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giovedì, 10 dicembre 2009
spazzini del web

ho letto su Rep. di oggi della nuova specializzazione, far sparire tracce sul web del proprio passato. E' un po' la stessa specializzazione dei chirurghi plastici alle prese coi tatuaggi. Chi ha messo il proprio filmatino porno e se ne pente è disposto a pagare fino a 10mila dollari. Uomini pubblici  che sono stati ingiustamente calunniati sono disposti a pagare anche di più .

La cosa più interessante è pero' quello che nell'articolo chiamano il "Trattamento Google", una procedura - se non ho capito male - usata da Google stesso. Consiste nell'abbassare di rango certe parole chiave che dopo il "trattamento"  appariranno solo in pagine lontane dalle prime. Come facciano non so ma la cosa mi incuriosisce molto. Ma sarà corretto tutto questo?

Postato da: Psalvus a 11:42 | link | commenti (1)
internet, gggente

lunedì, 07 dicembre 2009
Gli e-book

Gli e-book , da quel che leggo,  sembra siano la grande novità tecnologica da donare in occasione di questo prossimo Natale. In questi giorni, pare vadano a ruba.
Vantaggi: non occupano posto, sono maneggevoli, sgombrano le librerie, sono facili da spolverare e si ripongono comodamente in un cassettino.
Svantaggi: viene meno la fisicità del libro stesso. Quell'esaltazione mentale che ti dà il poter maneggiare un libro appena acquistato, che in fondo è come un amico con il quale intrapendere un nuovo viaggio.
Quando ho tra le mani un libro cartaceo lo sento mio, mi appartiene dalla prima all'ultima riga, nella sua completezza. Spesso ne percorro con le dita le parole. Come una tossica ne aspiro l'odore dell'inchiostro ancora fresco di stampa  e intanto penso: chissà se anche questo mi piacerà come quell'altro appena riposto? O magari sarà un noioso mattone d' abbandonare strada facendo.
Un'altra nota dolente è che sugli e-book  non si può "fare l'orecchia" per tenere il segno.
Per quest'ultimo fondamentale motivo niente tecnologia letteraria per l'imminente Natale. Certo, se dovessero regalarmene uno prenderò in considerazione l'idea di fare amicizia con lui. Alla fine ci si abitua a tutto...

Postato da: donnaFlora a 16:40 | link | commenti
vita, diario, internet, gggente

giovedì, 03 dicembre 2009
Ma a cosa serve mIRC? O più precisamente, un avvincente dialogo tra Maybe (forse io) e il primitivo TIRC_4759

<TIRC_4759> vorrei vedere un film..
<TIRC_4759> come faccio?
<Maybe^> vai a cinema!
<TIRC_4759> grazie
<Maybe^> di nulla
<TIRC_4759> ma che risposta è
<TIRC_4759> un mio amico li vede sempre con mirc
<Maybe^> l'unica che ti posso dare
<Maybe^> non ne so nulla
<Maybe^> chiedi a lui
<TIRC_4759> ma che razza di programma è questo
<TIRC_4759> riformulo la domanda
<TIRC_4759> a cosa serve mirc?
<Maybe^> a chattare...
<Maybe^> a chiacchierare
<TIRC_4759> vabbè.....
<TIRC_4759> poi me la racconti
<TIRC_4759> ciao
<Maybe^> non t'interessa ciò?
<Maybe^> ciao e buona visione...

Mai chattare con un TIRC:  generalmente si tratta di "esseri cybernetici primordiali", non sanno neppure mettersi un nick e fanno solo domande retoriche. Nel web c'è chi realizza cose meravigliose, io ho deciso di occuparmi di queste svantaggiate minoranze: una missione!

Postato da: donnaFlora a 22:10 | link | commenti (5)
internet, antropozoologia, gggente, duedibriscola

martedì, 03 novembre 2009
io sono ancora travolto persino dall'odore di donna...Così parlò yeridiani, ma mica solo lui :-)


No, non mi sono inabissata come il Titanic  sul fondo del web, sono solo molto impegnata. In ogni caso, vi seguo sempre: silenziosamente e appassionatamente.

Riflettevo:
sugli uomini e sul sesso, ma principalmente sulle epiche gesta che gli uomini sono disposti a compiere per il sesso.
Ma non mi riferisco al gossip politico  e alle varie pornostory di questi ultimi tempi.
O meglio, non solo.
Poi mi è venuta in mente questa magistrale interpretazione di Al Pacino... Per par condicio, pur io, mi domando: ma come sarà mai il profumo di uomo?

Questo post è dedicato a tutti quelli che ancora non hanno perso il senso dell'olfatto...

Postato da: donnaFlora a 11:33 | link | commenti (4)
vita, internet, tradimenti, gggente, duedibriscola, apprensioni

giovedì, 01 ottobre 2009
Praticoni

Pure io, ho ancora in bocca un paio di molari otturati, nel 1980, da un falso dentista...  Che dire? Anche lui  era bravo...

Postato da: donnaFlora a 15:06 | link | commenti
vita, tradimenti, gggente, duedibriscola

domenica, 27 settembre 2009
La partita vista da me...

Scende in campo una squadra di calcio di Allievi si gioca un campionato  regionale, quindi siamo nel campo di calcio dilettantistico, non si parla di professionisti del goal. Il fischio dell'arbitro segna l'inizio del gioco che da lì a breve si rivelerà un disastro totale, oltre che un esempio di  inciviltà allo stato puro. Si tratta di un derby locale che vede protagoniste due squadre di paese, antagoniste da tempi atavici.
L'arbitro è una ragazza, strano, ma vero, e in campo vi sono un paio di giocatori di colore. Detto questo detto tutto: non manca proprio niente per esaltaltare gli animi. Le componenti esplosive sono tutte lì concentrate in quel verde rettangolo di prato chiamato campo di calcio.
Dopo un primo tempo lento e sottotono, che vede vincitrice per 3 a 0 la squadra di casa, la situazione prende vita e, grazie a una serie di azioni si arriva al pareggio:  c'è un rigore contestato, un goal "improvviso" , e un'altra azione che non saprei definire, anche perchè detto tra noi non io sono Nando Martellini. La tensione è alle stelle.
I calciatori, ragazzotti di 16 anni, iniziano a non rispettare le regole del gioco e a contestare ogni decisione arbitrale provocandosi reciprocamente con insulti vari. Non vi è alcun motivo che possa giustificare questo genere di anarchia collettiva, se non il fatto che a determinare le regole del gioco vi sia una donna e non un uomo. Dagli spalti il pubbico, di entrambe le tifoserie, fa praticamente la stessa cosa, incitando i ragazzi ad un gioco duro. Gli animi sono tesi e l'atmosfera si taglia con il coltello. Ci vuol nulla a creare una rissa.
La situazione degenera via via che passano i minuti. Oltre ai vari epiteti rivolti all'arbitro, (che vi lascerò semplicemente intuire), ad un certo punto arrivano gli insulti a sfondo razzista rivolti al calciatore di colore, che grazie ad una bella azione è riuscito a portare in vantaggio la squadra foresta: "Brutto negro di merda!" Gli urlano dal bordo campo. "Siamo alla frutta", non manca proprio nulla. Il ragazzo, originario del Burkina Faso, inferocito prende a calci la panchina mentre alcuni cercano di calmarlo, al contempo, in campo vi sono giocatori stesi a terra, altri s'insultano e altri ancora sono già pronti a fare a cazzotti. La situazione sfugge ad ogni controllo sensato e civile.
L'arbitro, dopo aver espulso un allenatore dal campo ed aver ammonito complessivamente otto giocatori, non sa più che "pesci pigliare" per manternere l'ordine e rispristinare un minimo disciplina tra i giocatori.  A quel punto, secondo me giustamente, decide di sospendere la partita. Tutto si ferma, a cinque minuti dal termine del gioco, su un risultato di 3 a 4. La decisione è contestatissima da parte di tutti. Ma come? Perchè?" S'è consumato un rapporto, ma è mancato all'orgasmo di gruppo finale". Scandalo! Ora si attendono decisioni: l'arbitro stenderà un verbale, ci sarà un ricorso e una commissione deciderà a chi assegnare la vittoria decisiva.
E lo chiamano giuoco?
Gli spettatori  si allontanano con la convizione che la colpa vada dell'arbitro che, guarda  caso, oggi era  donna. Il calcio è chiaramente  una "cosa da maschi".
Ma fatemi il piacere.

Postato da: donnaFlora a 18:19 | link | commenti
vita, diario, tradimenti, gggente, duedibriscola

giovedì, 12 marzo 2009
che t''o dico a ffa... (perle ai porci)

oggi me so trascinato la mi moje all'outlet che sapete. Non c'era molta gente, il sole era calante e la luce era tersa e bella. Faceva anche un po' freddo. Coppie che avevano finito di sfogare  le  loro smanie  scioppistiche si ritiravano verso le macchine posteggiate nell'enorme parcheggio attorniato dalle dolci colline del Valdarno, con aria sfavata e 4, 5 pacchi neri griffati per mano. Chissa' perche' questa gente non sembrava felice e soddisfatta. Ha un'aria piu' serena chi esce dal cesso dopo aver fatto pipi'. A ogni modo, abbiamo posteggiato tra  SUV e macchine di mediogrossa cilindrata. Mi sono messo accanto a un un Suv nero extra large tutto tondeggiante e fin troppo aerodinamico per essere suv, non ricordo la marca. Ai bagliori del tramonto che infiammavano quella carrozzeria lucida e nera, accanto al ruotone posteriore di scorta  spiccavano cinque fori prodotti inequivocabilmente da pallottole calibro nove.

Mi sono incuriosito e ho passato delicatamente il polpastrello su quei referti santificanti, qualificanti il proprietario. Valevano piu' di un lungo discorso. Mecojoni mi son detto. Ma la mia meraviglia è durata poco. Mi sono accorto che non erano altro che pecette che simulavano i fori di una sparatoria in un drammatico inseguimento.
Guarda qui, ho detto a mi moje, sai cosa sono questi?
No, che sono?
Guarda meglio, rifletti.
Che sono, cellule? Fiori? Che sono?
Vabbe, lassa perde...

(Forse si capisce che sto ascoltando Califano di sti tempi. La mia voce e' diventata piu' roca. Mettero' una clip su You Tube)

Postato da: Psalvus a 19:17 | link | commenti (1)
gggente

lunedì, 14 aprile 2008
classificazione delle sette

" Georg Schmid ha sviluppato un modello
che chiama "termometro delle sette" e che ha presentato anche alla
Commissione. Esso illustra i diversi gradi di settarismo:

I grado: La sensazione di essere qualcosa di particolare è normale
per ogni comunità umana, per le chiese nazionali, i partiti, le
associazioni sportive ecc.

II grado: Non ci si sente soltanto particolari, bensì migliori degli
altri. Anche questo sentimento è normale: se io non considerassi la
mia Chiesa o il mio partito politico migliore di un altro, non ne
farei parte. D'altronde, anche gli altri appartengono a comunità che
reputano migliori.

III grado: Appartengo al gruppo migliore, al quale tutti dovrebbero
conformarsi. In questo grado si delinea una pressione missionaria, un
impulso missionario a fare propaganda per il proprio gruppo.
L'appartenenza a questo III grado è dimostrata principalmente dalla
loro testimonianza di Cristo (Buddha): tutti dovrebbero credere a
Cristo (Buddha) come credono loro.

IV grado (grado del fondamentalismo): Siamo gli unici a conoscere la
salvezza eterna e siamo depositari della verità (anche se non ne
possediamo l'esclusiva). La dottrina è perfetta e benedetta dal
cielo. Chi professa e crede come noi è nella verità; chi professa e
crede diversamente da noi diventa schiavo dei suoi pensieri o di
pensieri demoniaci. Chi non segue la nostra fede "è perso". I
fondamentalisti deificano la propria dottrina. La setta completamente
sviluppata può arrivare sino alla divinizzazione del gruppo stesso.
[...] Molte persone e molti psicogruppi raggiungono il IV grado di
settarismo [...].

V grado: "Saremo gli unici a conoscere la salvezza eterna e gli unici
in cielo". Gli altri sono oggetto dell'attività missionaria o possono
solo essere dannati. Le persone che non hanno fede devono
assolutamente essere evitate, poiché la loro miscredenza è demoniaca.

VI grado: Il gruppo tenta di escludere i miscredenti dal proprio
orizzonte; la separazione dal mondo inizia in questo stadio: solo la
setta ha il diritto di vivere sulla terra (parola chiave: mania di
persecuzione). Chi è depravato non ha diritto di vivere e brucerà
comunque all'inferno: quindi, perché non accendere subito un
fuocherello? Il fatto di ignorare le altre persone mostra un pensiero
inquisitore sotto forma di inquisizione psichica. [...] Chi esce da
un gruppo a questo livello di settarismo non esiste più per gli altri
adepti (neanche per i membri della famiglia): quando lo incrociano
per strada, volgono lo sguardo...

VII grado: La megalomania della setta si trasforma in mania di
persecuzione verso l'esterno e, parallelamente, in delirio di
onnipotenza all'interno ("quando penso a qualcosa, diventa realtà").
[...] Il delirio di onnipotenza si sviluppa quasi automaticamente in
assenza di critica. Chi denuncia questo delirio diventa un nemico
mortale (a causa della mania di persecuzione). Questa mania si
sviluppa a sua volta a causa della volontà sempre più forte di
ignorare il mondo esterno. La setta comincia a demonizzare ogni
critica proveniente dal mondo esterno; la conseguenza è il grado
seguente.

VIII grado: Una scintilla conduce alla catastrofe, non per tutto il
mondo, ma per il gruppo, che scompare. Il delirio di onnipotenza e la
mania di persecuzione si incontrano per culminare in un furore
collettivo omicida/suicida."



Postato da: Psalvus a 11:39 | link | commenti (6)
gggente

mercoledì, 30 gennaio 2008
たかまつ

Takamatsu e-cittadina per modo di dire dato che c-e- un percorso Mall coperto elegantissimo , c-e- bulgari e la bottega veneta ecc.  La sensazione e- di ordine incredibile e di grande ricchezza generalizzata. Siamo gli unici occidentali della citta-, Quando passiamo per le strade ci guardano tutti e ridacchiano manco fossimo delle scimmiette. Il nostro portabandiera e- un bel tenebroso di 25 anni, una specie di nannimoretti di un metro e novanta con gli occhi azzurri. Le ragazze, che sono tutte uguali (uniformita- etnica impressionante) lo guardano e ridacchiano non so per quale motivo. Comunque qui non ci sono grasse. Le donne giapponesi sono meno brutte di quanto mi aspettassi, ma sono tutte uguali e la differenza di bellezza, in quelle che hanno sex appeal (e ce ne sono tante) , e- dovuta a particolari minimi che non mi rimane il tempo di studiare.

Le citta- sono silenziose e ordinate nonostante il traffico, ma l-architettura e- caotica e decisamente repellente .La natura e le cose superstiti della vecchia maniera sono pero- veramente eleganti..

Postato da: Psalvus a 14:24 | link | commenti (2)
gggente

giovedì, 10 gennaio 2008
la prossima volta la lobbia

il canuzzo di nome Fiammifero mi ringhiava contro, trattenuto a stento dal guinzaglio della padrona, una signora dal severo scamiciato grigio vagamente veterofemminista, ma dall'aria mite. Il canuzzo era uno spinone  bagnaticcio sotto la pioggerellina stillante dalle piante secolari in quell'antico parco.
Antico e verde, con il castello appartenuto un tempo agli Hare Krishna e ora dimora povero-chic di una ventina di famiglie, quasi tutte mononucleari a un solo componente.
La padrona - che lavora la carta e fa oggetti in carta acid free -  mi dice che il cane, solitamente buono, si innervosisce quando vede gente col cappello. E' un trovatello, che nella sua vita da canile  ha subito chissa' quale angheria da un tipo col cappello. Simpatico cane Fiammifero, e simpatica padrona, di queste che non occorre che mi raccontino nulla, perche' conosco il loro "percorso" a menadito.

Mi levo subito la coppola e il cane d'incanto si cheta.

Il mio e' un basquet in vacchetta nera lucida (piu' da gang dei Marsigliesi che da clan Siciliani) In effetti un copricapo ha sempre qualcosa di magico e inquietante. Segno di potere o di semplice appartenenza a un club anagrafico o culturale.
Appena lo calzi entri in un'altra dimensione spazio-temporale. Non c'e' bisogno di nessuna macchina quantistica, basta un cappellino e poi sbirciarsi nei riflesso  di un vetro:e sei gia' in un altro universo parallelo.

Io non avrei bisogno di cappello, inteso  come indumento protettivo dalle intemperie, perche' ho una chioma fitta come quella di un'asino che in assenza delle cure del barbiere diventa  rapidamente un  colbacco, ma che volete a una certa eta' questi esperimenti misteriosofici intrigano.

Postato da: Psalvus a 13:18 | link | commenti (6)
gggente, duedibriscola

sabato, 08 dicembre 2007
santa cecilia dei calzolai e i peli di porco

a proposito di "conservatori"  sono andato qui a Figline al Conservatorio di Santa Cecilia dei calzolai. E' un negozietto che conosco da na vita dove so che esistono materiali per lavorazione calzature. Ho visto che negli ultimi tempi la vetrina si era arricchita e diversificata di prodotti gia' finito.

Come i miei piccoli lettori sanno mi hanno regalato quella partita di pelle e cosi' sono andato in questo negozio per farmi dare qualche consiglio semmai volessi fare qualche oggetto, fornendomi di qualche attrezzo basico per cucire la pelle. Avevo bisogno di spago da calzolaio e di una "lèsina" (il punteruolo con in cima ill forellino).

Ho varcato la soglia e' ho visto che il negozietto è pieno di cianfrusaglie di pelle (pelle?) stlle cinese. Il proprietario invecchiato e oltre la pensione. Prevedo una prossima chiusura. Quando sono entrato stava facendo dei fori alla cintura troppo larga che gli mostrava  una ragazza,Mi ha accolto con un "non mi faccia perdere tempo, queste cose non le teniamo piu' da venti anni".  Esagerava.  Peraltro so da sempre che e' un tipo scorbutico e incazzoso. "bene- gli ho detto - allora grazie lo stesso e buona sera." che tra l'altro avevo  la macchina in divieto coi lampeggianti accesi.

"Aspetti, se ha la compiacenza  di aspettare che finisca i buchi ..."  Vabbe' aspetto.  Va in magazzino e mi porta le cose che avevo chiesto. "Si facevano anche 7 ore di macchina quelli della Bassa per venire qui da me " intendeva i calzolai di un tempo. "Adesso quelli che sapevano adoprare queste cose sono tutti al cimitero. Li in magazzino ho un quintale di spago per calzolai. La fabbrica (marca Cervo) l'hanno chiusa".



 Pago. "Vedra' - gli dico cercando un accento da profeta biblico - tornera' tempo in cui avranno di nuovo bisogno del suo spago".  Mi sorride commiserante e mi manda quasi a fanculo. Come profeta non avrei molto successo.

Postato da: Psalvus a 09:19 | link | commenti (1)
gggente

martedì, 06 novembre 2007
ai quattro gatti

Una questione è prendersela con una collettivita' generica e indefinita, qualificandola come imbecille, con motivazioni piu' o meno condivisibili. La genericita'  e' il criterio di distinzione fra sfogo e insulto. Un'altra cosa è venire ad aggredire violentemente una persona specifica. Quest'ultimo atto è un'insulto.

Dagli insulti non ci si puo difendere con nessun argomento. Forse con l'indifferenza o al limite con la blacklist.

Postato da: Psalvus a 16:47 | link | commenti (1)
antropozoologia, gggente, comunicazzzione

sabato, 27 ottobre 2007
la quintessenza

del sesso -  in fondo e stringi stringi -  altro  non e' che la contemplazione, la sorveglianza di alcuni  riflessi corporali che si manifestano nell'Altro in particolari circostanze  e condizioni, e con determinate caratteristiche di stile che variano per ogni individuo/a.  Riflessi involontari, come potrebbero essere quelli del pianto, la tosse, il singhiozzo,  lo  sbadiglio. Il vero mistero invece e' quello del contagio, e in effetti siamo  contagiati dallo sbadiglio, dal pianto... (la sim-patia, in senso etimologico; la teoria dei "neuroni a specchio";  l'evangelico non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te). Capisco che l'uomo di Neandertal aveva altre priorita', molto piu' terra terra... La fortuna e il gran culo che abbiamo noi della specie Sapiens e' quello di  risolvere  l'aggressività  nello spettacolo. Una cosa che si puo' assolvere ormai anche con telecamere apposite. Il pianto passa tranquillamente, a rivoli, nel programma "C'e' posta per te"; quello di cui si parla qui invece e' seppellito nell'inferno d'internet, nei siti hard di internet. Non ci sarebbe motivo di non fare il  contrario. E' buffo, pero'  l'andazzo e' questo, che si tollera senza imbarazzo la trasmissione della De Filippi (e fin qui tutto bene), ma si demonizza quell'altra cosa. Per dire, qui c'e' chi si e' scandalizzato per un raccontino autobiografico dialogato. Ma la cosa piu' divertente era che quel raccontino dialogato era a sua volta e allo stesso modo un racconto di scandalo!

E questo e' veramente  esilarante...

Postato da: Psalvus a 23:21 | link | commenti (3)
gggente

venerdì, 12 ottobre 2007
grand hotel, gente che va, gente che viene...

un'ora  fa, per dire, e' arrivata di volata su quattro ruote piroettanti sul corridoio lustro  questa giapponesina che l'aveva scodellato in ascensore. Operai dell'anas in catarifrangente arancione, che mi danno del tu e poi si qualificano sanitari del 118,  che manco a E:R: sono eccitatissimi, commossi, manco avessero assistito alla schiusa in diretta delle uova di Caribu'.  Il meglio è pero' il signore casualmente in ascensore che  l'aveva "assistita" e mo' gli tocca la dichiarazione scritta burocratica. Ha un'aria compassata nel suo gessato pigiama.

Il quadretto e' felice, il bambino succhia che e' una meraviglia. Madre natura ringrazia, ma fa a meno di noi.

Come lo chiameranno adesso? Ascensio, Ascensino? Boh...

Postato da: Psalvus a 00:53 | link | commenti (3)
gggente, gioie del vivere

giovedì, 13 settembre 2007
piccoli inferni ggggenteschi

hahahhah, fantastico.
Peccato che lo possono capire solo i quattro gatti.

Postato da: Psalvus a 13:31 | link | commenti
gggente