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<TIRC_4759> vorrei vedere un film..
<TIRC_4759> come faccio?
<Maybe^> vai a cinema!
<TIRC_4759> grazie
<Maybe^> di nulla
<TIRC_4759> ma che risposta è
<TIRC_4759> un mio amico li vede sempre con mirc
<Maybe^> l'unica che ti posso dare
<Maybe^> non ne so nulla
<Maybe^> chiedi a lui
<TIRC_4759> ma che razza di programma è questo
<TIRC_4759> riformulo la domanda
<TIRC_4759> a cosa serve mirc?
<Maybe^> a chattare...
<Maybe^> a chiacchierare
<TIRC_4759> vabbè.....
<TIRC_4759> poi me la racconti
<TIRC_4759> ciao
<Maybe^> non t'interessa ciò?
<Maybe^> ciao e buona visione...
Mai chattare con un TIRC: generalmente si tratta di "esseri cybernetici primordiali", non sanno neppure mettersi un nick e fanno solo domande retoriche. Nel web c'è chi realizza cose meravigliose, io ho deciso di occuparmi di queste svantaggiate minoranze: una missione!
Soggetto+Verbo+Predicato
Soggetto+Verbo+Predicato
Soggetto+Verbo+Predicato
Soggetto+Verbo+Predicato
Verbo
Soggetto+Verbo+Predicato
Verbo
***
Una pagina di chat utlizza strutture grammaticali minime, si basa su pochi elementi. Non è semplice stabilire un dialogo significativo in un contesto così asettico come una "room" di un canale di chat, che poi altro non è che una pagina bianca messa lì da riempire. Eppure ci sono chatters vivaci, reattivi, intraprendenti che appena li leggi ti viene voglia d'interagire con loro, altri che pur scrivendo per ore non ti trasmettono assolutamente nulla. Non hanno fantasia e neppure vivacità di pensiero. In chat l'interazione con l'altro è istantanea, non c'è tempo per correggersi e non si può rielaborare quanto si scrive. L'intuizione è immediata. Cosa piace delle chat? Me lo domando spesso, visto che c'è sempre moltissima gente che le frequenta. Anzi, ora siamo in pieno Rinascimento. Semplice: il rito del corteggiamento. O più precisamente il pavoneggiarsi dinnanzi a potenziali prede del sesso opposto, con frasette allusive e ammiccanti. A tutti e ad ogni età piace essere corteggiati e farsi corteggiare senza poi magari oltrepassare quella pagina bianca. Anche perchè, andando oltre, quasi certamente si vanificherebbe il senso della chat. Ecco allora grigi omuncoli trasformarsi in affascinanti latin lover, tristi signore "accantonate" dai mariti divenire protagoniste di appassionate storie d'amore. Per i single sarà poi coltivata la segreta speranza d'incontrare in maniera fortuita l'uomo o la donna del destino. In sostanza in chat fa da padrona quella macchina eccezionale chiamata fantasia.
Dietro a quelle letterine che compongono un nick posso immaginare vi sia chiunque, lascio aperta la porta alle mie speranze e alle mie curiosità...
Stando in chat io sono qui, ancorato alla mia vita, ma posso essere anche altrove. Sono vicino, ma lontano da te, in me c'è la voglia di rimanere, ma anche quella di restare. Potenzialmente potrei essere ovunque il prossimo fine settimana. Sono qui e in un altro luogo nello stesso tempo, congelato in una statica dinamicità che vede scorrere davanti ai miei occhi tutte quelle letterine che racchiudono le mie fantasie ed i miei pensieri...
Perfavore, non venitemi a scrivere la frase: "ma io nella vita sono come in chat". Quante volte l'ho letta.
Grazie al cielo, per me non è così: non sono una pagina bianca, ho una fisicità, una famiglia, un conto corrente, un lavoro, ma soprattutto quando comunico "live" vado oltre all'utilizzo di soggetto+verbo+predicato...
"Polanski è stato giocato dalla misura e dismisura, dal paradiso e inferno della sessualità dei maschi, dei maschi della specie umana, intendo. Una sessualità che non cerca la complementarietà, che non cerca la differenza ma solo l'inferiorità dell'essere a cui si rivolge. Questa è la regola perchè il teatro cominci. L'inferiorità è l'ingrediente necessario, se manca, manca tutto. Inferiorità che si può declinare in tanti modi: nei modi del potere, del denaro, della cultura, della forza fisica e anche del simbolico - per gli ignoranti morti di fame privi di altre risorse concrete basta e avanza. Perche' essere uomini in questa società è pur sempre un valore (...) Uno scambio tra pari con gli uomini è impossibile. Per le donne della mia generazione far alzare l'uccello a un uomo è stata un'impresa, in tante hanno rinunciato..." A. Bocchetti
C'è chi lo sguardo lo considera uno strumento del mestiere, indispensabile come la penna. Con sincertà devo dire che, in passato, ho spesso invidiato qualche collega dotato di questa "straordinaria capacità paralizzante". La disciplina a scuola è parecchio importante, fondamentale per operare in un clima sereno e apparentemente tranquillo, poi, chi non ricorda quel professore così severo? Cose d'altri tempi...
Con scarso successo, confesso di averci provato pure io, anche perchè effettivamente come strategia disciplinare funziona davvero. Putroppo, o per fortuna, non ho la faccia da "dura" di conseguenza non risulto abbastanza credibile. Ogni sforzo attuato, in tal senso, s'è regolarmente rivelato vano, ahimè, proprio non ne sono capace. Chi impiega lo sguardo di solito non discute, non cerca il dialogo e non si mette in discussione. Certo nella sua classe non vola una mosca, ma sarà questa la vera dialettica insegnante-alunno?
Per fortuna, gli stili educativi, per mantenere l'ordine e il silenzio, sono tanti...
A Studio Aperto danno una notizia di cronana, mi colpisce un'espressione : un "anziano" di 68 anni tenta il suicidio a Roma... bla bla bla. Apprendo ora che a quell' età si viene definiti anziani. Però sino a 65 no, non si è anziani, anzi si è ancora abili al lavoro, difatti si può continuare a svolgere serenamente l'attività di sempre. Per fortuna le cose dai tempi di Claudio Lolli sono cambiati. Nel '72 a 70 anni si era proprio vecchi! Ho le idee confuse, sconcertata fisso la tastiera. Nell'attesa che si stabiliscano delle regole precise aspetterò pure io Godot...
Diciamo che in questi ultimi anni la rete è stata "sdoganata" dai media, quello che una decina di anni fa era il mondo di pochi pionieri ora fa parte della quotidianità di maggior parte di noi, non c'è quindi da stupirsi se anche chi non s'è mai occupato di social network ne sappia qualcosa. La stampa e la televisione ne parlano costantentemente, ormai c'è anche tutta una letteratura riferita alle relazioni nate on-line e di questo se ne occupano sociologi e psicologi. Se le antiche chat erano considerate luoghi per pervertiti o avventurieri Twitter, FaceBook, My Spase, Netlog sono un must. Praticamente tutti hanno un profilo on-line e un nick name, risultare sprovvisti vorrebbe dire essere fuorimoda, non al passo con i tempi. E la rete si affolla... Stringiamoci cari!
Per ovvie ragioni, si devono attuare delle scelte, sarebbe impossibile "fare" tutto. L'importante, ragionandoci su, è capire quello che piace e interessa.
Personalmente continuano a "intrigarmi" le chat i forum ed i blog, esattamente nell'ordine dato. Già, il primo amore non si scorda mai!
"Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse.
"Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta"
Dal diario di donnaFlora...
Caro diario,
questa settimana è inziata proprio sotto una cattiva stella o, peggio ancora, con Saturno contro. Lunedì mattina ignoti vandali mi hanno forato la gomma dell'auto presumibilmente con un punteruolo. Questo almeno è quanto ha riferito il mio gommista di fiducia il quale, a lavoro finito, ha voluto la modica cifra di ottanta euro puliti puliti. Chiaramente, prove concrete che si tratti di dolo non ne ho, certo potrei sempre chiedere la consulenza dei Ris di Parma per saperne di più, oppure, meglio ancora, lasciar raffreddare il "caso" e, tra una decina di anni, interpellare la squadra speciale di Cold Case...
Per una volta voglio "pensare positivo": optando per la strisciata involontaria e non in stato di ebrezza contro il cordolo del marciapiede...
Il gommista s'è certo sbagliato.
Oltre a questo spiacevole episodio ho partecipato nel giro di quattro giorni a due funerali, che sommati agli altri due, da gennaio ad oggi, fanno la bellezza, si fa per dire, di quattro: la matematica non è un'opinione.
Pensavo: in un solo anno quattro funerali e zero matrimoni. Così va il mondo, ormai nessuno si sposa più...
Sconsolata guardo la tastiera.
Jules disse a Kathe: «La tua massima è questa: in una coppia bisogna che almeno uno dei due sia fedele: l'altro».
Disse pure: «Se si ama qualcuno, lo si ama così com'è. Non si desidera influenzarlo, perchè, se ci si riuscisse, non sarebbe più lui. Meglio rinunciare all'essere che si ama che cercare di modificarlo con la pietà o la tirannia».
Jim avrebbe voluto morire di Kathe. Sopravvivere era un'offesa. I ragni maschi lo sanno, e anche le loro femmine.
dal film Jules et Jim - Francois Truffaut –
Quando i bambini non vogliono ascoltare le prediche della mamma, o qualcosa che a loro non garba, tappano le orecchie con le mani emettendo dei versacci indescrivibili, pronunciando di seguito la famigerata frase: e IO non ti ascolto!
Questo, secondo me, è quanto capita anche in rete: su Facebook, ma anche nei blog, o nei forum, in questi spazi la fonte di informazione principale sono i nostri amici, persone che stimiamo a cui vogliamo bene e che scegliamo per affinità spirituali o elettive. Gli interlocutori con i quali amiamo interagire e confrontarci, quasi sempre, ci assomigliano nel pensiero, hanno le nostre stesse idee politiche e vedono il mondo impiegando il nostro stesso canocchiale. L'opinione pubblica, di bassa levatura, non sempre ci va di conoscerla, la evitiamo finchè possiamo perchè "cozza" con la nostra sensibilità il nostro impegno e il più delle volte anche con la nostra cultura. Allora non ascoltiamo i telegiornali, inseriamo la moderazione nei commenti dei nostri blog oppure voltiamo le spalle a quel tale che al bar esprime un pensiero divergente dal nostro. Siamo sempre noi a mettere dei filtri alla libera circolazione delle idee. Penso che se da un lato questo sia positivo dall'altro pregiudichi una globale visione d'insieme, ma soprattutto ci faccia perdere la dimensione di quale, nel bene o nel male, sia il nostro contorno quotidiano. Le informazioni che ci scambiamo, il più delle volte, rafforzano i nostri pregiudizi facendoci perdere la consapevolezza del "reale". A volte, credo valga la pena correre qualche rischio: che so accendere la TV, nelle serate in cui bisognerebbe tenerla spenta per difendere la libertà di informazione, oppure organizzare qualche meeting al bar del paese, alla bocciofila o magari evitare di moderare il proprio blog, anche perchè diversamente sarebbe difficile capire di cosa si nutre la gente comune. Certo è doloroso...
Il numero di calzini lavati, rinvenuti dopo l'apertura dell'oblò della lavatrice, è sempre dispari. Nel caso fortuito si dovesse ritrovare una quantità pari siate certi che, almeno tre fantasie, ( a prescindere da quella che era la cifra di partenza), non saranno mai rispondenti tra loro e i suddetti calzini risulteranno sempre "assolutissimamente" non accoppiabili...
Come esercitazione si suggerisce il lavaggio a 40° di 12 paia di pedalini da uomo o di altro tipo di calze, purchè decorate, a vostra scelta.
Il teorema va imparato a memoria...
eccome se ci prende! io questo lo farei leggere al buon Dersu...
A proposito, andatevi a leggere l'ultimo post di "cacciatore di scofanti"
Così parlò yeridiani : (cacchio mi emoziono ancora come quel giorno - eoni informatici fa.. - nel canale... la prima Query non si scorda mai...)
Se è per questo neppure l'ultima...
"Por una Cabeza", un brano dedicato a tutti quelli che non scordano una query: la prima, l'ultima, oppure "quella in mezzo"...
Non hai cmq compreso il nocciolo del commento, ti ho detto che su facebook le note le puoi utilizzare a tuo piacimento visto che ami scrivere potresti farlo in quello spazio. Capito?
Per restare in tema di scrittura sai scrivere e su questo non ci piove ma sei poco "elastica" o meglio sei cocciuta come un mulo sardo! La fermezza molte volte non fa vedere le cose dalla giusta prospettiva. La tua prospettiva e oscurata assai dal o dalla blogger di turno...sei di nicchia ma non vuoi ammetterlo.
Ti ricordo che su fb tu e molti apparite + degli altri date risalto più al "volto" (parli di immagini e foto di ambienti e di te stessa fin da quando eri embrione) ma sul nome e cognome (cioè la faccia) non si scherza vero?!? Se ancora il concetto è poco chiaro te lo riscrivo in altro modo. Su fb tu hai per così dire fatto quello che si fa al "grande fratello", hai tirato fuori foto di te stessa, (dove sei ritratta) ma perchè poi ti lamenti allora? E' un controsenso bestiale il tuo agire, dopo aver letto ciò. Eppure Avresti potuto scrivere, produrre, condividere (ampliare) o no?!?
...ouch
Cara ouch,
questo commento merita certamente qualche precisazione. Riguardo il primo punto: assolutamente no! Non mi ritengo affatto una blogger di nicchia, anzi questa definizione mi fa sorridere. Semplicemente non mi piacciono i luoghi troppo trafficati. Al supermercato ci vado alle 8.00 di mattina, esco di casa quando so di non trovare troppa confusione, riesco a leggere solo un libro per volta, e anche in chat entro nei canali semiderserti, dove so di ritrovare gli "stessi nick" che conosco da sempre. Facebook, che ho sperimentato per circa tre mesi, per i miei ritmi andava troppo veloce. La maggior parte delle notizie pubblicate, salvo rare eccezioni, erano frasi minime, esiti di quiz o banalità varie. Alla fine, perchè avrei dovuto confondermi ulteriormente là dentro?
Riguardo al fatto che mi sono registrata con un nick è vero, del resto si tratta di un comportamento messo in atto da molti, diciamo che è stata una scelta mirata: ci ho pensato su un bel po'. Non mi sentivo assolutamente obbligata ad abbattere le mie barriere di pensiero con il mondo intero. In rete come nella vita si possono mettere dei paletti, una può non voler dire a tutti di andare in balera la domenica sera, così come può non avere piacere di divulgare ad un'immensa folla le proprie idee su argomenti vari. A ben pensare, i primi tempi che giravo in rete mi sembrava figo essere anonima. Anche ora l'anonimato, o meglio lo scrivere con la copertura di un nick, mi sembra un buon vestito per tirar fuori i miei pensieri, nel senso che è come se la mia Persona Ufficiale fosse imbarazzata a scoprirsi in piazza con le persone più vicine. Una forma di timidezza? Probabilmente sì...
Il Blorum lo leggevo da anni e frequentemente mi capitava di lasciare qualche commento che, sia in positivo che in negativo, scaturiva spontaneamente. Alla fine, quando, dopo lunga gavetta, mi hanno invitata a scrivere qualcosa l'ho fatto con piacere. Perchè no? Mi sono detta.Oltretutto, non sono poi così legata ai miei spazi virtuali, nel senso che dopo che mi hanno cancellato per intero un forum ho capito che "siamo solo letterine di passaggio" in questo universo cybenetico: oggi ci siamo, domani chissà?
Beh, ora che hai trovato la strada spero che tornerai a trovarmi pure qui, anche semplicemente in memoria dei bei tempi andati (quelli di icaro-mio).
A presto!
Con affetto e simpatia donnaFlora