Di tutto.. Mai per caso. (già "tanto non si tromba..")

 

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venerdì, 27 febbraio 2009
la solitudine del blogger

Nel mare magnum della rete stiamo nella zattera-blorum, una manciata di naufraghi. Talvolta ci si incontra con altre zattere al largo. Sapete, funziona come sull'autostrada; si strombazza, si fanno i gestacci da lontano, le corna, il dito medio alzato verso il cielo simbolo non so bene di che cosa.L'ombrello"  con braccio piegato...  Mai che si inventassero  gesti eleganti  da linguaggio dei sordomuti..mai circonvoluzioni di calligrafi semiubriachi per avere la mano piu' graziosa nel poetare col nerofumo sulla carta bianca. 

 La solitudine e' tanta, rimando  a Bruno Ganz derelitto davanti a un mazzo di tulipani. Sprattutto te Aluccia, ammesso che mi legga, non hai colto l'occasione... peccato.

Postato da: Psalvus a 18:59 | link | commenti (4)

giovedì, 26 febbraio 2009
T.N.S.Tromba..??

Ma trombare è bello bimbi.. non prendiamoci per il culo.. A me non capita più di trovarle sotto casa o fuori il lavoro che aspettano, e me ne guardo bene di cercale..sono troppo pigro.
Ma  trombare bene fa bene come una vacanza al paradiso. Quello che non fa bene è trombare a prescindere basta che respira oppure massacrarsi la vita e massacrare i tuoi affetti.
Anche perchè ..(ed è una cosa che non viene mai detta, anzi viene poco capita specialmente dalle donne..)  il più delle volte è proprio con quello/a che ci trombi da Dio che "vivendoci" farebbe finire l'incanto.
Si lo so che blablabla voi non volete neanche sentirlo.. blablabla .. ma che schifo.. blabla...  ma cacchio come è bello avere la migliore soluzione per ogni ruolo..
(e pensare che proprio questa scelta costringe ad una vita corretta, disciplinata e "fedele" come rarissimamente capita nel .. tradizionale..)

Postato da: yeridiani a 21:09 | link | commenti (3)

dipinsi l'anima, su tela anonima

e mescolai la vodka, con l'acqua tonica...




in mi minore quella di Califano

Postato da: Psalvus a 16:43 | link | commenti (1)

La CD dipendenza..

Gli automobilisti si dividono in due grandi gruppi.. quelli che assolutamente APPENA entrano in macchina accendono RadioCD e gli altri.
I primi sono noti anche per avere sparsi per la macchina un numero esagerato di dischetti con non meno di 10.000 brani . Il ridicolo è che ne ascoltano sempre  solo un ventina..

Io ho in macchina esattamente quella ventina che ascolto le rare volte che non pratico la migliore medicina per la mia stabilità: stare in silenzio con me stesso.. (e la macchina è un luogo perfetto..)

Postato da: yeridiani a 12:28 | link | commenti (6)

Non ci sarà scelta (e finirà un epoca..)

Su Tevac ci si domanda perchè sia tecnologie che fotografia attirino meno discussioni...

Poi perchè "le firme" autorevoli sono sparite..

Ed infine l'incapacità di "vedere" il prossimo futuro (dietro l'angolo..)


In breve è puntualmente successo, e nei tempi citati, tutto quello che vado dicendo da anni..
Vi dirò.. non mi fa diventare ricco, ma fa bene all'anima eccome scoprire di avere un buon cervello..

Postato da: yeridiani a 11:42 | link | commenti

mercoledì, 25 febbraio 2009
solitudine

bruno ganz




il film e' fin troppo famoso...

Postato da: Psalvus a 21:39 | link | commenti (1)

Sempre i dati del Viminale...

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/violenza-sessuale-3/stupri-viminale/stupri-viminale.html

Postato da: Babaijaga a 08:33 | link | commenti (2)

versami un bicchiere di tramonto

(probabilmente la mia amica ha esagerato con le canne perche' sentite cosa mi scrive)

versami un bicchiere di tramonto e tre caraffe di mattino, quanto costa la rugiada oggi?, fin dove affonda la lingua il mattino?, a che ora va a nanna la tessitrice con le sue spole di km d'azzurro?, i rami sono rimasti stupefatti dalle  note defecate dal giovane pettirosso, Quate sono? Mille? e quanti sono i viavai della tartaruga? dimmi anche quante bottiglie di rugiada s'e' scolate l'ape fino a ubriacarsi come una puttana. E dimmi, dimmi ancora i piloni dell'arcobaleno chi li ha imbullonati? e chi con gomitoli di vimini azzurri confeziona morbidi pianeti. E mostrami i polpastrelli che massaggiano le stalattiti e di notte ne contano una a una ogni perlina. E chi e' che costrui' questa piccola bicocca d'albedine e sprangandone le finestre mi oscuro' tutta l'anima? Lo stesso che poi - spero - senza tanta pomposita'mi vorra' fornire due grucce a forma d'ali per volarmene via.

(quale sarebbe la cura migliore per questa donna secondo voi? e' un po' pissera e bruttina...)

Postato da: Psalvus a 07:08 | link | commenti (11)

martedì, 24 febbraio 2009
C'era un prezzo da pagare...

Sono capitato in mezzo ad un doppio (di tennis... ovviamente..) di psicoterapeuti.. Dopo essermi sorbito la scarica di lazzi degli amici "dateje.. na guardata!!" "fateje na cura prima.. " ecc ecc, mi sono goduto le loro chiacchiere a pranzo..
Mbe udite udite pare che ci sia una vera ondata di clienti donne, in special modo adolescenti, alle prese con terrificanti problemi esistenziali..
La cosa del resto mi è stata confermata da amiche con figlie. E' curioso, ricordo un tempo che le ragazzine a scuola erano bravissime e sapevo perfettamente il fatto loro. Sembra che la situazione si sia rovescita, non solo la resa sacolastica è terribile ma lo stile di vita è una roba che sta mettendo in crisi le famiglie..

Qualcuno ha fatto una stronzata.. (e non venite da noi...)

Postato da: yeridiani a 21:42 | link | commenti (5)

lunedì, 23 febbraio 2009
stupro

mi piace condividere questo bell'articolo di Ceronetti, secondo me veramente "definitivo":

"Ho inteso, dalla sua stessa voce, il Presidente del Consiglio associare ipoteticamente stupro a «bella ragazza», e faccio questa nota per inquadrare con meno imprecisione il fenomeno in questione, psicologicamente e criminologicamente tra i più complessi e inafferrabili.

Quando leggiamo, nella storia delle origini di Roma, del ratto delle Sabine, sarà bene toglierci la benda del pulito ricordo scolastico e degli svolazzi neoclassici. Fu un fattaccio turpe. Bande di bruti raccogliticci, chiamati da un Caino del Latium, sfuggiti ai castighi o scacciati dalle più antiche e civili città meridionali, tutti maschi esasperati dal bisogno di femmina (tentigine rupti), decidono di compiere spedizioni notturne nelle campagne abitate dai Sabini, a Sud delle loro tane da lupe (dove cuocevano all’aperto, per sé soli, polente di farro e pezzi di pecora), e seminano il terrore nei villaggi, stuprando bestialmente, prima che i loro uomini si radunassero, povere donne mal nutrite e mal lavate, una parte delle quali, per la vergogna e per sottomissione alla forza, li seguirono. Ne venne fuori un popolo che aveva nel sangue la violenza e la guerra, e la madre dei Gracchi, e il divino Cesare...

La storia dello stupro è infinita, e solo modernamente è entrato nelle legislazioni, che lo puniscono recalcitrando, quando non sia seguito da assassinio. In Italia è «reato contro la persona» solo da pochissimo tempo. Ma in nessun caso la bellezza della vittima ne è il movente, vorrebbe dire che lo stupratore, solitario o in branco, ci vede e fa una scelta. Lo stupratore è accecato dal sesso, non dal volto, di cui gli interessa esclusivamente quanto esprima terrore, ribrezzo, impotenza, sgomento, umiliazione. Fortissima sempre in questi inconsci di guazzabuglio è la volontà di umiliare, di insozzare un santuario, di sfogare odio etnico, di far nascere figli di quest’odio (molto chiaro nelle guerre balcaniche di fine XX). La donna del nemico militare è sempre, nonostante i divieti (ma spesso con comandi complici) da umiliare sessualmente. Nelle giungle urbane d’oggi la legge primitiva della giungla coabita con le nostre regole etiche e politiche frantumate, e di notte negli spazi incustoditi, periferici, ferroviari, sotterranei, strappa un infame diritto di sopravvento. Là, qualsiasi donna diventa, per ogni anonimo passante, foemina simplex, una bambola fessurata, la connotazione individuale scompare nell’indistinzione della tenebra.

E una gran parte ha, posso dire sempre più avrà, la componente sadistica. L’aroma che più risveglia l’istinto di violenza è la debolezza, l’inermità, l’avere a tiro, da sbattere sull’asfalto o in un cesso, una creatura del tutto digiuna di karatè, anoressica, bruttina, con braccia esili, perduta. E tutto questo è al cento per cento sadismo - da manuale o, alla lettera, da Malheurs de la Vertu. Una ventina di anni fa seguivo a Parigi un corso della scuola teatrale di Grotowsky, che si teneva in un posto orripilante sul Quai de la Gare, al Tredicesimo, immenso ex deposito dei macelli del grande Ventre. Al piano di sotto della nostra sala, tutta ben rifatta, c’era una batteria di decenza con decine di porte che stridevano sinistre e il vento sbatacchiava. Per scendere là sotto negli intervalli, tutte le ragazze chiedevano di essere accompagnate da qualcuno degli stagisti maschi. Non c’era ombra di maniaco sadico dietro quelle porte, ma il timore ancestrale dell’uomo in agguato in un luogo propizio, lugubre come un Dachau, spingeva le donne (non mi pare ce ne fosse qualcuna di distinta bellezza) a farsi proteggere da un altro uomo, fosse pure di muscolatura schiappona e di natura da straccio bianco. Era bello e ci inorgogliva quel ruolo... La virilità è forza in sé, anche se non ci sono forze. Ancestrale anche quel ruolo di custodes. Contro l’uomo che offende, che non vede il volto ma è eccitato dal corpo indifeso, l’uomo che difende: due sicuri archetipi, due forme simboliche del pensiero - preistoria nel cuore sfinito della civiltà.

I marocchini hanno una risoluta fama di stupratori (pericolosissimi in guerra, nel ricordo storico le truppe coloniali al seguito di Franco, i marocchini della campagna d’Italia dei francesi di De Gaulle-Leclerc), ma nelle cronache recenti e nelle statistiche sono stati abbondantemente superati dai romeni, spesso in branco, talvolta omicidi. Il loro numero è misurabile dalla quantità esorbitante di presenze fuori controllo, dall’oziosità abbrutente, tra bevute di birra senza cibo negli ondeggiamenti senza confini delle grandi periferie. Va ricordato che si tratta di figli dei ventri forzati a partorire da Ceausescu sotto stretta sorveglianza antiabortista della Securitate, cresciuti in condizioni prossime al randagismo canino. Il dono all’Italia di questi campioni di umanità degradata è stato fatto dai frenetici allargamenti a Est dell’Unione e dalla follia di Schengen. "

Postato da: Psalvus a 22:39 | link | commenti (10)

Convergenza Digitale..

Ricordate il mio sito che ho purtroppo abbandonato un po' per pigrizia, un po' per il poco tempo a disposizione, un po' perchè non era roba da fare da solo... ??
Ricordate le discussioni su Tevac sui FotoCelluari?  Quello che io volevo trasmettere a questi de "coccio" è che per la prima volta nella storia si stanno fondendo quattro tecnologie: Fotografia, video, comunicazione ed informatica.. tutto in un unico elemento. Ebbene ci siamo.. e loro si sono persi un treno.

Postato da: yeridiani a 21:33 | link | commenti

mixolydian (reprise)

fatto un giro sul Youtube  ho tirato giu' diverse composizione dello stesso tipo. Sto preparando un piccolo cd per un'amica, per farje capire il concetto. Le canzoni  con quella scala diciamo cosi' "celtica maggiore"  sono venute fuori come le ciliege, una  dieto l'altra. Faccio un piccolo elenco, provvisorio:

Guccini: Auschwitz.

Equipe 84: E' dall'amore che nasce l'uomo.

Nomadi: Noi non ci saremo.

Dik Dik: Quando s'alza il vento

Dik Dik: se fossi un falegname.

Reitano, Vanoni, Zanicchi: C'e' una ragione di più,  (prima meta', la seconda è in eolico)

Marco Masini: Disperato

Paola e Chiara: Amici come prima.

Beatles: Norwegian wood

James Taylor: Machine gun kelly

She went to the fair

... 

 

 

Postato da: Psalvus a 11:41 | link | commenti (2)

Black Stars (nonsoloFB..)

Un amico che si diletta - per soldi - con bella voce e pianola,  è stato chiamato per una festa di carnevale in un luogo dove una volta avevo degli incarichi importanti. "vienimi a dare conforto.. non so se sono all'altezza.."
Mi sono presentato puntuale verso mezzanotte..
Intanto l'auto di maggiore cilindrata era una scassata Opel di dieci anni fa, poi ricordavo il vialetto quasi impenetrabile da macchine parcheggiate.
Chi fosse il genere di utenti l'ho capito subito quando non ho visto fuori dal palazzetto i soliti giovinastri con cravatta slacciata e fumare con bicchieri di birra in mano incuranti del freddo.
Erano tutti dentro a ballare l'hallygally... perfettamente inquadrati, sudaticci, tutti compiutamente in nero ed appunto, con sisone e coscione in bella mostra.
Nessuno sotto i quaranta anni, qualcuno sopra i 70....
La sensazione era quella di assistere ad un festa di prigionieri in un campo di concentramento nazista che non si è accorto che la guerra è finita da dieci anni..  Neanche a dirlo nessuno portava una maschera, che sarebbe stata l'unica cosa intelligente da fare .. visto che gli antichi non erano stupidi..
Sono corso via prima di essere travolto dalla depressione..

"Mbe come è andata?"
"bene.. peccato avevo pochi Valzer.."

Postato da: yeridiani a 10:06 | link | commenti (2)

domenica, 22 febbraio 2009
black star

e cosi' mi ritrovo  a un party, organizzato a distanza tramite fb e messaggini. Mi presento puntuale, con regolamentare  bottiglia di chianti. La padroncina mi accoglie in minigonna abissale e seni agittanti. E' single. L'avro' vista 6 anni prima (3 taglie fa). Si è eclissata in un'importante capitale straniera. Ora e' di ritorno, sola, solissima . Ad  ...anta e passa e' dura fare il reset. La crisi si taglia col coltello. Supporto psicologico.
Arrivo e nella casa non c'e' nessuno, no, non sono il primo. Ma il secondo si'. Sgomento.  Mi presenta un simpatico artista ultraottuagenario con pacemaker. Tutti e tutte hanno dato buca gli stronzi. Arriva un'altra buona samaritana coetanea. Il party consta infine di sole 4 persone. Be', il party puo' iniziare. La cosa piu' divertente in questa situazione lunare e' che la festa, a dispetto delle premesse - non risulta disperata,  funziona in qualche modo. Come direbbe Ungaretti: allegria di naufragi. Merito forse del vecchio artista, che e' anche un grande affabulatore. A mezzanotte stacchiamo e nessuno perde la scarpina. Riaccompagno, da perfetto gentiluomo, a casa l'unica ospite, anche lei single. Formalita' di rito. Tutti a nanna.

Gracias a la vida que me a' dado tanto...


Postato da: Psalvus a 23:42 | link | commenti

RAISET

Non mi sono fatto mancare il Festival.. e non "solo" per le canzoni. Una roba in prima serata attira la metà degli elettori direttamente e indirettamente l'intero corpo non è una robetta da niente. Ho sentito tutto, ho visto tutto, pubblicità comprese...
Il Genio si è levato altri due sassolini: la vendetta per chi lo ha preso per  il culo per il suo vizietto neanche segreto per la musica e gestire qualcosa che la gente paga per averla..

Postato da: yeridiani a 19:46 | link | commenti