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Nella cronaca di Roma del Coriersera c'è un articoletto che mi stava sfuggendo. Oggi non è ancora in Rete ma ne ho fatta una copia. Non lo posso pubblicare totalmente perchè in fondo c'è un minaccioso "distribuzione riservata"... E' di Giorgio Montefoschi ed è un piccolo capolavoro di giornalismo.
Il titolo è "Un mostro e la lezione da imparare".
L'autore si riferisce alla recente liberazione di uno degli autori dei fatti del Circeo.
Ricorda che lo stesso, in un famoso interrogatorio, addusse un sorta di scusa etica, come se il fatto fosse quasi una scappatella esagerata di un buon rampollo della società che conta.
Riporto - l'autore mi perdonerà - solo un piccolo passo della sua riflessione in proposito...
" Erano le ragazze di famiglie modeste. Con le quali si poteva fare tutto. Loro non si sarebbero mai sognati di fare quello che fecero con le sorelle dei loro amici di < buona famiglia > "
Mia nonna, analfabeta è contadina, era la più povera del paese ma aveva una figlia diciassettenne la cui bellezza ancora viene ricordata dagli anziani... mia madre. Un giorno il figlio di un Conte proprietario dell'unica fabbrica di allora l'accompagnò a casa. Il giorno dopo la ragazza fu "trasferita" per alcuni mesi in campagna. Il fidanzamento con mio padre mise fine all'esilio.
Ero ancora ragazzo..: "ma Nonna! potevamo essere ricchi!!" Ella mi guardò spostando gli occhi dal ceppo nel camino : "noialtri?? meglio incontrare un lupo..."
Questa estate mi hanno ucciso un'illusione.
Aver vissuto per trenta giorni a contatto delle vere realtà sociali, aver parlato con persone che prima mi sfuggivano, aver visitato luoghi "nascosti" m'ha fatto comprendere che ormai non ci sono più isole di civiltà innocente. Tutto è ormai un unico continente devastato.
Anzi, nell'ex isola felice, quel luogo che io credevo esente dalla malvagità, dal vizio e dalla violenza mi guarderei bene di far crescere un figlio e sopratutto una figlia.
Al contrario di quanto accade in una grande città come Roma, ove una pur debole possibilità che "il male" non venga in contatto con i ragazzi esiste, li nei lunghi pomeriggi e sopratutto nelle notti non c'è scampo, dalle mele bacate non si sfugge. I luoghi di frequentazione sociale della gioventù sono talmente pochi che non è praticamente possibile che un'annusatina alla polvere non si dia, o non si provi a vedere che succede con mezzo litro di vodga nel cervello. Se qualcuno si illude che la rete di protezione delle famiglie è più efficiente sarà il caso che se la tolga subito dalla testa. Nel mio vicolo, tutti le sere tre ragazzine giocano a farsi il cannone. Mi è stato subito detto di farmi i cazzi miei che ci pensavano loro. Da qualche giorno non vengono ed ho scoperto che è stata fatta una segnalazione perchè ... "sporcavano"...
(ps. Ho spedito il post ad un mio amico per fax - che non ha internet - e mi ha risposto che l'unico modo per evitare che tutte le notti altre ragazzine gli facessero la pipi sulle scale esterne - che pare che venga comodo con la minigonna - è stata la minaccia al comune di non pulire più le scale..)
Ogni mese esce un rivista di "paese" e nelle ultime pagine come di consueto, battesimi, matrimoni e lutti.
Mi è capitato il numero di luglio dell'anno passato. C'erano le foto felici di 6 matrimoni, mi è venuta voglia di chiedere una cosuccia... ebbene tutti separati entro l'anno.... con figli.
Mi domando perché la società ancora insiste a considerare l'evento matrimonio con questa "costosa" ed inutile enfasi, se dura molto più a lungo l'acquisto di una utilitaria...
Questo che è appena accaduto qui.., li succede in piccolo - ed in tutti i paesi intorno - tutto le sere.
I vecchi si chiudono in casa come nel medio evo...
Io non ho "fisse" signora.. io annoto i fatti e questa è una roba dove tutti - specialmente le donne - mettono la testa sotto la sabbia. Fatevene una ragione.. quella presunta libertà è stato un suicidio sociale.
Insomma... certo che fra colleghi direttori uno non ci si aspetta una pugnalata alle spalle.. ma se uno ha patteggiato e ci sono i documenti - e sopratutto non parte un querela - ... direi che "certi editori" dovrebbero guardarsi intorno con più attenzione..
Stamo sempre li... il Boss ci aveva visto giusto:
1) Se questi idioti sono i grandi politici lo posso fare meglio io ...
2) Il "Divino" aveva ragione... er mejo ci ha la rogna...

Devo appendere una deliziosa campanella in ceramica acquistata ad una fiera di paese, ma vivendo con tre uomini poco collaborativi che non si prestano mai a mettere in opera lavori di vitale importanza per la decorazione della casa, decido di fare tutto da me. Dice il detto: "Chi fa da sè fa per tre". Ritenendo il trapano elettrico "molto pericoloso" e di difficile utilizzo provvedo a farmi prestare un trapano manuale dal vicino, un signore di 84 anni assai garbato e gentile. Il trapano, più o meno simile a quello qui sopra, sembra un frullatore e mi sembra di facile impiego: basta puntare nel muro, girare la manovella ed il buco è fatto. Del resto, se questi lavori li sanno fare gli uomini non devono essere poi così difficili. Un giuoco da ragazzi! Intraprendo l'impresa iniziando a praticare il primo foro sulla parete. Immediatamente mi accorgo che la punta impiegata è troppo grossa, decido di sostiturila, svitando la punta del trapano togliendo sia la punta che "quel pezzo grosso che la ospita", a quel punto, perdo il controllo della situazione, mi accorgo che non riesco ad avvitare più nulla ritrovandomi in mano due piccole molle, qualcosa non va... Oddio, ho rotto il trapano!
Non so che fare... Quel cimelio di meccanica deve essere rimesso immediatamente funzione ne va del mio onore, oltre che della mia dignità di donna, anche perchè si tratta quasi di un pezzo d'epoca risaltente agli anni '40 o '50. Sono disperata. Senza dir nulla ad anima viva, mi reco nella ferramenta più vicina domandando se possono vendermi un pezzo nuovo, sono disposta anche a svenarmi economicamente per rimediare all'enorme danno causato. Il rivenditore con aria di sufficienza mi dice: "Signora, ma come ha fatto? Lei ha svitato il mandrino del trapano, ma come si fa dico io?".
Il mandrino? Ma io cosa ne so che il mandrino non va svitato? Neppure so cosa sia un mandrino, è la prima volta che sento questa parola!
La mia tensione aumenta. Cosa dirò al vicino? Guardi ho svitato il mandrino del suo trapano sono uscite due molle ed ora può portarlo direttamente alla qui vicina discarica. Vorrei morire. Il trapano, neanche a dirlo, non è neppure più in produzione ed il pezzo di ricambio non esiste in commercio.
Per fortuna da un anfratto della ferramenta esce un giovane simpatico e disponibile che si presta a riparare quel che resta del mandrino. L'impresa è disperata, più di un intervento a cuore aperto. Pazientemente mi aiuta a ricomporlo, riusciamo a rimetterlo in sesto. Il tutto senza farmi spendere neppure un euro. Tiro un sospiro di sollievo: il mandrino del trapano è salvo e con esso anche il mio onore. Torno a casa velocemente, appendo alla parete la campanella restituendo, immediatamente, il trapano all'ignaro pensionato.
Non so per chi suoni la campanella, ma di una cosa sone certa se sviti, per sbaglio, il mandrino di un trapano: la campanella può suonare anche per te!
Ho deciso da ieri che fino a quando non cambieranno "certe cose" e qualcuno non sarà definitivamente allontantanato, scriverò - anche nei documenti ufficilali - il sostantivo italia in minuscolo...
A) trovo curioso che i maschietti siano inferociti verso l'unico vero evento che aumenta statisticamente le loro possibilità di trombare...
B) trovo sospetto un tale sentimento conoscendo bene che l'unica vera ragione che spinge qualcuno a farsi cosi pesantemente i cazzi degli altri è l'invidia...
Anche oggi attraversare gli appennini centrali in strade diverse dalla comoda E45 vuol dire inoltrarsi per strapiombi su una corsia e mezza fra paesaggi mozzafiato.. e quasi in solitudine.
Accade che all'ora di pranzo ci siamo accostati in un bar ristorante strappato alla roccia fra la strada ed un orrido torrente.
"Buongiorno signora, vedo che è chiuso.. che dispiacere, ricordo una fantastica tagliatella fatta in casa.. "
" se a voi non fa problema potete mangiare in casa da noi.. Le abbiamo appena fatte.. "
Sono arrivate 6 porzioni per noi 4, formaggio, prociutto, salcicce del loro maiale, caffe..
Prezzo.. comprensivo di una francescana e divina gentilezza.. 10 euro a testa.. che di sabato d'agosto nell'italia della "normalizzazione del 3 canale e di Repubblica" sono appunto una specie di miracolo.

L'animo mio, per disdegnoso gusto,
credendo con morir fuggir disdegno,
ingiusto fece me contra me giusto
Dante Alighieri
Stamane mi sono data al giardinaggio. Sarà colpa di questa "lunga estate calda", o piuttosto del mio pollice verde pressochè atrofizzato, il fatto è che buona parte delle piante che ho in giardino si sono ridotte in aridi arbusti e sterpi rinsecchite, che triste fine quella bella azalea e che miseria sorte è toccata quelle begoniette: sono ormai divenute cadaveri, lì giacenti, in attesa di ricevere degna sepoltura, in quei vasetti che fan loro da bara .Contemplando tristemente quel che resta di un rigoglioso pino nano e guardandone il suo arbusto rinsecchito mi viene in mente Pier delle Vigne e la "Divina Commedia". Il poverino fu brutalmente perseguitato e condannato messo in condizioni di non poter parlare, e di esercitare la sua legittima difesa. Chissà quanto deve aver patito, non so perchè, anzi sì,(ma non lo sbandiero ai quattro venti perchè ho classe e non sono zotica come"qualcuno"), ma lo sento parecchio vicino...
Il cinquanta per cento degli ingegneri non trova lavoro.. ma il lavoro dei psicologi è aumentato del 125%..
Come mai,? Ho domandato al "professorre" titolare della Cattedra con cui divido il Tennis..
"Un po' perchè è considerata - erroneamente - un facoltà di riserva, tanto per prendere la laurea ed un po' perchè il numero delle pazienti donne è schizzato in alto"
E qual'è il problema?
"Figlia libera e senza limiti, moglie felice poi , mamma tenera, attenta e serena, lavoratrice soddisfatta.. Mbe tutto insieme non funziona.. mai. Bisogna fare delle scelte che schiantano il sistema nervoso"
ieri la signorina che chiamerò Felicita, vecchia conoscenza di sempre ma che non vedevo venire al consultorio da almeno 10 anni mi ha convocato a casa sua. Dice che è "agli arresti domiciliari", ma sarà una delle sue metafore? difficile dirlo, perchè potrebbe essere anche vero. E chi le ha dato il cellulare mio? Tortuosissima risposta...Vabbe' , ci vado, il viaggio è di pochi km in un paesino vicino, tutto saliscendi e con una stazioncina sulla riva del fiume.
Posteggio, Mi sento chiamare dal terrazzino di un appartamento anonimo. Mi saluta con ampi gesti allegri: - sto qui, il portone è quello laggiu', l'ascensore è rotto...
Salgo, mi do un contegno ottimista e paterno. Sulla porta dell'appartamento l'insegna con l'abete del Natale di qualche anno fa (per abbellire e nobilitare ). Si sente un furioso abbaiare di cane dall'altra partementre aspetto pazientemente che giri le chiavi . - Mi scusi, aspetti, chiudo il cane in camerà.
Si tratta di un pastore tedesco, enorme per l'appartamento di diciamo 40 mq della Signorina Botero.
Ha avuto da sempre problemi blandamente psichiatrici, ma è un'anima buona che gli psicofarmaci hanno ridotto a una balena bianca coi capelli tinti nerocorvini. Le ricrescite le incorniciano un viso da luna piena cinese . Eseguo rapidamente la visita', nulla di serio, prescrivo qualcosa; e poi rievochiamo i vecchi tempi quando veniva da sola al consultorio. Guardo le pareti completamente spalmate di quadri, croste che fanno stringere il cuore, e noto tre grandi foto della Signorina da giovane, a colori, ma virate verso il rossiccio. Una bella gnocca a 25 anni , ora ne ha quasi 60!
Ero bellina, vero?
Era una gran bella donna davvero!
Che dice, avrei potuto aspirare a un ingegnere a un avvocato a un dottore?
Eh, sicuramente; ci avrei fatto un pensierino anch'io cara la mia Felicita!
Mi fa un sorriso soddisfatto.
Certo che ne è passato di tempo, lei dottore ha fatto i capelli bianchi ...
Eh eh, il tempo passa.
Vuole vedere le altre foto in camera?
Volentieri!
Apre e l'enorme cane mi si precipita addosso con le zampone a farmi le feste, cosa che non sopporto, ma ormai...
Guardo la minuscola camera anche questa tappezzata di foto e quadri
Poi i convenevoli del commiato
Non si riguardi a telefonarmi se quelle cose non funzionano... ok... bene arrivederci è stato un piacere ecc ecc
Riparto. Non c'è malinconia dentro di me, nè in lei: siamo abbastanza vecchi ormai per farne a meno. Davvero.
Quello che noi identifichiamo come armi sono ormai una roba che riguarda la fantascienza.
Ve ne cito due già operative.
La prima si chiama HAROP, israeliana. Si tratta di un velivolo senza pilota, completo di sensori e telecamere infrarosse e armato di missili e bombe. Esso viene lanciato a gruppi nel teatro della battaglia. Dopo aver volato per ore disseminando le sue armi si suicida quando sceglie un obiettivo pagante. Non è previsto il suo ritorno.
L'altra si chiama Millennium. E' un cannone da 35 mm che spara 1000 colpi al minuto. E' in grado di ingaggiare contemporaneamente 12 obiettivi diversi che viaggiano verso di lui da posizioni opposte a velocità e distanze diverse.
Il sistema sceglie e seleziona gli obiettivi e comincia a sparare piccole raffiche di 12 colpi contro ogni target. Sulla bocca del cannone un trasmettitore regola le spolette dei proiettili mentre passano e poi la canna si occupa del prossimo obiettivo. I 12 proiettili esplodono alla distanza prefissata frammentandosi in 156 pallini di carburo di tugsteno da 3 mm. Questo provoca un muro di metallo largo come metà di un campo da tennis che avanza a velocità supersonica. Su cui va inevitabilmente va ad infrangersi l'arma in arrivo.
Ma qual'è la vera arma che permette tutto ciò? La velocità di elaborazione delle tecnologie digitali, praticamente il vostro cellulare.
a quasi novant'anni. Il garbato maestro del mitico Quartetto Cetra. Quello con gli occhiali per intendersi. Proprio un paio di mesi fa per nostalgia avevo trovato nella Rete i più grandi successi del quartetto, che adesso tengo sull Ipod. Ma di Virgilio Savona ho anche un disco di vinile dell'Albatros, credo ormai introvabile, in cui curava e arrangiava dei canti marinareschi siciliani (era di Palermo) .
Un pensierino affettuoso...
Sulla cronaca di Orvieto oggi c'era un articolo che riguardava l'ennesimo stupro di questa "strana" stagione giudiziaria. in proposito, basta fare un banale ricerca e si scopre che stupro era la parola esatta usata dai giornali e "violentata" e la parola che potete leggere ancora.
Il reo ha potuto patteggiare un anno e otto mesi invece dei sei previsti perché il Giudice ha ravvisato letteralmente "modica entità del fatto"...
Ma che cacchio vuol dire "modica entità del fatto??!".. Una mano sulla spalla..azz stai attento! Due mani sulle spalle: Attenzione!! Una mano sulla chiappa: Grave! Una mano sulla sisa: Stupro...
Ed alla faccia della modica!! Un anno e otto mesi più il risarcimento...
Da quello che mi ricordo - e me lo ricordo benissimo - tutti noi ragazzi del 46, se stanno cosi le cose, ci siamo tutti sposati una stuprata... (e guarda caso nessuno si è separato...)
Ma non solo.. se date un'occhiata alla cronaca di tutti i giorni non passa ora che da qualche parte accade uno stupro. Addirittura un tipo ieri non ha nemmeno fatto in tempo a pensarlo che si è beccato il carcere e nome e cognome nei giornali. Azz sono dei fenomeni.
A me me puzza di qualcosa del tipo: "ha io, proprio io no!! E allora pezzenti vi faccio vedere..."
Un fatto è certo, mi dicono due amici "addetti ai lavori" : state in campana a dare confidenza alle minorenni (e non solo..) live e specialmente sulle Chat e chettolodicoaffà su FB... Se quella ti indica e magari trovano che possiedi e bazzichi un certo porno ti spolpano vivo per difenderti.. occhio...
Alle Mamme di Ragazzi consiglierei di riesumare l'antica pratica del "fidanzamento" almeno c'è la prova di una sicura volontà di accoppiamento..
PS.
Lo hanno liberato. E chissà che sia un segno dei tempi che avvenga proprio adesso.
Egli è la la personificazione dell'esatto opposto di un certo messaggio sociale odierno. Io c'ero in quegli anni e vi posso garantire che la violenza che adesso fa tanto paura è una scampagnata rispetto a quella che il Circeo ha immortalato. C'erano tre mondi allora: i figli dei ricchi, praticamente intoccabili, la cui ferocia era persino più pericolosa di quella delle borgate ove neanche la polizia si azzardava ad entrare. Poi c'eravamo noi, della piccola, anzi piccolissima, borghesia. Frequentatori delle parrocchie e dell'azione cattolica, vivevano in una specie di mondo finto. Comunque la legge della strada era chiara: maschietti o femminucce, mai farsi trovare da soli. Solo nel mio quartiere, nei sei anni della mia adolescenza ci sono stati ben 4 casi certi e innumerevoli tentativi di violenza. Mai una denuncia.
Abbiamo visto la polizia solo una volta.. quando un padre uccise due fratelli che avevano violentato la figlia.
Più passa il tempo è più ho la certezza di essere non solo un sopravvissuto ma di sopravvivere ancora. Certo sono stato aiutato da un po' di fortuna, ma devo molto alle mie diverse vite.
E quindi per un'accorta gestione dell'arte dell'adattamento e del tradimento.
Oggi ho affogato i recenti "dispiaceri" nei quiz pubblicati su Facebook, del resto "così fan tutti". Questa la chicca, mentre compilavo l'attendibilissimo test "Quanto sei sveglio?" mi sono imbattuta nella seguente domanda :
Quanti animali per ogni sesso Mosè portò con sè sull'Arca?
Mosè??? Io sarò anche poco sveglia, ma tu sei molto ignorante!
