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Sono vivo e vegeto.
Sono vivo.
E vegeto.
il petalo di un'orchidea caduto su una superficie lucida

può simulare un piccolo cigno
c'è la tendenza a credere che la secolarizzazione consumistica aggiusti i fanatismi, li disinneschi. Molta gente, sopratutto le èlites di sinistra, quelle multiculturaliste, soprattutto di area cattolica postconciliare, pensano in questi termini. Le smentite sono sotto gli occhi di tutti, ma alcuni non le voglio proprio vedere. Eppure questo ritorno c'è . Ma com'è allora questo ritorno alle tradizioni e alle identità ai tempi di Internet?Che retrogusto ha questo facilmente definito passatismo, nostalgia, reazionarismo, questa "destra divina"che avanza?
Ecco, sarebbero queste le cose che mi piacerebbe (mi sarebbe piaciuto) chiedere ai miei amici di internet, agli scomparsi o agli occultati di facebook, a quelli/e che hanno fondato blog fuori da domande angosciose e angoscianti e scomode, e quelli/e che sono arrivati a intimarmi di starmene zitto persino "manu militari"...
Eppure i problemi sono sempre là. E se anche ormai conto molto di piu' - chè è molto piu' sicuro - di affidare le mie memorie alla cultura orale piuttosto che alle memorie flash di qualche server - narcisismo frivolo... - cionondimeno uno straccio di analisi, un risveglio da sonno dogmatico e cazzeggiamenti varii ogni tanto dagli ex amici e para amici facebbuccari me lo aspetterei. Invece:
The answer , my friend, is blowin in the wind...
Ora Dante è un videogioco, chiaramente ci hanno pensato negli USA. Mi pare di aver capito che si tratta di un prodotto tecnologico vietato ai minori di 18 anni. Nel gioco Dante's Inferno il protagonista è diventato un guerriero a cui il diavolo ha sottratto l'amata Beatrice. Egli Attraverserà tutti i gironi dell'Inferno per salvarla da un orrendo destino, praticamente come Super Mario Bros con la sua Principessa.
Per il resto non manca nulla, incluse dinamicità e azione. Certo una cosa è dimostrata: quando la fantasia c'è non ci sono mode che tengano, si parla un linguaggio eterno e universale, altro che "Grande Fratello". In ogni spazio e luogo le idee si riciclano prendendo nuova vitalità e consistenza. Chissà se questa creazione del nostro tempo riuscirà ad invogliare "qualcuno" a studiare di più? "Ai posteri l'ardua sentenza". Oddio che gaffe, ma quello era il Manzoni!
un'amica mi regala della liquirizia in cristalli,. Sembrano scaglie di ossidiana, si spezzano col martello e poi si ciuccia il pezzettino. Stamattina ne ho portato qualcuno a mio padre dicendogli che lo fabbricano in Sicilia.
Non ha riconosciuto il sapore di liquirizia, che a suo dire è molto piu' corposo. E lui se ne intende. Ciò ha dato la stura a ricordi, di come per es. la radice di liquirizia cresceva come arbusto comunissimo nelle campagne quando lui era bambino. Era facile procurarsi le radici e masticarle. Siamo passati al decotto di radici, che si faceva bollire mettendo il pentolino con l'acqua sul "prìmmisi" (oggetto alquanto misterioso. Mai sentito nominare). "Non hai mai visto mai il "prìmmisi" (accento sulla prima i)? "No!" "C'era in tutte le case". Insomma vengo a capire che era una specie di spiritiera. San Google mi dice che in effetti vi sono ancor oggi i fornelli "Primus". Ecco il significato della parola "prìmmisi"! Da qui si passa a considerare di come sulla spiritiera si arrostivano le olive, che assumevano un sapore speciale....leccornie di allora. E poi, per analogia , l'usanza dimenticata, ma che io ho visto coi miei occhi quand'ero bambino, di cuocere l'uovo sul lume.
Veniva adagiato sull'estremità del tubo panciuto del lume stesso, che se vi ricordate finiva a forma di fiore.
Bisognava stare attenti a che l'uovo non esplodesse, doveva esser tolto quando cominciava a "sudare"...
nella mia regressiva retriva recherche du temps perdu mi sono scaricato l'integrale di Claudio Villa e lo ascolto in macchina nei viaggi. Alcune canzoni mantengono ancora intatta la smagliante bruttezza del salotto di nonna speranza che ce le fece odiare all'epoca beat - chi ha l'eta' se lo ricorda. Pero' altre le ho riscoperte veramente belle, e nell'arrangiamento e nella voce indubbiamente bellissima e cesellata del reuccio.
Ho scoperto delle chicche mica male: Bandiera Rossa cantata con piglio eroicomelodico...ho ascoltato tutte le parole di avantipopolo alla riscossa: grandiosa e commovente nella sua retorica socialista protonovecento. Tanto di cappello alle credenze antiche.
Poi unaltra cosa, Villa come si sa era fieramente ateo e anticlericale ed è divertente e commovente sentire che quando fa la sua versione di Roma capoccia di Venditti "la Santita' der Cupolone" viene glissata da altre parole.
Ancora non ho finito di scoprirlo tutto, le canzoni sono 250, Gli stornelli coi doppisensi sono fortissimi.nella loro genuinita' popolare
Un ricordo personale di Laura Betti (molto personale...) dice che Rocco Siffredi al paragone del Reuccio era un anemico ipoteso... (vabbe' ma questo che c'entra con la musica?)
Cari lettori, questo scritto fa parte della raccolta di post utility che include anche l'utilissimo stratagemma per far smettere a una gallina di covare, e le cinque motivazioni che potranno indurvi ad acquistare una macchina gialla anzichè grigia metallizzata. Per farla breve, nella vita ci sono problemi che riguardano pochi eletti e che coinvolgono alcune minoranze sfortunate, la cui trattazione può comunque essere significativa oltre che interessare qualcuno per concorrere alla risoluzione di spiacevoli situazioni personali.
Bene, entriamo ora nello specifico del problema o, come si suol dire: "arriviamo al dunque".
Nel caso dovessero rubarvi le targhe della vostra autovettura per prima cosa cercate di mantenere la calma. Successivamente, recatevi immediatamente alla più vicina caserma dei Carabinieri per sporgere denuncia; mi raccomando accertatevi più volte che l'appuntato di turno comprenda perfettamente che le targhe sottratte sono due, anteriore e posteriore, e non una sola, in caso contrario sarete costretti a ripresentarvi nuovamente dinnanzi al milite per riformulare la denuncia in maniera più dettagliata e precisa.
A meno che non vogliate fare tutto da voi, il secondo passaggio sarà quello di cercare un'autoscuola, o un'agenzia che si occupi di pratiche automobilistiche allo scopo di avviare tutti gli incartamenti utili per la nuova immatricolazione della vostra automobile. Vi serviranno obbligatoriamente: la carta d'identita, possibilmente non scaduta, il codice fiscale, il libretto di circolazione dell'auto, e infine il foglio di proprietà del veicolo che solitamente viene custodito in un luogo segreto distante dal libretto di circolazione, ricordatevi con esattezza dove lo avete messo perchè è fondamentale per il "disbrigo" della pratica...
L'operazione del "rifacimento delle targhe" chiaramente non sarà gratuita e la cifra vi sarà comunicata, al momento, dal vostro intermediario di fiducia.
Ora arriva la parte più creativa. In assenza delle targhe di circolazione, non vi sarà proibito di circolare per alcuni giorni su strada, muniti di regolare denuncia, la cosa importante è che abbiate delle targhe alternative apposte sul vostro automezzo.
Suggerisco a questo punto che vi procuriate un bel foglio di cartoncino F4, un pennarello nero possibilmente indelebile e dello scothc adesivo. Mantenendo la calma riproducete ordinatamente i numeri e le lettere della targa rubata infine "appiccicate" il vostro fac-simile sul vetro posteriore dell'auto.
Ora non vi resta che attendere...
Visto com'è facile: un giuoco da ragazzi!
Vi sconsiglio chiaramente di applicare il lavoro ottenuto all'esterno del veicolo perchè qualche malintenzionato potrebbe sottrarvi pure quello...
Il numero di calzini lavati, rinvenuti dopo l'apertura dell'oblò della lavatrice, è sempre dispari. Nel caso fortuito si dovesse ritrovare una quantità pari siate certi che, almeno tre fantasie, ( a prescindere da quella che era la cifra di partenza), non saranno mai rispondenti tra loro e i suddetti calzini risulteranno sempre "assolutissimamente" non accoppiabili...
Come esercitazione si suggerisce il lavaggio a 40° di 12 paia di pedalini da uomo o di altro tipo di calze, purchè decorate, a vostra scelta.
Il teorema va imparato a memoria...
Ciascuno di noi ha un rapporto differente con la musica, sia nella scelta dei brani, che nella modalità d'ascolto. Ad alcuni piace "urlata" ad altri "suonata" , "ritmata" o "rockata" poi c'è chi la usa da sottofondo durante lo svolgimento di altre attività quotidiane. Personalmente non ho un buon rapporto con la musica, di tanto in tanto cambio la colonna sonora della mia vita adattandola alle emozioni del momento, ma sempre in maniera istintiva e, per la verità, con scarne conoscenze tecniche. Certo non si può essere" perfetti"...
Alcuni mesi fa, un amico mi ha segnalato un suo articolo molto significativo. Credo valga la pena divulgarlo perchè è molto interessante ed è scritto davvero bene, a differenza di molte baggianate fruibili in rete...
A questo punto, confido nel fatto che non parta "un qualche trackback", non sia mai che venga fuori la mia vera identità e che debba giustificare, con chi conosco live, un decennio di scrittura, quasi sempre poco seria, nel web...
a quasi novant'anni. Il garbato maestro del mitico Quartetto Cetra. Quello con gli occhiali per intendersi. Proprio un paio di mesi fa per nostalgia avevo trovato nella Rete i più grandi successi del quartetto, che adesso tengo sull Ipod. Ma di Virgilio Savona ho anche un disco di vinile dell'Albatros, credo ormai introvabile, in cui curava e arrangiava dei canti marinareschi siciliani (era di Palermo) .
Un pensierino affettuoso...
"Sono in parte d'accordo con te. Infatti constato che lo scandalo per il burkini è l'esatto contrario di quanto sarebbe successo sulle nostre spiagge 60 o 70 anni fa. Ho letto "Neve" di Pamuk e so dei suicidi delle ragazze turche solo perchè non gli facevano portare il velo.
La nostra minoranza islamica, questi inauditi "neopuritani a oltranza", desta scandalo per la sua intransigenza. E ci solletica qualcosa di irrazionale e di oscuro, una colpa non ammessa. Eravamo tanto fieri delle nostre "trasgressioni" negli anni della contestazione, lo siamo stati per circa quarant'anni, il tempo di due generazioni ... ora non si sa più cosa trasgredire. La vera trasgressione sembra quella di portare un burkini, o di essere fedeli e pii.
L'autoislamizzazione è un dato di fatto, nessuno speri di trarsene fuori. Se mai ci sarà una sintesi in questo scontro dialettico di mentalità e situato troppo lontano nel tempo e i nostri occhi non la vedranno."

"Il tutto è superiore alla somma delle singole parti". Questo pensiero, alla base della scuola della Gestalt, viene impiegato nella psicologia dinamica di gruppo. Secondo la concezione della Psicoterapia della Gestalt nessun individuo è separato dal “campo ambientale” in cui è inserito e di cui è parte. Infatti il “campo totale” comprende sia l’organismo che l’ambiente, esso è costituito da due elementi che apparentemente sembrano separati, ma che in realtà esistono in uno stato di reciproca interdipendenza. Il comportamento dell’essere umano è considerato come funzione del campo totale, ed è influenzato dalla natura di tale rapporto.
In sostanza, la "risultanza" di un gruppo sociale, anche virtuale, è sempre superiore all'apporto del singolo. Delle persone "meravigliose" possono innescare delle dinamiche relazionali sbagliate e dar vita ad un gruppo conflittuale. Al contrario, delle persone, "difficili", se non addirittura problematiche, possono, a loro volta, relazionarsi in modo sereno generando un gruppo equilibrato...
"Donna giovane e donna vecchia", "Volto di donna e suonatore di sax" "Coppa e due profili" , se vi va divertitevi ad individuarli :-)
In campo artistico percettivo la Gestaltheorie sostiene che è la globalità di una forma a dar senso ai dettagli. Questo è dimostrato attraverso alcuni dei celebri disegni elaborati dagli psicologi di questa scuola per illustrare la variabilità del rapporto figura/sfondo.
"Su Facebook si trovano tanti finti amici e alla fine ci si sente sempre più soli". Lo dice Raffaele Morelli. Nell'articolo lo psichiatra fa riferimento al noto programma, ma, a mio avviso, questo pensiero potrebbe essere declinato anche ad altri contesti virtuali quali i canali di chat oppure gli stessi blog . "Secondo uno studio condotto a Oxford possiamo coltivare legami stretti con dieci o quindici persone al massimo se frequentiamo troppa gente ne va della nostra identità. Allora perchè insistiamo? Perchè ci sia amicizia ci vuole spazio per far affiorare l'intimità, il tempo per condividere emozioni. E per ascoltare l'altro nel proprio silenzio interiore. Senza correre a riempirsi l'anima di gente qualsiasi. Con un amico sei una cosa sola, magari non lo vedi per un po', ma lui è con te. Solo lui copre le angosce solitarie e colma disagi della tua anima . Attraverso lui ti senti che la vita sta provvedendo a te al momento giusto, ti regala il balsamo delle sue parole. Con un amico è sempre come sentirsi a casa, perchè lui c'è". E allora via da Facebook. Non è vero che "più siamo meglio stiamo". Sì avremmo tanti conoscenti, ma saremo sempre più soli e cercheremo altri finti amici. Per farci ancora più male".
Un tempo mi piaceva dedicare i post, beh questo lo dedico a tutti quelli che in FB hanno meno di 15 contatti, al momento anch'io sono a limite, ma se "qualcuno va avanti così" lo cancello al volo, rientrando nei parametri prescritti dalla scienza...