niente: fa «questo e quello» allo stesso tempo! Come un qubit può registrare due valori simultaneamente, così un computer quantistico è in grado di svolgere due operazioni allo stesso tempo.
Deutsch ha battezzato questa strana capacità parallelismo quantistico. Si tratta di un modo di procedere molto differente dal calcolo parallelo classico, che in pratica consiste di una serie di computer uniti insieme. Nel mondo classico, un processore fa una cosa mentre gli altri suoi simili paralleli ne fanno un'altra; nel mondo quantistico, un solo processore fa molte cose contemporaneamente.
Questa è una proprietà intrinseca della meccanica quantistica. Nell' esperimento della doppia fenditura il fotone passa simultaneamente sia a destra sia a sinistra; un qubit può registrare 0 e 1 allo stesso tempo; un computer quantistico è in grado di svolgere due compiti in uno. Tutto ciò è conseguenza della natura ondulatoria della meccanica quantistica: ogni stato corrisponde a un'onda, e le onde si possono sovrapporre.
Anche nel mondo classico non mancano esempi di sovrapposizioni di onde, e di come queste diano vita a fenomeni qualitativamente diversi. Prendiamo il suono. Una nota pura corrisponde a una particolare frequenza: per esempio, il «la» centrale è dato da una vibrazione a 440 hertz, cioè da un'onda che oscilla 440 volte al secondo; il «mi» è pari a 330 hertz, e così via. La sovrapposizione di due onde crea un accordo, che ha un suono distinto, più ricco di ciascuna delle due note prese singolarmente. Questa ricchezza nasce dal modo in cui le due onde interferiscono tra loro.