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questa è la caldara dove sono affondata fino al culo e per fortuna mi hanno aiutato ad uscirne che se no ancora stavo impiantata lì cercando di non bagnare e sporcare la macchina fotografica...
immaginatevi la scena... era da paperissima, da oscar... sono tornata a casa incrostata di fango fino alla vita, il giaccone e i jeans da buttare, gli stivali pieni di fango e il fango anche nelle mutande: fango sulfureo, eh, fa bene alla pelle e all'umore. Mi sono divertita tantissimo...
So che voi maschietti non sarete d'accordo, ma la lettura e l'immaginazione vanno al di là di qualsiasi strafigona buttata sullo schermo, come questa qua sotto.
Per il resto, non conosco Manfredi, ma, a vedere sul nostro caro Google, non mi affascina affatto: mi pare richiamare troppo il riflusso post Codice da Vinci e il fantasy alla Nebbie di Avalon, ma il mio è un giudizio a pelle, anzi, a link. Sulla stessa scia ho invece apprezzato molto Matilde Asensi con "L'ultimo Catone": mi pare ben strutturato e frutto di studio approfondito.
Quello che invece ho amato a "prima riga" è stato "L'elenganza del riccio" di Muriel Barbery. Amato tanto da iniziare a rileggere la prima pagina, non appena conclusa l'ultima, per la paura di essermi persa qualche riflessione, qualche riferimento o qualche nodo.
Mi sono però accorta che, così come velocemente divoro i libri, altrettanto velocemente li dimentico. Così, ho inaugurato proprio con L'eleganza del riccio, il metodo della rilettura, fatta a caldo, come se il primo passaggio fosse stato solo per una visione d'insieme e non per la vera discesa tra le parole.
Questo ovviamente solo per i libri con i quali si instaura una relazione... :-)
...
(ma quando ti riferisci a Malena, e' questa?)
e' un fatto che io non sono portato affatto per la narrativa. Sono un vorace lettore di tutto, ma quando arrivo ai romanzi ecco che li, plof, mi blocco.
Anche quelli che mi prendono moltissimo è difficile che riesca a portarli a termine. Bellissimi quest'anno, ma lasciati cadere, almeno tre: Terra matta, di Vincenzo Rabito. Gomorra, di Saviano. Next, di Crichton. Le ultime pagine poi mi mettono tristezza. L'assottogliarsi delle pagine mi angoscia proprio.
Sto cercando di ricordare quale romanzo quest'anno sono riuscito a portare a termine, fino in fondo.... credo neanche uno :-(.
Mi piacciono molto i manuali, di qualsiasi tipo. I piu' belli sono gli Hoepli antichi. Ho un bel manuale del "Mastro muratore e del capomastro rurale" , sgraffignato a casa di mio suocero. Un manuale inglese di disegno a penna, trovato in un discount tipo Lidl. Ho un manuale dell'imbianchino e incartatore di pareti. Ho un manuale del Gesso, sempre dell'Hoepli (non del cesso...del g e s s o ). Ho un libro che spiega come si fanno le bolle di sapone enormi. Uno sugli aquiloni che mi venne utile quando i bambini erano piccoli e uno sugli aeroplanini di carta. Un'immenso libro sui nodi marinareschi.
Mi manca, ahime', il manuale del saldatore elettrogeno...
Mi piacciono i libri di critica letteraria, i libri di racconti brevi, brevissimi meglio. Qualche libro di poesia (ma pochissimi) . Mi piace la catalogazione delle cianfrusaglie (il meraviglioso "Gli oggetti desueti" di Francesco Orlando è introvabile, io ce l'ho in prestito dalla biblioteca di MOntevarchi). Le catalogazioni in genere mi piacciono. La catalogazione delle fighe, libro di una vita che chissa' quando portero' a termine , appartiene a questa categoria.
Un libro bellissimo che ho riletto di recente è "Vite fuori dal mondo" di Geminello Alvi. Piccole biografie di personaggi strambi, famosi o sconosciuti. Scritto con una prosa ammaliante.
Mi piace Borges e credo di aver letto decine di volte i racconti di Finzioni...
Be' sto divagando.
i più belli del 2007 per me sono stati: "la tredicesima storia" di una tizia sconosciuta, "acqua agli elefanti" altra opera prima di uno mai sentito, "shantaram" che è praticamente una autobiografia parziale, bellissimo ma può spaventare per la sua mole e dulcis in fundo le 1400 pagine di "Guerra e Pace" di Tolstoi. Si legge, si fa leggere, senza nessun problema. Scorre, cammina e ti trasporta nella storia senza fatica.
Poi mi sono riletta Malena della Grandes, ma a dire il vero da quando ce l'ho credo di averlo letto almeno una volta l'anno se non di più, ogni tanto ho bisogno di ripassarlo. Oramai lo so quasi a memoria ma ancora mi piace, mi piace com'è scritto, come segue i pensieri. Ci trovo dentro tante e tante cose, ogni volta scopro nuove sfaccettature, e parla di me, di te, di persone che conosco, di situazioni vissute.
Vabbè, io sono drogata di libri, credo di essere arrivata intorno ai 200 libri all'anno...
Che le lenticchie lesse fanno un po' schifo. Allora io faccio così: una cipolla, una carota, una costa di sedano, uno spicchio di aglio e una mezza confezione di pancetta dolce. Il classico soffritto di queste cose tagliate a pezzettini piccoli e poi una bella bottiglia di pomodoro al basilico, due bottiglie di acqua e due dadi da brodo. In quest'acqua pomodorata e insaporita butto le lenticchie dopo averle sciacquate (ma quando ero piccola le passavo una ad una che mia madre ci pagava qualche dieci lire per ogni sassetto trovato) e le lascio cuocere piano piano fino a che non sono quasi asciutte. Quando le preparo durante l'anno le lascio più brodose e ci metto poi dentro i crostini. Per capodanno invece asciutte con il cotechino precotto (è buonissimo).
Certo che cucinare, avendo il tempo per farlo, dà una certa goduria intrinseca, molto rilassante...
ci ho messo 7 min per far sbrinare la macchina nel parcheggio. Notte pesante, ma serena, all'insegna piu' che altro del ricamo di fino. Di cosa non posso dire.
Ho visto con la webcam che l'etna e' coperta da una spessa coltre di nubi. Ho telefonato alle sciure sicule e mi hanno confermato che a Piazza Armerina c'e' la nebbia che si taglia col coltello. E' curioso , ma In sicilia la nebbia alligna in alto e il sereno giu', al contrario che nel valdarno e in valpadana.
A mezzogiorno siamo stati, io e il ragazzo, a casa di mio padre dove Emilio (il jack lemmon di questa strana coppia eta' media 86) , ci ha ammannito: crostini neri, pasta al forno della sorella (l'aveva fatta la sorella), rosbif, pomodoro e radicchio, mandarini, caffe'.
Mio padre e' gasato, perche' gli hanno pubblicato la lettera che aveva scritto per il Corriere degli Iblei e nell'euforia ne aveva gia' cominciata un'altra - su wordpad - che poi spediro' con via email.
ora spero di pisolare e piu' tardi forse (abbioccamento permettendo ) andro' a vedermi l'ultimo di cronemberg.
A dopo.
PS: "Si scapocchia il panettone della cupolina e si scava internamente lasciando circa 2 cm tutto intorno e in basso." Un distillato di erotismo trasversale, non so quanto inconsapevole
In questo periodo pare che mi padre abbia preso gusto ad un certo grado di urgenza e allarme. Il giorno di natale gli mancava la medicina per la pressione: valla a cercare una farmacia aperta... (io ovviamente, pare che io sia figlia unica in queste occasioni) Trovata la medicina dopo lungo pellegrinaggio, ha scoperto che ce n'aveva una scatola in un cassetto. Vabbè... Stamattina allarme di nuovo: nonostante la pasticca pressione a livelli allarmanti (?). Aridaie con la ricerca della farmacia domenicale per certe gocce che messe sotto la lingua abbassano la pressione istantaneamente. Arrivo a casa loro con la preziosa boccetta ma prima rimisuriamo la pressione per sicurezza, più volte, con macchinette diverse, su tutte e due le braccia: non ci sono dubbi, la pressione è normalissima, lui no, è incazzato come una belva. Telefono al medico, gli spiego la situazione (medico: "ma perchè è incazzatto? più si incazza e più gli sale la pressione.." io: "beh, lei l'ha visto no? ha capito com'è?" medico: "eh, si... un po' particolare!" ed è stato molto diplomatico) comunque nessuna necessità di prendere la medicina appena comprata. Domani viene a visitarlo. A questo punto ricompare mio padre: "che ha detto? che devo fare?" scoperto che non deve fare proprio niente se non stare tranquillo e non incazzarsi, subito si è rasserenato ed è uscito a fare una passeggiata e stava pure bello allegro...
Io dopo questa mattinata la pressione non me la misuro... è meglio. Sono sicura che queste botte di adrenalina (la sento proprio quando scorre... non so spiegarlo) non mi fanno per niente bene.
Ora per rasserenarmi vado a fare il panettone ripieno...
Ingredienti: un panettone (meglio quelli bassi) un litro abbondante di panna da montare, uvetta, cioccolata fondente e cognac.
Si scapocchia il panettone della cupolina e si scava internamente lasciando circa 2 cm tutto intorno e in basso. Si sbriciola la mollica di panettone e si tiene da parte. Si bagnano le uvette con il cognac tiepido, e si lasciano in ammollo mentre si monta la panna senza succhero. Il cioccolato va sciolto a bagno maria, lentamente con un po' di latte, un po' di burro e un po' di panna (deve risultare morbido, non deve diventare duro come il marmo una volta che è freddo.
Bagnare con il cognac (allungato se no è troppo forte) le pareti e la cupola del panettone, mescolare la panna con la mollica sbriciolata, l'uvetta ammollata e fare un composto che va poi riposizionato all'interno del panettone scapocchiato. Coprire con la cupola di panettone e cospargere abbondantemente sia sopra che ai lati con il cioccolato fuso. Servire accompagnadolo con altra panna montata.
Questo è un dolce di famiglia. Ho scoperto che a L'Aquila, da dove veniva mio nonno, ne esiste una versione con la ricotta, ma credo che sia un po' troppo papposa... meglio la panna.
neologismo degno di coloro che si mandano gli sms; i quali si messaggiano a vicenda. Io sono un messagginista, un messaggiatore, lo uso con moderazione, e senza nessuna compulsione, ma lo usa. Posso dire che l'sms ha un ruolo non secondario nella mia storia personale.
Messaggiare: Assonanza che semanticamente è vicinissima al massaggio. Messaggiarsi le anime, massaggiarsi le gengive, massaggiare i tuoi messaggi. Io massaggio te, tu massaggi me; io spulcio te, tu spulci me, una mano lava l'altra, "areggimi che t'areggo", les unes avec les autres (canzone degli Starmaina, che nessuno ricorda, una cosa blues in francese cantata anche da Celine Dion, e che dice "si fanno le coccole, si carezzano, si consolano, ma alla fine ogn'uno e' solo a questo mondo).
E vabbe'.
Curioso anche che s.m.s. significhi anche societa' di mutuo soccorso. Quelle che da queste parti spuntarono come funghi ai primi del novecento, quando era in auge il sol dell'avvenire. Adesso che i raggi di quei soli li vediamo nelle ingiallite quadricromie delle riviste d'epoca a noi contemporanei ci bastano e ci avanzano gli short message system
c'e una pittrice fiorentina che si è data a dipingere sulle sue tele i dolci. Una maniera di sublimazione che ha analogie con un'altra, facilmente immaginabile.
Lei dice che è riuscita a dimagrire.

( si chiama Marina Calamai)
Pensiero 1
Io sono una di quelle che quest’anno non ha esse.emme.essato. O almeno, l’ho fatto solo con le persone più care (che non hanno risposto) e con le persone alle quali è doveroso esse.emme.essare (che hanno prontamente risposto). Non ho spedito auguri via mail a nessuno. Non solo: è un mese che non apro la posta per lo sgomento di dover rispondere agli auguri. L’ultima volta, non ho neanche risposto a una persona che sento con “anima e core”, per la vergogna di non essermi fatta viva da luglio e per non avere niente di interessante da raccontare, se non il normale scorrere della vita.
Pensiero 2
Ho sperimentato la piacevolezza di lasciare che il tempo mi scorresse addosso, vagando da sola per zone semi-sconosciute, per raggiungere un amico-àncora in un momento di panico. Strano come a volte si riesca lucidamente a guardare se stessi, anche nei momenti di pioggerellina umida e fredda, e a goderne con sincera “pietas” e benevolenza.
Pensiero 3
Il giorno di Natale, trascorso con la famiglia “vecchia”, ha portato un’inedita nota di tenerezza: l’ex-marito mi ha regalato quattro cassette (per un totale di 12 ore di registrazione) sulle quali ha riversato il contenuto delle registrazioni da telecamera dei primi anni di vita di mio figlio. Mi sono commossa e ho pianto come una fontana per l’impatto dell’onda di calore.
Solo più tardi mi son lasciata sfiorare dal pensiero ingannevole che avrebbe potuto trasferire il tutto su altro supporto: fortunatamente ho sorriso pensando alla pochezza del mio pensiero.
Pensiero 4
Ho preso l’Eurostar il giorno di Santo Stefano per raggiungere il mio amore in Piemonte, con lo stesso batticuore dei primi tempi, con la stessa ansia per l’incontro, con la stessa meticolosa preparazione che lo precede: dai capelli, alle gambe perfettamente depilate, dallo smalto carnicino trasparente, alla biancheria, seppur di basso costo, sempre intonata al vestito. Mi piace che si rispetti il rito, la liturgia.
Pensiero 5
Questa mattina abbiamo finalmente comprato le posate per la cucina nuova: posate di una marca francese, con un tocco provenzale non troppo rustico e non troppo asettico. Il manico è colorato con un disegno che sa un po’ di fiori e di sole. Sono costate uno stonfo, ma l’amore a prima vista ha sempre un prezzo assai esoso.
Pensiero 6
Questa sera, prima di scrivere e di cenare, abbiamo visto Manderley, il degno seguito di Dogville. Se avete voglia di farvi venire in mente riflessioni a 360 gradi, Lars Von Trier non mancherà di accontentarvi. Un pezzo di teatro tanto entusiasmante quanto profondo, nel senso che va a toccare le corde più oscure e recondite dell’essere umano, nonché l’organizzazione che gli umani si sono dati per nasconderle.
Pensiero 7
Domani è sabato. Si prevede tempo bello e rigido e io non mancherei per nulla al mondo all’appuntamento con il mercato del sabato a Borgosesia, mio fornitore ufficiale di abbigliamento, che poi ritaglio, modifico, riconfeziono, a dispetto di griffe, tanto inutili e costose, quanto limitanti dell’originalità personale.
Pensiero 8
Vi voglio bene e ogni tanto mi mancate. O meglio, manco io a me stessa.
ma non ci povevano essere dubbi che sarebbe finita cosi'...
e ora tutti a voltare la testa dall'altra parte
come al solito
nelllo sterminato fluire dellaRrete, nel ticchettio dei messaggini, in questa condizione di single delle vacanze qualche telefonata qua e la', qualche messaggino ogni tanto, telecomando.
Magari poi non telefonano e non esse.emme.essano le persone che vorrei io, e che mi scalderebbero tanto il cuore. Ma si sa, è garantito al limone: quelle, carissime e stronzissime persone non telefonano e non esse.emme.essano...e sono quelle, invece...
proprio quelle...
solo quelle ...di cui sentiamo veramente l'assenza.
(sulle note di Sergio Endrigo): "La solitudine che tu mi hai regalato / io la coltivo come un fiore..."
Le canzonette , si sa, sono il miglior trattato di filosofia ...
Metti che mi veda comparire le persone che dico all'improvviso qui nella camera, ODDIIIO che paura! . Materializzarsi lentamente prima come una luce azzurrina ectoplasmica e poi - PLOF - in carne e ossa, da parlargli e da toccarli...
Beh, mica lo so se mi piacerebbe veramente, tuttosommato!
Scrivo stronzate, tanto per il piacere di scrivere sul blog ...
Comunico ufficialmente che ho inventato un'originale maniera di suonare il bolero sul manico della chitarra con le uova. Non ci credete? Magari faccio il filmato, cosi' poi lo vedete su you tube.
A proposito di uova...vado a prepararmi la cena da single nella solitaria cucina: Un uovo bollito duro condito con sale olio e aceto rosso...
A dopo.
Alt! fermi tutti... forse il 3 e il 4 mi "tocca" lavorare.... Vi saprò dire. Non che mi dispiaccia poi tanto, eh, che mi sto divertendo un sacco qui...
non lo sopportavo, mi sembrava la summa annuale (insieme al 31 dicembre) di tutto ciò che mi irrita durante l'anno e mi costringeva ad indossare una maschera di ferro che fosse in grado di celare, dietro ad un sorriso stereotipato, tutto il mio mondo che non aveva niente a che vedere con il resto del mondo.
Poi, quasi improvvisamente, qualche anno fa ho ritrovato qualcosa che avevo dimenticato: la tenerezza, il calore, la voglia, i piccoli piaceri che passano attraverso un sorriso, e ieri è stato magico. Eravamo noi, la famiglia, la grotta in cui ci si nasconde, che accoglie con il calore del focolare. Sono fortunata, i miei genitori sono anziani ma sani, i nipoti sono bellissimi, i miei fratelli, le mie figlie, anche quel pazzo di mio cognato. Abbiamo abbondantemente mangiato, chiacchierato, riso di niente. Abbiamo giocato a sette e mezzo, un gioco che giocavamo quando era ancora tutto a posto, i miei nonni vivevano, mio zio faceva il banco e perdeva per farci vincere, mio padre partecipava per dovere, mia madre perdeva sul serio. E ieri mio fratello faceva il banco per far vincere i bambini, e mia madre che ha pescato più 3 e 4 di chiunque altro alla fine voleva che qualcuno le cambiasse le perline in soldi veri... Ecco, che altro c'è? Il natale è tutto qui, avere una famiglia, sentirla e starci bene. Fra qualche anno tutto cambierà ancora, succederà per forza, anzi perchè è vita e funziona così. Ma io me lo godrò lo stesso perchè continuerà in quelli che ora vincono a sette e mezzo e che poi fra qualche anno dovranno perdere per far vincere altri ancora... Oggi mi riempio il cuore di questo e mi sento felice, riscaldata e felice.