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Non voglio fare nessuna pubblicita' ma questa e' un'idea per l'inverno niente male, no?
L'ho trovata nel sito Fabrik. Questo marchio (anzi per la precisone frabrikproject) aggrega idee di artisti del design e della fotografia. Vale la pena di dargli un'occhiata e perdersi nelle sue varie sezioni, veramente interessanti.
Nel blog vi è una parte visuale e una musicale, io per ora ho esplorato solo la prima. Mi ci sono ritrovando seguendo le indicazioni dell'ottimo Bernard Perroud, come al solito.

e poi mi è piaciuto molto questo libro di un tipografo designer
Questo l'ho appreso oggi. Il termine flash mob indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in un luogo pubblico per inscenare brevi azioni insolite e poi si disperde rapidamente. La parola, come spiega Wikipedia, "si riferisce di solito a eventi organizzati attraverso i social network o le email, e che non hanno scopi pubblicitari".
I flash mob hanno raggiunto una certa notorietà a metà di questo decennio: se non sbaglio erano molto popolari in Finlandia. Ma avevano due punti deboli: i partecipanti dovevano uscire di casa e bisognava per forza far parte di un flash mob. Ed è qui che entra in campo l'hash mob: il concetto è quello del flash mob, ma trasferito nel mondo virtuale di Twitter.
Gli hash mob si riuniscono virtualmente, anche se il fenomeno è stato generato dalla stessa isteria di massa che aveva accompagnato i flash mob .(Fonte)
Tutto questo per dire che pensavo di organizzarne un flash mob, o forse meglio un hash mob, anche qui dentro. Beh, magari ne riparliamo dopo le ferie.
Buone vacanze a tutti!
Da Wikipedia : Il Wonderbra è un reggiseno che sostiene ed esalta il seno creato nel 1961 dalla stilista canadese Louise Poirier.
Il "reggiseno delle meraviglie" che magnifica il décolleté con un sistema di push-up fa il suo debutto sul mercato americano nel 1994, lanciato dal marchio Playtex, divenendo ben presto un'icona culturale.
Questo lo scrive dellakappa : "Ocazz… e queste da dove sono uscite? Queste cose gonfie, rotonde, (apparentemente) sode, cinque minuti fa non c’erano. C’è pure lo spacco in mezzo, come si conviene ad un decolté degno di questo nome!
Miracoli del push-up! Praticamente impossibile distinguere i meloni veri da quelli taroccati!
Per cui siete avvisati, signori ometti.
Se siete di quelli di bocca buona, che non guardate tanto per il sottile, non tenete conto di quanto avete letto finora.
Ma se siete di quelli esigenti, amanti delle forme perfette, tenetelo bene a mente: prima di compromettervi per un bel decolté, ricordatevi che le apparenze spesso ingannano, oh se ingannano! Per cui verificate, prima di sganciare quel benedetto aggeggio, se non volete rischiare che la vostra libido cali vertiginosamente insieme alle tette della vostra partner!"
Conclusione: nella vita di coppia "i volumi" contano eccome!
il fascino delle doppie luci. Trovata a quest'indirizzo:
Salvare la cultura regionale e tutelare il patrimonio linguistico del nostro Paese è certo una bella cosa. Ma francamente la faccenda del dialetto a scuola, o meglio dell'esame di lingua regionale che dovrebbero sostenere i professori, o aspiranti tali, fa davvero ridere, che poi, per questa spinosa questione, si blocchi addirittura la riforma scolastica peggio ancora. Non so perchè, ma mi viene in mente ora la scenetta della "cadrega" di Aldo Giovanni e Giacomo... Per quanto mi riguarda, visti i chiari di luna, ho già iniziato a prepararmi seriamente, sostenendo su FB un attendibilissimo test , risultato: Enzo Jannacci.
"Se pò dì che te sèt milanès, te parlet ben el dialétt e te sèt cuntent de vìv chichinscì".
Chissà se questa importante certificazione, inserita nel curriculum, sarà sufficiente a garantirmi il posto di lavoro?
Scherzi a parte, ci sono molti aspetti della riforma assai più inquietanti di questa sterile polemica, c'è poco da ridere...
se qualche volta vicino a te c'è qualcosa di leggero e frusciante, come ad esempio questo splendore di glicini sul muro, allora è il momento di quella tristezza che ti prende perchè sai che non sei ricco e inesauribile come quei fiori e quella luce.
Una luce che cambia le forme ripetute che essa stessa ha intessuto e unito in un'unica ebbrezza, come un'unica seta su cui stanno ferme le cose mobili e illese. Sono proprio queste cose che tracciano il limite, sostengono le ore e non si mischiano con la tua tristezza.
(libero adattamento di una poesia di Gottfried Benn, ricavato da una traduzione, dato che non conosco il tedesco. )
La notizia è fresca di giornata, riportata in un articolo di fondo sul Corriere della sera, Bill Gates ha abbandonato, in forma definitiva, Facebook, il punto è che non riusciva più a "stargli dietro", effettivamente diecimila richieste d'amicizia da gestire non sono certo uno scherzo. "Nonostante i vantaggi della rivoluzione digitale alcuni social network possono essere una grossa perdita di tempo e bisognerebbe stare attenti a come vengono usati". Questo ha esternato in una conferenza a New Delhi. A questo punto, mi domando se abbia mai chattato o bloggato con altrettanta enfasi...Chissà?
Pensare che era lo stesso motivo per cui, in quel posto, non volevo assolutamente iscrivermi. Allo stato attuale, sensi di colpa ne ho moltissimi. Mi consolo pensando che per Bill Gates il "tempo è denaro", e che per una volta sono stata più scaltra di lui in quanto ho inserito solo 15 amici, tutti molto referenziati. Del resto, quando si è predisposti, si perde tempo anche parlando da soli... Alla fine sono in vacanza.

Questo è il triangolo mobile di Kandinsky,( scannerizzato da me personalmente appositamente per il Blorum), utile a spiegare l'evoluzione del gusto. Mediante la sua rappresentazione l'artista ha raffigurato il mutamento della vita spirituale collettiva. Alla base di questa figura sta la grande massa del pubblico, al vertice pochi innovatori. Poichè il triangolo procede sempre, quando il pubblico della base arriva dove prima era il vertice, gli innovatori a loro volta sono andati avanti. La distanza resta sempre e il divario, anche nel tempo, resta incolmabile. Si spiegherebbe così, in maniera elementare, la distanza tra il vasto pubblico e certe opere , nuove o antiche, non sempre apprezzate. Basti pensare che la pittura degli impressionisti, al suo sorgere, venne denigrata. Ci si può comunque educare all'arte acquisendo gradualmente competenze via via sempre più profonde, esistono gradi di giudizio che si formano oltre che mediante la competenza estetica anche attraverso quella psicologica.
In parole semplici: lavorandoci su, cercando di capire, si può anche migliorare.
A ben pensare il principio del triangolo mobile potrebbe essere applicato anche in altri settori artistici : musica, danza o teatro...
Per scelta, non studiano e non lavorano, sono circa 700 mila ragazzi e hanno dai 25 ai 35 anni, così risulta da recenti sondaggi, in sostanza non fanno niente, denominati appunto "Nè-Nè". Però quando vedo il ragazzo ecuadoregno, laureato al suo paese in scienze della comunicazione, intento a fare lavori di manovalanza nel mio cortile un po' di tristezza mi prende...
I negozi di abbigliamento femminili si dividono in due grandi categorie: quelli per donne giovani e magrissime e quelli per donne di mezza età "leggermente" in sovrappeso. Nei primi è sufficiente un budget minimo per acquistare qualche capo sempre "esageratamente alla moda e carinissimo", nei secondi si deve aprire un mutuo per rinnovare parzialmente il guardaroba e, una volta vestite, alla meglio, si sortisce l'effetto di sembrare una vecchia zia pronta a fare da madrina per una Cresima...
Rassegnarsi!
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ho provato a studiarmi la biografia di Escher (posseggo alcuni grossi libri) , per capire la sua psicologia. Io lo amo piu' per le sue atmosfere metafisiche che per i suoi giochi di prospettiva matematico-geometrici, le figure ambigue paradossali e impossibili.
Nelle sue opere non c'e naturalismo, ma solo stilizzazione da icone bizantine. Lo amo per la poesia che emana dalle sue luci, per il suo perdersi, da nordico, nella luce del paesaggio italiano meridionale. Per lui le persone sono al più degli insetti antropomorfi. Feci una settimana nella costiera amalfitana e tutto mi rimandava a lui, le casette coi tetti a cupola, il saliscendi delle scale della costa scoscesa, le figurine umane assoggettate a una psicologia da formiche o da api...
Di loro non si può fare a meno, negli ultimi cinque anni ne ho assunte tre, chiaramente rigorosamente "irregolari". Grazie ad una provvidenziale sanatoria apprendo che il governo ha deciso di regolarizzare anche coloro che, svolgendo questa nobile professione, risultino sprovviste di permesso di soggiorno. La nuova legge sull'immigrazione le avrebbe costrette a lasciare l'Italia, lasciando "nella palta" moltissime famiglie già in situazioni sociali problematiche e precarie. Moltissimi stranieri potranno così essere regolarizzati, "ma c'è un ma". Chiaramente non si fa nulla per nulla: c'è una tassa di 500 euro da pagare. Per uno straniero non sono pochi e non lo sono neppure per chi percepisce pensioni che non siano da ex "dirigente". Le tasse sono sempre odiose...
Mi conforta l'idea che, sempre grazie alle nuove leggi, dovendo lavorare sino a 65, anni sarò esente da questo problema, qualche collega più giovane si prenderà cura di me...
Tra i momenti pù difficili della mia giornata vi è certamente quello di dover provvedere a rifornire di carburante la mia modesta utilitaria. Tante le paure... Per questioni di principio detesto i distributori automatici, io voglio l'uomo! In una parola: il benzinaio. Temo svariati aspetti legati a questa operazione il primo è quello di non riuscire ad aprire il tappo della mia auto in tempo utile per provvedere al rifornimento, il secondo èl'idea di poter inciampare nel tubo erogatore di carburante e per finire temo che la macchina automatica mi "freghi il contante". Queste tre eventualità confluiscono tutte in un'unica paura: quella che di creare un immenso ingorgo automobilistico dietro la mia autovettura, con automobilisti strombazzanti pronti ad urlarmi improperi. Situazione peraltro già verificatasi più volte. A tutto ciò si aggiunge una sana componente di pigrizia innata, facente parte del mio modo di essere, ossia non mi voglio scomodare dalla postazione di guida neppure per il pagamento dell'operazione. Figuriamoci, per me è già un enorme sforzo quello di abbassare il finestrino e spegnere l'autoradio.
Per fortuna da qualche tempo ho conosciuto Riccardo, il mio uomo di fiducia. Lui per per me non è un benzinaio, ma: "il benzinaio". Da quando ho scoperto il suo distributore la mia vita su quattro ruote è cambiata, direi decisamente in meglio. Trattandosi di un vero esperto, ha capito subito com'ero fatta e cosa desiderassi da lui. Galeotto fu il primo sguardo alle gomme a terra della mia auto... Questo anni fa. Riccardo ha tante qualità, in primo luogo è sempre gentilissimo e fa delle belle battute in dialetto milanese che già in prima mattina mi mettono di buon umore, poi sa che che mi piace che il tappo rimanga aperto (non si sa mai), ma soprattuto non si scandalizza a nessuna delle mi esternazioni, come poco fa, quando gli ho detto: "5 euro, grazie!" No scusate, con quel che costa la benzina e per quel che giro io, per me son già troppi...
Casualmente, ma neppure troppo, ho scoperto che su FB esistono diversi gruppi che sostengono la "causa". Mi sono iscritta a questo: QUELLI CHE...NON PIU' DI 5 EURO DI BENZINA!!!
Il nostro motto è:
"Se anche tu, come noi ,non ti vergogni a dire "5 EURO GRAZIE" all'omino della benzina puoi far parte di questo gruppo :-)"
Amici, buon lunedì!