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<TIRC_4759> vorrei vedere un film..
<TIRC_4759> come faccio?
<Maybe^> vai a cinema!
<TIRC_4759> grazie
<Maybe^> di nulla
<TIRC_4759> ma che risposta è
<TIRC_4759> un mio amico li vede sempre con mirc
<Maybe^> l'unica che ti posso dare
<Maybe^> non ne so nulla
<Maybe^> chiedi a lui
<TIRC_4759> ma che razza di programma è questo
<TIRC_4759> riformulo la domanda
<TIRC_4759> a cosa serve mirc?
<Maybe^> a chattare...
<Maybe^> a chiacchierare
<TIRC_4759> vabbè.....
<TIRC_4759> poi me la racconti
<TIRC_4759> ciao
<Maybe^> non t'interessa ciò?
<Maybe^> ciao e buona visione...
Mai chattare con un TIRC: generalmente si tratta di "esseri cybernetici primordiali", non sanno neppure mettersi un nick e fanno solo domande retoriche. Nel web c'è chi realizza cose meravigliose, io ho deciso di occuparmi di queste svantaggiate minoranze: una missione!
ho sentito dire che la Svizzera è stata definita un roseto senza rose e senza spine. Sarà, ma quello che è successo ieri pomeriggio è importante perchè non c'è la grettezza del calcolo economico e non è questione di soldi.

Ora Dante è un videogioco, chiaramente ci hanno pensato negli USA. Mi pare di aver capito che si tratta di un prodotto tecnologico vietato ai minori di 18 anni. Nel gioco Dante's Inferno il protagonista è diventato un guerriero a cui il diavolo ha sottratto l'amata Beatrice. Egli Attraverserà tutti i gironi dell'Inferno per salvarla da un orrendo destino, praticamente come Super Mario Bros con la sua Principessa.
Per il resto non manca nulla, incluse dinamicità e azione. Certo una cosa è dimostrata: quando la fantasia c'è non ci sono mode che tengano, si parla un linguaggio eterno e universale, altro che "Grande Fratello". In ogni spazio e luogo le idee si riciclano prendendo nuova vitalità e consistenza. Chissà se questa creazione del nostro tempo riuscirà ad invogliare "qualcuno" a studiare di più? "Ai posteri l'ardua sentenza". Oddio che gaffe, ma quello era il Manzoni!
No, non mi sono inabissata come il Titanic sul fondo del web, sono solo molto impegnata. In ogni caso, vi seguo sempre: silenziosamente e appassionatamente.
Riflettevo:
sugli uomini e sul sesso, ma principalmente sulle epiche gesta che gli uomini sono disposti a compiere per il sesso.
Ma non mi riferisco al gossip politico e alle varie pornostory di questi ultimi tempi.
O meglio, non solo.
Poi mi è venuta in mente questa magistrale interpretazione di Al Pacino... Per par condicio, pur io, mi domando: ma come sarà mai il profumo di uomo?
Questo post è dedicato a tutti quelli che ancora non hanno perso il senso dell'olfatto...
Transgender, è un termine che in questi giorni va molto dimoda. Che dire?
Con "La moglie del soldato" ho iniziato la mia collezione di cassette: è stato il primo film che ho comprato. Si tratta di una storia particolare e molto originale, difatti nel 1993 vinse il premio Oscar per la miglior sceneggiatura . Non racconterò la trama, anche perchè non voglio annoiarvi, ma semplicemente dirò che la protagonista è proprio una Transgender. Un personaggio che intriga, spiazza, seduce e fa innamorare il protagonista maschile della vicenda. Bellissima è la scena di quando i due per la prima volta fanno sesso e lui scopre "la cosa", o meglio "il coso"...
Transgender o più precisamente Mezzo-Trans. Mi viene in mente che, non molto tempo fa, durante una lite sono stata "apostrofata" in questo modo, presumibilmente a causa del mio carattere "forte", a tratti vagamente maschile. Beh, devo dire che non mi sono mica offesa, e neppure minimamente scalfita, anche perchè uno dei miei account di posta elettronica è proprio Lamogliedelsoldato@bla...bla...bla
Transgender... ossia una creatura fra due mondi. Alla noia c'è solo una soluzione : la diversità. Ad alcuni fa paura, altri ne sono affascinati. Io la interpreto a modo mio. Ironica... ma tanto !
Così è come si racconta Rosanna Elektra nel suo profilo in Splinder
Penso sia proprio per l'ultimo punto evidenziato cioè l'ironia, che ho iniziato a leggere e a commentare il suo blog e dove rispetto a questo universo ho imparato molte cose, anzi, peccato abbia smesso di scrivere.
Uomo o donna, alla fine cosa importa? Una persona ti piace e basta...
Quello delle chat, intese come chiacchiere collettive all'interno di un gruppo, è un pianeta che ho frequentato a lungo e che conosco bene. Tuttavia, sono convinta che non si possa tratteggiare una definizione univoca. La chat è quello che vogliamo che sia. Diversa per ogni persona che la frequenta. È un po’ vita e un po’ romanzo. Soprattutto, credo sia sempre scrittura, basata su una forma d'interazione con l'altro rigorosamente decontestualizzata. In essa s'interpreta chiaramente un gioco di ruoli. Un palcoscenico senza scenografie o costumi che consente di giocare esclusivamente con le parole. Ci sono dei tempi d'interazione e delle regole di netiquette da seguire, il risultato è un teatrino dell'assurdo davvero divertente. Ci sono liti, coalizioni, simpatie e antipatie. Quindi da anni ci passo le ore. Talvolta, anzi quasi sempre, corro dei seri rischi a causa delle mie continue sfide, anche perchè come chatter, sono audace e parecchio temeraria. Una vera provocatrice, beh, qualcuno direbbe altro, ma voglio usare un eufemismo. Ripetendo un concetto, più volte, è certo che lo si rinforza...
C’è una scena straordinaria ne Le Relazioni Pericolose in cui il bravissimo John Malkovich/Valmont, per concludere una lunga serie di inganni passionali, dà prova di abilità abbandonando l’amante Michelle Pfeiffer/Madame de Tourvel. In quella scena indimenticabile John Malkovich ripete moltissime volte, in modo ossessivo-maniacale, una stessa frase: Trascende ogni mio controllo. E con questo manda in frantumi il fragile cuore della povera Madame, lasciandola, in un mare di lacrime, abbandonata e affranta dal dolore. Impietosamente, trascendendo ogni suo controllo.
Guardatela questa sequenza. Si tratta di un capolavoro di crudeltà, in cui John Malkovich appiccica questa frase irritante dove gli serve, con modo e tono decontestualizzati perché tanto: Trascende ogni suo controllo.
Ecco. È questo l’effetto che fa, anche in una chat, la scrittura ripetuta di una frase provocatoria...
C'è chi lo sguardo lo considera uno strumento del mestiere, indispensabile come la penna. Con sincertà devo dire che, in passato, ho spesso invidiato qualche collega dotato di questa "straordinaria capacità paralizzante". La disciplina a scuola è parecchio importante, fondamentale per operare in un clima sereno e apparentemente tranquillo, poi, chi non ricorda quel professore così severo? Cose d'altri tempi...
Con scarso successo, confesso di averci provato pure io, anche perchè effettivamente come strategia disciplinare funziona davvero. Putroppo, o per fortuna, non ho la faccia da "dura" di conseguenza non risulto abbastanza credibile. Ogni sforzo attuato, in tal senso, s'è regolarmente rivelato vano, ahimè, proprio non ne sono capace. Chi impiega lo sguardo di solito non discute, non cerca il dialogo e non si mette in discussione. Certo nella sua classe non vola una mosca, ma sarà questa la vera dialettica insegnante-alunno?
Per fortuna, gli stili educativi, per mantenere l'ordine e il silenzio, sono tanti...
A Studio Aperto danno una notizia di cronana, mi colpisce un'espressione : un "anziano" di 68 anni tenta il suicidio a Roma... bla bla bla. Apprendo ora che a quell' età si viene definiti anziani. Però sino a 65 no, non si è anziani, anzi si è ancora abili al lavoro, difatti si può continuare a svolgere serenamente l'attività di sempre. Per fortuna le cose dai tempi di Claudio Lolli sono cambiati. Nel '72 a 70 anni si era proprio vecchi! Ho le idee confuse, sconcertata fisso la tastiera. Nell'attesa che si stabiliscano delle regole precise aspetterò pure io Godot...
Cari lettori, questo scritto fa parte della raccolta di post utility che include anche l'utilissimo stratagemma per far smettere a una gallina di covare, e le cinque motivazioni che potranno indurvi ad acquistare una macchina gialla anzichè grigia metallizzata. Per farla breve, nella vita ci sono problemi che riguardano pochi eletti e che coinvolgono alcune minoranze sfortunate, la cui trattazione può comunque essere significativa oltre che interessare qualcuno per concorrere alla risoluzione di spiacevoli situazioni personali.
Bene, entriamo ora nello specifico del problema o, come si suol dire: "arriviamo al dunque".
Nel caso dovessero rubarvi le targhe della vostra autovettura per prima cosa cercate di mantenere la calma. Successivamente, recatevi immediatamente alla più vicina caserma dei Carabinieri per sporgere denuncia; mi raccomando accertatevi più volte che l'appuntato di turno comprenda perfettamente che le targhe sottratte sono due, anteriore e posteriore, e non una sola, in caso contrario sarete costretti a ripresentarvi nuovamente dinnanzi al milite per riformulare la denuncia in maniera più dettagliata e precisa.
A meno che non vogliate fare tutto da voi, il secondo passaggio sarà quello di cercare un'autoscuola, o un'agenzia che si occupi di pratiche automobilistiche allo scopo di avviare tutti gli incartamenti utili per la nuova immatricolazione della vostra automobile. Vi serviranno obbligatoriamente: la carta d'identita, possibilmente non scaduta, il codice fiscale, il libretto di circolazione dell'auto, e infine il foglio di proprietà del veicolo che solitamente viene custodito in un luogo segreto distante dal libretto di circolazione, ricordatevi con esattezza dove lo avete messo perchè è fondamentale per il "disbrigo" della pratica...
L'operazione del "rifacimento delle targhe" chiaramente non sarà gratuita e la cifra vi sarà comunicata, al momento, dal vostro intermediario di fiducia.
Ora arriva la parte più creativa. In assenza delle targhe di circolazione, non vi sarà proibito di circolare per alcuni giorni su strada, muniti di regolare denuncia, la cosa importante è che abbiate delle targhe alternative apposte sul vostro automezzo.
Suggerisco a questo punto che vi procuriate un bel foglio di cartoncino F4, un pennarello nero possibilmente indelebile e dello scothc adesivo. Mantenendo la calma riproducete ordinatamente i numeri e le lettere della targa rubata infine "appiccicate" il vostro fac-simile sul vetro posteriore dell'auto.
Ora non vi resta che attendere...
Visto com'è facile: un giuoco da ragazzi!
Vi sconsiglio chiaramente di applicare il lavoro ottenuto all'esterno del veicolo perchè qualche malintenzionato potrebbe sottrarvi pure quello...
Buongiorno Prof, oh com'è vestita bene oggi, ha messo la giacca? Sembra una di "quelli là" del Popolo delle LIbertà!
Pure io, ho ancora in bocca un paio di molari otturati, nel 1980, da un falso dentista... Che dire? Anche lui era bravo...
L'arbitro è una ragazza, strano, ma vero, e in campo vi sono un paio di giocatori di colore. Detto questo detto tutto: non manca proprio niente per esaltaltare gli animi. Le componenti esplosive sono tutte lì concentrate in quel verde rettangolo di prato chiamato campo di calcio.
Dopo un primo tempo lento e sottotono, che vede vincitrice per 3 a 0 la squadra di casa, la situazione prende vita e, grazie a una serie di azioni si arriva al pareggio: c'è un rigore contestato, un goal "improvviso" , e un'altra azione che non saprei definire, anche perchè detto tra noi non io sono Nando Martellini. La tensione è alle stelle.
I calciatori, ragazzotti di 16 anni, iniziano a non rispettare le regole del gioco e a contestare ogni decisione arbitrale provocandosi reciprocamente con insulti vari. Non vi è alcun motivo che possa giustificare questo genere di anarchia collettiva, se non il fatto che a determinare le regole del gioco vi sia una donna e non un uomo. Dagli spalti il pubbico, di entrambe le tifoserie, fa praticamente la stessa cosa, incitando i ragazzi ad un gioco duro. Gli animi sono tesi e l'atmosfera si taglia con il coltello. Ci vuol nulla a creare una rissa.
La situazione degenera via via che passano i minuti. Oltre ai vari epiteti rivolti all'arbitro, (che vi lascerò semplicemente intuire), ad un certo punto arrivano gli insulti a sfondo razzista rivolti al calciatore di colore, che grazie ad una bella azione è riuscito a portare in vantaggio la squadra foresta: "Brutto negro di merda!" Gli urlano dal bordo campo. "Siamo alla frutta", non manca proprio nulla. Il ragazzo, originario del Burkina Faso, inferocito prende a calci la panchina mentre alcuni cercano di calmarlo, al contempo, in campo vi sono giocatori stesi a terra, altri s'insultano e altri ancora sono già pronti a fare a cazzotti. La situazione sfugge ad ogni controllo sensato e civile.
L'arbitro, dopo aver espulso un allenatore dal campo ed aver ammonito complessivamente otto giocatori, non sa più che "pesci pigliare" per manternere l'ordine e rispristinare un minimo disciplina tra i giocatori. A quel punto, secondo me giustamente, decide di sospendere la partita. Tutto si ferma, a cinque minuti dal termine del gioco, su un risultato di 3 a 4. La decisione è contestatissima da parte di tutti. Ma come? Perchè?" S'è consumato un rapporto, ma è mancato all'orgasmo di gruppo finale". Scandalo! Ora si attendono decisioni: l'arbitro stenderà un verbale, ci sarà un ricorso e una commissione deciderà a chi assegnare la vittoria decisiva.
E lo chiamano giuoco?
Gli spettatori si allontanano con la convizione che la colpa vada dell'arbitro che, guarda caso, oggi era donna. Il calcio è chiaramente una "cosa da maschi".
Ma fatemi il piacere.
Il numero di calzini lavati, rinvenuti dopo l'apertura dell'oblò della lavatrice, è sempre dispari. Nel caso fortuito si dovesse ritrovare una quantità pari siate certi che, almeno tre fantasie, ( a prescindere da quella che era la cifra di partenza), non saranno mai rispondenti tra loro e i suddetti calzini risulteranno sempre "assolutissimamente" non accoppiabili...
Come esercitazione si suggerisce il lavaggio a 40° di 12 paia di pedalini da uomo o di altro tipo di calze, purchè decorate, a vostra scelta.
Il teorema va imparato a memoria...
Immagina una ragnatela che più passa il tempo e più si ingrandisce con le tutte le tue intime informazioni. Quando esci - se sul serio ti fanno uscire - levi il centro della ragnatela.. ma tutto il resto rimane per sempre.. " Così parlò yeridiani...