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Soggetto+Verbo+Predicato
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Soggetto+Verbo+Predicato
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Verbo
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Verbo
***
Una pagina di chat utlizza strutture grammaticali minime, si basa su pochi elementi. Non è semplice stabilire un dialogo significativo in un contesto così asettico come una "room" di un canale di chat, che poi altro non è che una pagina bianca messa lì da riempire. Eppure ci sono chatters vivaci, reattivi, intraprendenti che appena li leggi ti viene voglia d'interagire con loro, altri che pur scrivendo per ore non ti trasmettono assolutamente nulla. Non hanno fantasia e neppure vivacità di pensiero. In chat l'interazione con l'altro è istantanea, non c'è tempo per correggersi e non si può rielaborare quanto si scrive. L'intuizione è immediata. Cosa piace delle chat? Me lo domando spesso, visto che c'è sempre moltissima gente che le frequenta. Anzi, ora siamo in pieno Rinascimento. Semplice: il rito del corteggiamento. O più precisamente il pavoneggiarsi dinnanzi a potenziali prede del sesso opposto, con frasette allusive e ammiccanti. A tutti e ad ogni età piace essere corteggiati e farsi corteggiare senza poi magari oltrepassare quella pagina bianca. Anche perchè, andando oltre, quasi certamente si vanificherebbe il senso della chat. Ecco allora grigi omuncoli trasformarsi in affascinanti latin lover, tristi signore "accantonate" dai mariti divenire protagoniste di appassionate storie d'amore. Per i single sarà poi coltivata la segreta speranza d'incontrare in maniera fortuita l'uomo o la donna del destino. In sostanza in chat fa da padrona quella macchina eccezionale chiamata fantasia.
Dietro a quelle letterine che compongono un nick posso immaginare vi sia chiunque, lascio aperta la porta alle mie speranze e alle mie curiosità...
Stando in chat io sono qui, ancorato alla mia vita, ma posso essere anche altrove. Sono vicino, ma lontano da te, in me c'è la voglia di rimanere, ma anche quella di restare. Potenzialmente potrei essere ovunque il prossimo fine settimana. Sono qui e in un altro luogo nello stesso tempo, congelato in una statica dinamicità che vede scorrere davanti ai miei occhi tutte quelle letterine che racchiudono le mie fantasie ed i miei pensieri...
Perfavore, non venitemi a scrivere la frase: "ma io nella vita sono come in chat". Quante volte l'ho letta.
Grazie al cielo, per me non è così: non sono una pagina bianca, ho una fisicità, una famiglia, un conto corrente, un lavoro, ma soprattutto quando comunico "live" vado oltre all'utilizzo di soggetto+verbo+predicato...
No, non mi sono inabissata come il Titanic sul fondo del web, sono solo molto impegnata. In ogni caso, vi seguo sempre: silenziosamente e appassionatamente.
Riflettevo:
sugli uomini e sul sesso, ma principalmente sulle epiche gesta che gli uomini sono disposti a compiere per il sesso.
Ma non mi riferisco al gossip politico e alle varie pornostory di questi ultimi tempi.
O meglio, non solo.
Poi mi è venuta in mente questa magistrale interpretazione di Al Pacino... Per par condicio, pur io, mi domando: ma come sarà mai il profumo di uomo?
Questo post è dedicato a tutti quelli che ancora non hanno perso il senso dell'olfatto...
C'è chi lo sguardo lo considera uno strumento del mestiere, indispensabile come la penna. Con sincertà devo dire che, in passato, ho spesso invidiato qualche collega dotato di questa "straordinaria capacità paralizzante". La disciplina a scuola è parecchio importante, fondamentale per operare in un clima sereno e apparentemente tranquillo, poi, chi non ricorda quel professore così severo? Cose d'altri tempi...
Con scarso successo, confesso di averci provato pure io, anche perchè effettivamente come strategia disciplinare funziona davvero. Putroppo, o per fortuna, non ho la faccia da "dura" di conseguenza non risulto abbastanza credibile. Ogni sforzo attuato, in tal senso, s'è regolarmente rivelato vano, ahimè, proprio non ne sono capace. Chi impiega lo sguardo di solito non discute, non cerca il dialogo e non si mette in discussione. Certo nella sua classe non vola una mosca, ma sarà questa la vera dialettica insegnante-alunno?
Per fortuna, gli stili educativi, per mantenere l'ordine e il silenzio, sono tanti...
Buongiorno Prof, oh com'è vestita bene oggi, ha messo la giacca? Sembra una di "quelli là" del Popolo delle LIbertà!
"Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse.
"Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta"
Dal diario di donnaFlora...
Caro diario,
questa settimana è inziata proprio sotto una cattiva stella o, peggio ancora, con Saturno contro. Lunedì mattina ignoti vandali mi hanno forato la gomma dell'auto presumibilmente con un punteruolo. Questo almeno è quanto ha riferito il mio gommista di fiducia il quale, a lavoro finito, ha voluto la modica cifra di ottanta euro puliti puliti. Chiaramente, prove concrete che si tratti di dolo non ne ho, certo potrei sempre chiedere la consulenza dei Ris di Parma per saperne di più, oppure, meglio ancora, lasciar raffreddare il "caso" e, tra una decina di anni, interpellare la squadra speciale di Cold Case...
Per una volta voglio "pensare positivo": optando per la strisciata involontaria e non in stato di ebrezza contro il cordolo del marciapiede...
Il gommista s'è certo sbagliato.
Oltre a questo spiacevole episodio ho partecipato nel giro di quattro giorni a due funerali, che sommati agli altri due, da gennaio ad oggi, fanno la bellezza, si fa per dire, di quattro: la matematica non è un'opinione.
Pensavo: in un solo anno quattro funerali e zero matrimoni. Così va il mondo, ormai nessuno si sposa più...
Sconsolata guardo la tastiera.
Quando i bambini non vogliono ascoltare le prediche della mamma, o qualcosa che a loro non garba, tappano le orecchie con le mani emettendo dei versacci indescrivibili, pronunciando di seguito la famigerata frase: e IO non ti ascolto!
Questo, secondo me, è quanto capita anche in rete: su Facebook, ma anche nei blog, o nei forum, in questi spazi la fonte di informazione principale sono i nostri amici, persone che stimiamo a cui vogliamo bene e che scegliamo per affinità spirituali o elettive. Gli interlocutori con i quali amiamo interagire e confrontarci, quasi sempre, ci assomigliano nel pensiero, hanno le nostre stesse idee politiche e vedono il mondo impiegando il nostro stesso canocchiale. L'opinione pubblica, di bassa levatura, non sempre ci va di conoscerla, la evitiamo finchè possiamo perchè "cozza" con la nostra sensibilità il nostro impegno e il più delle volte anche con la nostra cultura. Allora non ascoltiamo i telegiornali, inseriamo la moderazione nei commenti dei nostri blog oppure voltiamo le spalle a quel tale che al bar esprime un pensiero divergente dal nostro. Siamo sempre noi a mettere dei filtri alla libera circolazione delle idee. Penso che se da un lato questo sia positivo dall'altro pregiudichi una globale visione d'insieme, ma soprattutto ci faccia perdere la dimensione di quale, nel bene o nel male, sia il nostro contorno quotidiano. Le informazioni che ci scambiamo, il più delle volte, rafforzano i nostri pregiudizi facendoci perdere la consapevolezza del "reale". A volte, credo valga la pena correre qualche rischio: che so accendere la TV, nelle serate in cui bisognerebbe tenerla spenta per difendere la libertà di informazione, oppure organizzare qualche meeting al bar del paese, alla bocciofila o magari evitare di moderare il proprio blog, anche perchè diversamente sarebbe difficile capire di cosa si nutre la gente comune. Certo è doloroso...
Il numero di calzini lavati, rinvenuti dopo l'apertura dell'oblò della lavatrice, è sempre dispari. Nel caso fortuito si dovesse ritrovare una quantità pari siate certi che, almeno tre fantasie, ( a prescindere da quella che era la cifra di partenza), non saranno mai rispondenti tra loro e i suddetti calzini risulteranno sempre "assolutissimamente" non accoppiabili...
Come esercitazione si suggerisce il lavaggio a 40° di 12 paia di pedalini da uomo o di altro tipo di calze, purchè decorate, a vostra scelta.
Il teorema va imparato a memoria...
Pensando al corpo delle donne e a come esso venga strumentalizzato dai media e dalla cultura del nostro tempo mi è venuta in mente "La bustarella", un programma televisivo molto popolare negli anni '70. All'epoca, per chi come me abitava nelle vicinanze dell'emittente televisiva che lo mandava in onda, era semplicissimo partecipare e fare anche un po' di "carriera" in quel popolare contesto. Le più fortunate, si fa per dire, riuscivano ad avvicinare anche alcuni personaggi noti appartenenti al mondo dello spettacolo. Poi magari chissà...
Chiaramente se una aveva i genitori "un po' quadrati" non s'azzardava a chiedere di andare da nessuna parte...
Può sembrare un ragionamento semplicistico, ma alla fine la società ripropone i modelli presentati dalla famiglia. Espressi anche anche con un "esagerato permissivismo" domestico. Dire: "NO!" è parecchio faticoso. Andando a scavare si osserva che il disagio sociale ha sempre le sue radici nel nucleo familiare. Alla fine, non si può assecondare una figlia che si mette in testa di fare spettacolo senza alcuna competenza nel settore. Nel nostro paese le donne sono libere di scegliere, questo da tempo. Nulla ci viene imposto: "i maschilisti" li troviamo se ce li andiamo a cercare...
Certo, di questi tempi, è un discorso impopolare. Meglio tacere...
Dal 1969 non mi sono mai "persa" un anno scolastico. Le scuole medie, denominate ora secondarie di I°grado, credo di averle frequentate almeno sette volte. Ora riparto: "un altro giro un'altra corsa". Con un orario "nuovo di zecca" cercherò di adattarmi a nuove realtà. Non lo nego, come ogni volta, sono molto emozionata. Chissà come mi prenderanno? Lo sanno tutti, in questo lavoro, "la componente simpatia fa novanta". Proverò a fare del mio meglio, così come ho sempre cercato di fare.
Nella mia lunga e luminosa carriera "ho visto cose che voi umani non potreste neppure immaginare", ho esperienza da vendere e sono caratterialmente temprata: psicologicamente pronta ad affrontare ogni genere di situazione avversa. L'unica pecca che riscontro, dopo un'attenta autocritica, è che, con il passare del tempo, l'autorevolezza e l'intransigenza iniziali si sono trasformate in indulgenza e buonismo .
Per iniziare, dato che un insegnante non è ancora stato nominato e la classe è "scoperta", mi mandano a fare un paio di ore di supplenza. Visti i precedenti accordi con una collega, tutti devono scrivere una breve presentazione di se stessi, cosa che "lui": l'alunno problematico pluriripetente si rifiuta di fare. Il ragazzo eleva, a mo' di barricata sul banco, tra sè e l'ambiente circostante, il suo zaino, assumento un atteggiamento provocatorio. Dopo "un'opera di persuasione" durata la bellezza di 25 minuti lo convinco a buttare giù qualcosa... La frase magica che impiego, per sbloccare la situazione, è la seguente : " dai fai finta di essere in chat con un tuo amico, forza non è difficile! ". Mi ascolta. Con una grafia elementare ed incerta inizia: "Ciao, mi kiamo A il mio sport preferito e il calcio e poi sono stato bocciato due volte e ancora sono cua. La scuola non mi interessa piu di tanto Xke non mi piace studiare e mi piace andare in giro con gli amici"
Arriva una domanda : "posso andare in bagno?".
"Va bene: vai!"
Pur ritenendo internet un canale comunicativo straordinario, penso che la maggior parte delle informazioni che vengono qui divulgate possano soddisfare semplici curiosità personali o, al massimo, essere buone per lo svolgimento di qualche ricerca di scuola media. Anzi direi che, in tal senso, sono fantastiche, dato che ne ho fatte parecchie...Principalmente, in rete si trovano considerazioni del tutto personali, chiaramente opinabili: tanto fumo e poca sostanza. Più o meno come il post che sto scrivendo ora. Per cercare informazioni di un certo spessore culturale, diciamo ad esempio per poter scrivere una tesi di laurea, occorre comunque scomodarsi: andare per biblioteche e aprire qualche buon libro. Per curiosità, ho cercato on-line informazioni su Raffaello Sanzio, beh il risultato è stato sconfortante. A parte Wikipedia che tratta in maniera abbastanza approfondita l'opera di questo maestro del Rinascimento, il resto è poca roba . Andando su FB poi è peggio ancora, della serie: "diventa anche tu fan di Raffaello Sanzio", qualche immagine dei suoi dipinti a cui fanno seguito commenti banali e, ovviamente, l'illustre richiamo a Wikipedia... Mi domando e dico? Ma Raffaello Sanzio può essere trattato al pari di Alex del Piero? Se non è spazzatura questa... Si "naviga" sulla superficie e gli approfondimenti sono pressochè nulli. Per la cronaca, gli amanti della letteratura non credano che a Giacomo Leopardi sia andata meglio... Inoltre, spesso mi capita di dover attingere informazioni, di vario genere, mi accorgo allora del quantitativo di materiale proposto, ma, allo stesso tempo, della superficialità con la quale molte notizie sono esposte.
La rete è davvero intasata da un quantitativo di infomazioni spesso inutili. Io li definisco testi "pluriclonati"
Le informazioni serie, ben argomentate, sono davero poche. Se provate a compiere una qualsiasi ricerca su una notizia di cultura, o cronaca, per esempio, vi compariranno tantissime pagine, ma andando ad aprire i primi risultati (almeno 7/8), vedrete che praticamente in tutti i siti c'è scritta la stessa cosa. Molto spesso un bel copia e incolla dall'articolo che un "primo volenteroso" si è preso la briga di scrivere di suo pugno sull'argomento in questione lanciandolo poi in internet. In questo modo, una grossa risorsa come potrebbe essere il web, viene molto penalizzato, perchè dal mio punto di vista, si gioca tanto sulla quantità che si può trovare, a scapito della qualità. Il più delle volte, per trovare informazioni che non somiglino a spazzatura, bisogna navigare tanto tempo. Dico: "W Wikipedia" che, con tutti i suoi limiti, quantomeno può vantare, a monte, un'autenticità letteraria.
A proposito, oggi pure io mi sono "clonata", del resto, è così facile: buona parte di ciò che ho scritto lo avevo detto già qui.
La leonessa e la volpe
La volpe prendeva in giro la leonessa, perché mette sempre al mondo soltanto un cucciolo alla volta.E quella:"Uno solo, è vero ma leone!".
Non in base al numero, ma in base al valore va misurata la qualità.
Si potrebbe sempre rispondere così nel caso ci dovessero far notare che qui siamo solo "tre gatti"...
Non hai cmq compreso il nocciolo del commento, ti ho detto che su facebook le note le puoi utilizzare a tuo piacimento visto che ami scrivere potresti farlo in quello spazio. Capito?
Per restare in tema di scrittura sai scrivere e su questo non ci piove ma sei poco "elastica" o meglio sei cocciuta come un mulo sardo! La fermezza molte volte non fa vedere le cose dalla giusta prospettiva. La tua prospettiva e oscurata assai dal o dalla blogger di turno...sei di nicchia ma non vuoi ammetterlo.
Ti ricordo che su fb tu e molti apparite + degli altri date risalto più al "volto" (parli di immagini e foto di ambienti e di te stessa fin da quando eri embrione) ma sul nome e cognome (cioè la faccia) non si scherza vero?!? Se ancora il concetto è poco chiaro te lo riscrivo in altro modo. Su fb tu hai per così dire fatto quello che si fa al "grande fratello", hai tirato fuori foto di te stessa, (dove sei ritratta) ma perchè poi ti lamenti allora? E' un controsenso bestiale il tuo agire, dopo aver letto ciò. Eppure Avresti potuto scrivere, produrre, condividere (ampliare) o no?!?
...ouch
Cara ouch,
questo commento merita certamente qualche precisazione. Riguardo il primo punto: assolutamente no! Non mi ritengo affatto una blogger di nicchia, anzi questa definizione mi fa sorridere. Semplicemente non mi piacciono i luoghi troppo trafficati. Al supermercato ci vado alle 8.00 di mattina, esco di casa quando so di non trovare troppa confusione, riesco a leggere solo un libro per volta, e anche in chat entro nei canali semiderserti, dove so di ritrovare gli "stessi nick" che conosco da sempre. Facebook, che ho sperimentato per circa tre mesi, per i miei ritmi andava troppo veloce. La maggior parte delle notizie pubblicate, salvo rare eccezioni, erano frasi minime, esiti di quiz o banalità varie. Alla fine, perchè avrei dovuto confondermi ulteriormente là dentro?
Riguardo al fatto che mi sono registrata con un nick è vero, del resto si tratta di un comportamento messo in atto da molti, diciamo che è stata una scelta mirata: ci ho pensato su un bel po'. Non mi sentivo assolutamente obbligata ad abbattere le mie barriere di pensiero con il mondo intero. In rete come nella vita si possono mettere dei paletti, una può non voler dire a tutti di andare in balera la domenica sera, così come può non avere piacere di divulgare ad un'immensa folla le proprie idee su argomenti vari. A ben pensare, i primi tempi che giravo in rete mi sembrava figo essere anonima. Anche ora l'anonimato, o meglio lo scrivere con la copertura di un nick, mi sembra un buon vestito per tirar fuori i miei pensieri, nel senso che è come se la mia Persona Ufficiale fosse imbarazzata a scoprirsi in piazza con le persone più vicine. Una forma di timidezza? Probabilmente sì...
Il Blorum lo leggevo da anni e frequentemente mi capitava di lasciare qualche commento che, sia in positivo che in negativo, scaturiva spontaneamente. Alla fine, quando, dopo lunga gavetta, mi hanno invitata a scrivere qualcosa l'ho fatto con piacere. Perchè no? Mi sono detta.Oltretutto, non sono poi così legata ai miei spazi virtuali, nel senso che dopo che mi hanno cancellato per intero un forum ho capito che "siamo solo letterine di passaggio" in questo universo cybenetico: oggi ci siamo, domani chissà?
Beh, ora che hai trovato la strada spero che tornerai a trovarmi pure qui, anche semplicemente in memoria dei bei tempi andati (quelli di icaro-mio).
A presto!
Con affetto e simpatia donnaFlora