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mercoledì, 18 novembre 2009
Il trattato di Matrix

Non se vi  è capitato di visionare, in tempi recenti, un libro di geografia di scuola media o del biennio di scuola superiore, uno qualunque di quelli attualmente in adozione nella maggior parte delle scuole. Se non lo avete fatto, posso assicurarvi che si tratta di testi apparentemente ben fatti, vi sono belle immagini e discorsi approfonditi su tematiche generali e fenomeni che riguardano il pianeta. Ma, c'è un ma... pur essendo razionalmente strutturati  questi libri generalmente affrontano i discorsi a grandi linee dando poco spazio a quelli che dovrebbero essere i fondamenti minimi all'approccio di questa materia come ad esempio saper localizzare uno stato su una cartina politica o saper dire dov'è situata una certa catena montuosa. Vi sono pagine e pagine sui climi, o che trattano i settori di produttività con discorsi approfonditi e specifici e via discorrendo, ma vi è assai poco di quel nozionismo d'altri tempi che fa la differenza tra chi ha un minimo di cultura e chi è ignorante in maniera assoluta. Il risultato è che la preparazione di molti ragazzi risulta scarsa in questo ambito. In poche parole, la maggior parte degli studenti con  qualche difficoltà di apprendimento conosce ben poco di questa materia. 
Una vera tragedia. Quello che mi colpisce, in questi giorni, è che alcuni  ragazzini provenienti dalla Romania, che seguo per problemi di lingua, al contrario,  hanno basi  culturali ben solide che a molti italiani mancano: localizzano correttamente gli stati su una cartina geografica muta, ne sanno descrivere l'aspetto fisico parlando di catene montuose, pianure laghi e denominano le rispettive capitali in maniera precisa. Un caso? Non saprei. Certo qualcosa non va. Forse ci si dovrebbe interrogare chiedendoci cosa dovrebbe lasciare in eredità la scuola a chi la frequenta per più di otto anni... Probabilmente  si dovrebbe operare in maniera meno teorica, ma più operativa e pratica, dando maggior peso ai famigerati apprendimenti nozionistici messi in atto dai maestri di altri tempi.
Oggi rivolgendo alcune domande sono uscite queste "chicche" che mi sono annotata.
Che lingua si parla in Inghilterra? Inghilterrese
Chi è il Presidente della Repubblica Italiano? Obama
Qual è la moneta comune europea? La sterlina
Infine parlando dell'Europa Unita è venuto fuori anche il trattato di Matrix.
Ridere? Piangere?
Forse la seconda...

Postato da: donnaFlora a 17:59 | link | commenti (1)
vita, diario, tradimenti, deja vu, duedibriscola

lunedì, 16 novembre 2009
Salotti virtuali. Sottotitolo: Come chatta un "fuorilegge"

ireland_> ciao pester
<ireland_> sono reduce da un seggio di cui ero presidente
<ireland_> :-)
<ireland_> votazioni sul rinnovo del consiglio d'istituto
<ireland_> non vedevo l'ora di fare lo spoglio per chattare  :-)
<pester> quando si parla di .. dipendenza!
<ireland_> davvero
<ireland_> cmq ora abbiamo 5 gg di attesa per eventuali ricorsi
<ireland_> genitori...
<ireland_> che ci tengono
<ireland_> oggi oltretutto con la borsa di plastica dall'Auchan nella quale avevo inserito l'urna elettorale sono dovuta vagare da un istituto all'altro...
<pester> paura di scippi?
<ireland_> beh anche
<ireland_> se m'avessero fregato l'urna in cartone sarebbe stato un casino supremo
<pester> in effetti.. sono sempre più frequenti questi atti di violenza a danno delle persone anziane
<ireland_> hahaahah
<ireland_> forse
<ireland_> tu sei mai stato componente di qualche seggio?
<pester> mai .. al massimo .. occupante di qualche seggia (che sarebbe poi.. cadrega .. in leccese)
<pester> anzi .. ora che ci penso.. sono stato per un paio d'anni rappresentante degli studenti
<pester> al tempo dei delegati
<ireland_> uhm
<ireland_> quel tempo esiste ancora
<ireland_> ah ti votavano?
SignorA> ragazzi, mi metto a lavorare
<ireland_> ciao signora
<ireland_> a dopo
<SignorA> a dopo
<ireland_> pester sei reticente!!!!!
<pester> "ciò è evidente" ??.. ma scrivi come per un tema di secondo liceo .. "la loira bagna molte città della francia .. è ciò è evidente .. in quanto sulle sue rive esistono diversi mulini ad acqua .. tuttoggi .. funzionanti" .. Carla M .. III H
<pester> io reticente .. tu ripetente... eh eh eh
<pester> cosa farà mai signora?
<ireland_> eheheheehhe
<pester> SIGNORA.. CHE LAVORO FAI???
<ireland_> pester io vorrei conservare questa chattata nel mio archivio
<SignorA> lavoro per un elettricista pester
<SignorA> sono impiegata
<ireland_> perchè mi sembra stupenda
<ireland_>acconsentite?
<SignorA> fai ireland_
<ireland_> mi date il vostro consenso informato?
<SignorA> io devo chiudere, altrimenti voi mi distraete e qui va tutto a rotoli
<ireland_> lo so lo so
<SignorA> baci e abbracci, bestie
<pester> io non do la liberatoria ... acchè .. le mie frasi vengano utilizzate per qualsivogliasi scopo

Consenso accordato. Grazie!

Postato da: donnaFlora a 16:39 | link | commenti (6)
diario, internet, deja vu

giovedì, 22 ottobre 2009
La scuola


Nei giorni passati, a causa dell'influenza stagionale, sono rimasta "blindata" in casa  per tre giorni. Passando dal letto al divano, da un'aspirina ad una Tachipirina ne ho approfittato per riguardare uno dei miei film preferiti : "La scuola", di Daniele Luchetti, girato nel 1995. Sarà per l'ottima regia o per il cast eccezionale, ma questo, sull'argomento in questione è, per me, uno dei film meglio riusciti in circolazione. Ne esce un quadro abbastanza ridicolo, ma anche veritiero della classe insegnante, composta da persone "variegate", che approcciano il "mestiere" con atteggiamenti e obiettivi differenti, talvolta addirittura contrastanti. Ciascuno portando con sè il proprio bagaglio di  vita e di esperienze, che includono: aspirazioni, progetti di vita, dolori, frustrazioni, delusioni o speranze. Insomma: il carattere proprio di ogni essere umano. Nel film, in mezzo ad un corpo insegnante con tante sfaccettature: burocrate, non empatico, ignorante, superficiale, prepotente, incapace, rozzo, sfiduciato, c'è il professor Vivaldi (Silvio Orlando), il "professore buono" quello che salverebbe, da certa bocciatura, tutti i suoi studenti. Una delle scene più belle, che ho trovato anche su YouTube, è quella della lite, tra lui ed altri colleghi, nell'ambito dello scrutinio "decisivo" finale, nella quale viene fuori una delle frasi più significative del film:" il vero insegnante si misura con gli ultimi!". (Beh, per chi non la ricordasse suggerisco di guardare la sequenza qui sopra).
Che dire? Io la vedo così!
Devo aggiungere che, nel corso della mia lunga e luminosa carriera, ho avuto ed ho molti colleghi che la pensano allo stesso modo. Qualcuno, anzi più di uno, l'ho incontrato anche in chat. Probabilmente, sono stata fortunata... Poi  Silvio Orlando è fantastico, credibilissimo in questo ruolo, anche perchè: "bellissimo", come tutti i professori. Alt!  Tra le professoresse però è possibile trovarne qualcuna vagamente assomigliante ad Anna Galiena. 
Non mi credete?

Postato da: donnaFlora a 14:48 | link | commenti (1)
vita, diario, deja vu, comunicazzzione

martedì, 06 ottobre 2009
Sempre su Facebook: lettera a ouch

sfotti: a tò suaru! traduzione dal siculo al napoletano: a soreta.
Non hai cmq compreso il nocciolo del commento, ti ho detto che su facebook le note le puoi utilizzare a tuo piacimento visto che ami scrivere potresti farlo in quello spazio. Capito?
Per restare in tema di scrittura sai scrivere e su questo non ci piove ma sei poco "elastica" o meglio sei cocciuta come un mulo sardo! La fermezza molte volte non fa vedere le cose dalla giusta prospettiva. La tua prospettiva e oscurata assai dal o dalla blogger di turno...sei di nicchia ma non vuoi ammetterlo.
Ti ricordo che su fb tu e molti apparite + degli altri date risalto più al "volto" (parli di immagini e foto di ambienti e di te stessa fin da quando eri embrione) ma sul nome e cognome (cioè la faccia) non si scherza vero?!? Se ancora il concetto è poco chiaro te lo riscrivo in altro modo. Su fb tu hai per così dire fatto quello che si fa al "grande fratello", hai tirato fuori foto di te stessa, (dove sei ritratta) ma perchè poi ti lamenti allora? E' un controsenso bestiale il tuo agire, dopo aver letto ciò. Eppure Avresti potuto scrivere, produrre, condividere (ampliare) o no?!?
...ouch

Cara ouch,
questo commento merita certamente qualche precisazione. Riguardo il primo punto: assolutamente no! Non mi ritengo affatto una blogger di nicchia, anzi questa definizione mi fa sorridere. Semplicemente non mi piacciono i luoghi troppo trafficati. Al supermercato ci vado alle 8.00 di mattina, esco di casa quando so di non trovare troppa confusione, riesco a leggere solo un libro per volta, e anche in chat entro nei canali semiderserti, dove so di ritrovare gli "stessi nick" che conosco da sempre. Facebook, che ho sperimentato per circa tre mesi, per i miei ritmi andava troppo veloce. La maggior parte delle notizie pubblicate, salvo rare eccezioni, erano frasi minime, esiti di quiz o banalità varie. Alla fine, perchè avrei dovuto confondermi ulteriormente là dentro?
Riguardo al fatto che mi sono registrata con un nick  è vero, del resto si tratta di un comportamento messo in atto da molti, diciamo che è stata una scelta mirata: ci ho pensato su un bel po'. Non mi sentivo assolutamente obbligata ad abbattere le mie barriere di pensiero con il mondo intero. In rete come nella vita si possono mettere dei paletti, una può non voler dire a tutti di andare in balera la domenica sera, così come può non avere piacere di divulgare ad un'immensa folla le proprie idee su argomenti vari. A ben pensare, i primi tempi che giravo in rete mi sembrava figo essere anonima. Anche ora l'anonimato, o meglio lo scrivere con la copertura di un nick, mi sembra un buon vestito per tirar fuori i miei pensieri, nel senso che è come se la mia Persona Ufficiale fosse imbarazzata a scoprirsi in piazza con le persone più vicine. Una forma di timidezza? Probabilmente sì...
Il Blorum lo leggevo da anni e frequentemente mi capitava di lasciare qualche commento che, sia in positivo che in negativo, scaturiva spontaneamente. Alla fine, quando, dopo lunga gavetta, mi hanno invitata a scrivere qualcosa l'ho fatto con piacere. Perchè no? Mi sono detta.Oltretutto, non sono poi così legata ai miei spazi virtuali, nel senso che dopo che mi hanno cancellato per intero un forum ho capito che "siamo solo letterine di passaggio" in questo universo cybenetico: oggi ci siamo, domani chissà?
Beh, ora che hai trovato la strada spero che tornerai a trovarmi pure qui, anche semplicemente in memoria dei bei tempi andati (quelli di icaro-mio). 
A presto!
Con affetto e simpatia donnaFlora

Postato da: donnaFlora a 20:00 | link | commenti (3)
vita, diario, internet, deja vu, antropozoologia, apprensioni

sabato, 03 ottobre 2009
Foto in bianco e nero

"Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento"
 Henri Cartier Bresson

Di quel lontano pomeriggio ai giardini di Porta Venezia, come in una foto in bianco e nero, conservo dei ricordi confusi e sfocati.  Davanti ho l'immagine di un ragazzo, aspirante fidanzato, che per spiegare a me ignorantella chi fosse Bresson disse: "è il Leonardo da Vinci dei fotografi". Poi con la sua Canon professionale, in quella tiepida giornata tinteggiata d'autunno, mi scattò alcune foto, non so se fossero a colori o in bianco e nero. Non le ho mai viste...

Leggendo il post tecnico sulla fotografia di yeridiani e pensando a Bresson, artista del secolo scorso, penso che le potenzialità tecniche o di natura strumentale nel campo della fotografia contino relativamente, nel senso che per scattare una bella foto, non è sufficiente avere una macchina fotografica potente o alla moda. Il "fotografo artista" ha racchiuso nel suo cervello, ma sopratutto nel suo cuore, quella marcia in più che attraverso il suo terzo  occhio, l'obiettivo della macchina fotografica, gli consente, con immediatezza, di "immortalere" il reale in uno scatto personale, unico e fuori dal comune...
Beh, mica per niente Bresson era anche pittore :-)

Postato da: donnaFlora a 16:10 | link | commenti
vita, diario, deja vu, gioie del vivere

mercoledì, 09 settembre 2009
è qui la festa? Sempre su FaceBook

"come avevo già spiegato FB in questo è mostruoso...
Immagina una ragnatela che più passa il tempo e più si ingrandisce con le tutte le tue intime informazioni. Quando esci - se sul serio ti fanno uscire - levi il centro della ragnatela.. ma tutto il resto rimane per sempre
.. " Così parlò yeridiani...
 
Posso confermare: va proprio così. L'ho sperimentato personalmente. Una volta disattivato l'account "la festa va avanti anche senza di te", è come se tu  fossi uscita momentaneamente dalla sala delle danze. Gli amici continuano a  conversare, si divertono,  fanno quiz,  scherzano amabilmente tra loro mentre tu divieni all'improvviso invisibile. Nessuno si accorge della tua assenza, ma il tuo profilo, in forma di entità spirituale, fai ancora parte del programma, ovviamente pur non essendone più componente attiva.  Questo, per la verità, mette anche un po' di tristezza, ma  come dice il detto: "nessuno è indispensabile".
La ragnatela che hai creato intorno a te rimane: di fatto, è impossibile uscire in forma definitiva  da Faccia da Libro.
Chiaramente ci sono anche dei vantaggi, (si fa per dire). Ossia, quando,  per caso, decidi di riattivare l'account puoi rileggere, al volo, tutto quanto ti sei "persa"dopo l'insano gesto della tua "SCANCELLAZIONE"...Al momento mi sono ripresentata almeno tre volte, l'unica cosa che "scazza" è inserire il codice di sicurezza con le letterine ed i numeri richiesti. Ma perchè li scrivono a "quella maniera sbilenca"?

Postato da: donnaFlora a 20:14 | link | commenti (3)
internet, deja vu, duedibriscola, apprensioni

martedì, 28 luglio 2009
alla yeridiani maniera...

I negozi di abbigliamento femminili si dividono in due grandi categorie: quelli per donne giovani e magrissime e quelli per donne di mezza età "leggermente" in sovrappeso. Nei primi è sufficiente un budget minimo per acquistare qualche capo sempre "esageratamente  alla moda e carinissimo", nei secondi si deve aprire un mutuo per rinnovare parzialmente il guardaroba e, una volta vestite, alla meglio, si sortisce l'effetto di sembrare una vecchia zia pronta a fare da madrina per una Cresima...

Rassegnarsi!

Postato da: donnaFlora a 11:33 | link | commenti
vita, deja vu, duedibriscola, apprensioni

mercoledì, 24 giugno 2009
tecnologie nuove, figure di transizione

io non mi aspetto più novità rilevanti dal web, se non in negativo. Nessuna nuova buona nuova. Quel persiste è già una conquista. E le conquiste si possono perdere. All'evoluzione puo' seguire la devoluzione. Il regresso è figlio del progresso.

 Negli ultimi anni abbiamo vissuto deverse "figure di transizione". La più rilevante indubbiamente fu l'esperienza IRC, a livello gruppi. Nulla fu più come prima nelle vite reali di molti di noi. Poi ci furono le esperienze  forum e la loro variante blog. L'estrema variante, un po chat e un po' forum, sono adesso Facebook,  Twitter e Skipe, che rappresentano la piena maturità, manieristica e decadente, dell'antico IRC e del vecchio forum. A latere vi è il fenomeno Myspace ( in rapida liquidazione per la sua farraginosità e per la diluizione nello sbadiglio e nel disinteresse generale) - che secondo me ha più di una analogia con wikipedia (ma ci vorrebbe un lungo discorso per argomentare) . 

Youtube è invece il sistema solare forse  piu' interessante. E' come un piccolo bigbang che si espande esponenzialmente, lasciando le cose più belle a perdersi in un mare magnum di dimenticanza. Le clips vagano eternamente e sempre con minori possibilità di incontri a mano che il tempo passa e che si  accumulano. Nella sua espansione ipercubica Youtube forma sistemi e crea mondi che assumono fisonomie proprie e cangianti.

Tra tutte queste tecnologie si sono avvicendate nel corso degli ultimi venti anni. La globalizzazione comprende Cina India etc e questo fa una gran differenza  qualitativa.  Certe zone di questo universo   rimangono come asteroidi dopo un'esplosione: fasce di detriti, figure di transizione. Costellazioni amicali,  prodotti dell'ingegno anche rilevanti,  scritture di valore in mezzo a boiate pazzesche, ricordi bellissimi che si allontanano l'uno d'allaltro a velocita prossime a quelle della luce.

Postato da: Psalvus a 19:16 | link | commenti (1)
conoscenza, deja vu

venerdì, 03 aprile 2009
dedicata a Bernard Perroud

urquinaona

Postato da: Psalvus a 09:28 | link | commenti
deja vu

giovedì, 09 ottobre 2008
si riparano cuori infranti

i falegnami di una volta non soltanto sono spariti, spazzati via  dalle industrie globali e dall'outsourcing cinese o paracinese, ma cio' che e' peggio quei pochi che son rimasti sono artigiani di ritorno, orridi cloni  degli antichi veri, cioe' né piu' e né meno che degli attori che recitano a fare i falegnami,  con una laurea breve in scienze del legno e della falegnameria all'universita' di vattelappesca...

Quando arrivai a Firenze, decenni fa,  ancora si sentivano  per le vie del centro storico gli odori umidi dell' alluvione di dieci anni prima e fra via san Niccolò e via De' Bardi buia e stretta vidi appeso questo cartoncino con lo spago,  penzolante dietro al vetro di una piccola bottega di falegnameria, polverosa di segatura e illuminata da un livido neon:  "riparasi cuori infranti, manodopera gratis". Non vidi il falegname, che forse stava appunto a "riparare" nell'altra stanza, ma mi piacque la guasconeria romantica e galante.

Leggo ora nel bellissimo "Grande manuale degli acquerelli"  che mi hanno regalato per il mio compleanno che non esistono persone veramente negate per il disegno. Cosi' come - aggiungo io-  non esistono persone veramenta e irrimediabilmente stonate e negate per la musica ..  Tutti possiamo fare dei bei disegni che, se non sono proprio come quelli di Leonardo, poco ci manca. Basta aver fede, passione, amore per la natura.
Certo, un po' di Viagra aiuta.

Postato da: Psalvus a 10:01 | link | commenti (1)
deja vu

martedì, 10 giugno 2008
inizi

Qualcuno doveva aver fortemente elogiato Giuseppe K., perchè una mattina, senza che avesse fatto nulla di speciale , si trovò al cospetto del re di Svezia a ricevere il premio Nobel.


Molti anni dopo, di fronte al ghiacciolo della Danone, il bidello Sebastiano Madonia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto ad accendere lo scaldino

 questo invece  e' di Bruno (per favore non cominciate col solito ma che fine ha fatto ecc ecc):

Quella mattina lo scarafaggio si svegliò inquieto e per niente riposato. Aveva freddo e quando aprì gli occhi non riconobbe le pallide appendici che, dovette ammetterlo subito, spuntavano proprio dal suo corpo. Zampe tozze, coperte appena da una peluria biondastra, protese verso il soffitto di una stanza diventata improvvisamente piccola. Notò che aveva solo quattro zampe, brulicanti alle estremità di ridicole appendici.
Lo scarafaggio conosceva bene quelle forme, tante volte aveva spiato gli abitanti della casa da una fessura del battiscopa. Non aveva dubbi, quindi, sulla nature del fenomeno: durante la notte si era trasformato in uomo.


Uno scarafaggio è abituato a prendere la vita  e le sue sventure con filosofia, però quello che gli stava accadendo superava le normali capacità di sopportazione di un insetto.

Postato da: Psalvus a 22:30 | link | commenti (2)
deja vu

mercoledì, 07 maggio 2008
clamori mediatici

questa di Marcelletti ha tutta l'aria di essere una bufala, ma - ovviamente -  non e' detto. Io comunque propendo per la prima. D'altronde i medici-star, che sono molto antipatici e piacioni, e come se se le andassero a cercare  queste cose.  E poi, la rozzezza dell'accusa di pedofilia perche' hanno trovato sul cellulare delle foto, cosi' come si mette di soppiatto la bustina di droga nella tasca del tizio che si vuole incastrare.  Farebbe sbadigliare  persino in uno sceneggiato poliziesco rai mediaset.

 In Sicilia la classe politica e' costituita per un '80 per cento di medici che hanno fatto l'universita' all'incirca negli anni 70. Le conclusioni dovrebbero essere a portata di mano. E la malasanita'? Ma non ci sarebbe un termine meno inflazionato?

Quindi l'ennesimo clamore  mediatico nel mare magno della perdita' di intellegibilita' non solo delle istituzioni ma persino delle parole e dei ragionamenti.  La linea di difesa  degli avvocati di Marcelletti e' infatti proprio questa.

 

 

Postato da: Psalvus a 12:26 | link | commenti
conoscenza, deja vu

venerdì, 28 marzo 2008
Camargue

e invece la Camargue è bella, a me e' sembrata una specie di Maremma semplificata. Un piattume, comunque. Ma i macchiaioli non si sfogavano con soggetti antipittorici? E poi quello chee conta e' il viaggio (leggere a questo proposito Itaca, di Kavafis). Io mi ricordo di un viaggio in Provenza di 10 anni fa. E' stato uno dei miei viaggi migliori. Della Camargue - della quale credo di possedere solo 3 foto, e non so nemmeno dove sono finite, ho le seguenti slides metali. Un suonatore di flamenco francese, ci sono e sono autentici, sono gli zingari della Camargue, tipo i Gipsy Kings per intendersi. Poi, le Tre marie sul mare, una chiesa. Poi Acquemorte, da dove partivano i Crociati.  Infine una giostrina malinconica vicino alla spiaggia. Una spiaggia piena di rena bianca e di bei pezzi di legno levigati, dove i bambini si misero a giocare, a piedi nudi sulla battigia.

La colonna sonora in macchina era Buena Vista Social Club.

Postato da: Psalvus a 08:10 | link | commenti
deja vu

giovedì, 21 febbraio 2008
immaginatevi l'umbria

invasa da una popolazione di immigrati che raggiungono il 90 %, omogenei per religione e lingua. A questo punto hai voglia di dire che li' in Umbria  fino a un secolo fa c'erano fra le piu' importanti testimonianze della storia dell'Italia, San Francesco, il cuore verde dell'italia ecc ecc.... Quel territorio ha cambiato padrone pur non cambiando le pietre. L'Italia ha cambiato  connotati, si e' letteralmente sfigurata, come dopo un infortunio stradale.

 

I politici buonisti per bassi scopi di oppurtunit'a' politica, che' poi non gli fregherebbe niente di questa nuova "nazione", si sono affrettati a riconoscere il nuovo staterello....le conseguenze sono tragiche, sto leggendo l'Ansa. L'italia lungimirante? Gli USA difensori della democrazia? L'unione europea con le idee chiare? Ma non potevano aspettare?

 

Postato da: Psalvus a 21:08 | link | commenti
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lunedì, 05 novembre 2007
james blunt

mi son preso una piccola cotta per questo cantante pop inglese molto commerciale, idolo delle ragazzine.

Come aspetto fisico mi ricorda un vecchio compagno di liceo.  Il look, il suo modo di vestirsi, il suo modo di suonare la chitarra e' goffamente-graziosamente anni Settanta. Tamarro povero lucio battistiano. C'e' persino una canzone che si chiama "1973", e che se ascoltate vi si piantera' in testa come un virus. Il 1973 per me fu davvero un annus mirabilis... autostop Catania-Ostello Gioventu' Giudecca in 33 ore nette.

giochino: cosa avete fatto nel 1973?

Postato da: Psalvus a 19:35 | link | commenti (2)
deja vu