Di tutto.. Mai per caso. (già "tanto non si tromba..")

 

Partecipano

Scrivi

Scrivi

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Contatore

visitato *loading* volte


domenica, 20 luglio 2008
Nanga Parbat



Questo è il Kilimangiaro.. visto dal Kenia al confine con la riserva Amboseli. In linea d'aria saremo a circa 40 km.
La differenza di quota e di 4000 metri.
La foto è stata scattata in tarda mattinata quando il caldo dell'altopiano ha già fatto salire la foschia che ha reso marrone il verde della forestai fino al 2000 metri e l'erba fino a 2800...
Come è evidente non è una montagna in senso stretto .. per scalarla si deve percorre in sentiero in salita.
Eppure ci vogliono 5 giorni.
Il Nanga Parbat è questo..


La "montagnola sotto" è delle stesse dimensioni del Terminillo visto da Leonessa, perchè quella parete, La Rupal,  quasi perpendicolare. è alta 4000 metri.
E' la più cattiva delle montagne, anche se è 700 metri più bassa dell'Everest. Al punto che nel mondo alpinistico è questa la vera sfida.
I tre ragazzi italiani volevano violare l'impossibile .. salire dal basso verso la vetta a destra (che la vera vetta..)
Quella di sinistra in direttissima è stata conquistata 2 anni fa.. . Il fratello di Messner 30 anni fa è morto dalla parte opposta.
Perchè salgono? Non ve lo posso spiegare.. vi posso dire solo gli alpinisti "veri" (e non quelli che fanno quasi delle scampagnate mortali sull'Everest..) sono quanto di meglio l'evoluzione umana ha prodotto.
Nessuno può tentare queste imprese se non è forte nel fisico e nella mente.

Fate conto che conquistare un ottomila vuol dire programmare l'evento per anni, trovare uomini disposti a farlo, spendere una fortuna in denaro (di cui la metà solo per accedere al sito), perdere una valanga di tempo solamente per i documenti e permessi, trasportare interi vagoni di materiale, accettare le eventuali perdite di uomini e tutto perchè un giorno.. un solo giorno due o tre uomini facciano un tentativo con pochi kg di materiale. Se quel giorno il tentativo va male non c'è altro che tornare a casa. Perchè per quel tentativo i famosi vagoni di materiale sono stati consumati.
Chi muore non è recuparabile. Nell Cime dell'Himalaya e non solo ci sono decine di cadaveri appesi alle corde.

Non è un segreto che nell'ambiente dell'alpinismo ci sono un mucchio di vicende al limite dell'odioso che si perpetuano per decenni...  Fate conto che magari una quarantina di persone decidano di investire tempo, salute e denaro per anni allo scopo di costruire un grattacielo col le sole mani e che i veri proprietari del grattacielo sono quei pochissimi sopravvissuti alla fatica che raggiungono la fine del grattacielo
Chi decide chi sono quelli in salute il giorno prima dell'ultimo piano??
La sfida alla più alte montagne del pianeta si gioca sempre su questo problema ..

Postato da: yeridiani a 23:32 | link | commenti (2)


Commenti
#1    21 Luglio 2008 - 07:20
 
un paio d'anni fa lessi quel meravigioso libro di Fosco Maraini che è Paropàmiso, dove e' narrata la spedizione da lui organizzata sull'Hindu Kush con l'ascensione del Picco Saraghrar. E' proprio come tu la descrivi nel post.

I problemi interpersonali fra alpinisti - una morale a parte - sono desritti anche nel film Sette anni in Tibet, con Brad Pitt...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Psalvus

#2    21 Luglio 2008 - 16:20
 
Da leggere assolutamente
http://www.ibs.it/code/9788879725798/messner-reinhold/montagna-nuda-nanga.html
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente yeridiani

Commenti