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Io e mio figlio quando giriamo nel web facciamo cordialmente finta di non conoscerci: lui ignora me ed io ignoro lui, "vergognandoci reciprocamente l'uno dell'altro". Frequentemente mi trattengo dal modificargli qualcosa che scrive, anche perchè, diciamola tutta: NON SCRIVE proprio!
Ritengo, e glielo dico apertamente, la sua pagina su fb assai poco vivace e altrettanto poco fantasiosa, una nota di "colore" o un pensierino vagamente intellettuale, là dentro certo non guasterebbero. Un'altra cosa che farei con grande gusto sarebbe quella di depennare, o meglio SCANCELLARE, qualche comune conoscenza che ha inserito tra gli amici.
Il ragazzo, putroppo è piuttosto monotematico e parla solo di calcio, una vera tragedia...
Voi capirete cosa soffre una mamma a leggere codeste cose:
"devo dire che i romanisti brillano sempre per la loro classe...tipo quando a milano durante un milan-roma esposero uno striscione che diceva: milanesi, quando voi vivevate ancora sugli alberi, noi eravamo già froci! lol"

No, non mi sono inabissata come il Titanic sul fondo del web, sono solo molto impegnata. In ogni caso, vi seguo sempre: silenziosamente e appassionatamente.
Riflettevo:
sugli uomini e sul sesso, ma principalmente sulle epiche gesta che gli uomini sono disposti a compiere per il sesso.
Ma non mi riferisco al gossip politico e alle varie pornostory di questi ultimi tempi.
O meglio, non solo.
Poi mi è venuta in mente questa magistrale interpretazione di Al Pacino... Per par condicio, pur io, mi domando: ma come sarà mai il profumo di uomo?
Questo post è dedicato a tutti quelli che ancora non hanno perso il senso dell'olfatto...
Transgender, è un termine che in questi giorni va molto dimoda. Che dire?
Con "La moglie del soldato" ho iniziato la mia collezione di cassette: è stato il primo film che ho comprato. Si tratta di una storia particolare e molto originale, difatti nel 1993 vinse il premio Oscar per la miglior sceneggiatura . Non racconterò la trama, anche perchè non voglio annoiarvi, ma semplicemente dirò che la protagonista è proprio una Transgender. Un personaggio che intriga, spiazza, seduce e fa innamorare il protagonista maschile della vicenda. Bellissima è la scena di quando i due per la prima volta fanno sesso e lui scopre "la cosa", o meglio "il coso"...
Transgender o più precisamente Mezzo-Trans. Mi viene in mente che, non molto tempo fa, durante una lite sono stata "apostrofata" in questo modo, presumibilmente a causa del mio carattere "forte", a tratti vagamente maschile. Beh, devo dire che non mi sono mica offesa, e neppure minimamente scalfita, anche perchè uno dei miei account di posta elettronica è proprio Lamogliedelsoldato@bla...bla...bla
Transgender... ossia una creatura fra due mondi. Alla noia c'è solo una soluzione : la diversità. Ad alcuni fa paura, altri ne sono affascinati. Io la interpreto a modo mio. Ironica... ma tanto !
Così è come si racconta Rosanna Elektra nel suo profilo in Splinder
Penso sia proprio per l'ultimo punto evidenziato cioè l'ironia, che ho iniziato a leggere e a commentare il suo blog e dove rispetto a questo universo ho imparato molte cose, anzi, peccato abbia smesso di scrivere.
Uomo o donna, alla fine cosa importa? Una persona ti piace e basta...
Un po' di netiquette non guasta mai, che diamine: quando ci vuole ci vuole! Facebook va usato con buona creanza e rispettando alcune semplici regole di civiltà e di quieto vivere.
Ecco qui un bel video su Facebook ai tempi del maccartismo, per chi non comprendesse l'inglese o non avesse voglia di vedere il tutto sino alla fine sintetizzo brevemente: la vicenda narra di come un innocente può finir male, anzi malissimo, per futili questioni di gelosia e rivalità femminile. C'è poco da ridere, il fattaccio in cui è incappato il povero Timmy Gordon, a momenti capita anche a me... Se dovesse andare così anche a voi non resterà altro da fare che cancellare tempestivamente l'account. Attenzione, ho scritto "cancellare" e non "disattivare". Dato che nella vita "non si sa mai", vi suggerisco di conservare questo link tra i preferiti, un giorno magari vorrete far piazza pulita delle vostre tracce on-line.
Beh, per la cronaca io mi sono riscritta, alla fine è difficile rimanere "fuori dal branco"...
Riflettendo: Alice, la nostra protagonista, non aveva alcun motivo di essere gelosa per il semplice fatto che le amicizie e i grandi amori solitamente non sono mai ostentati in nessun luogo del pianeta. O no?
A Studio Aperto danno una notizia di cronana, mi colpisce un'espressione : un "anziano" di 68 anni tenta il suicidio a Roma... bla bla bla. Apprendo ora che a quell' età si viene definiti anziani. Però sino a 65 no, non si è anziani, anzi si è ancora abili al lavoro, difatti si può continuare a svolgere serenamente l'attività di sempre. Per fortuna le cose dai tempi di Claudio Lolli sono cambiati. Nel '72 a 70 anni si era proprio vecchi! Ho le idee confuse, sconcertata fisso la tastiera. Nell'attesa che si stabiliscano delle regole precise aspetterò pure io Godot...
Io penso che anche qui si sarebbe potuto vincere qualcosa... Maledetti raccomandati. Peggio che il concorso di Miss Italia la blogosfera!
Pure io, ho ancora in bocca un paio di molari otturati, nel 1980, da un falso dentista... Che dire? Anche lui era bravo...
L'arbitro è una ragazza, strano, ma vero, e in campo vi sono un paio di giocatori di colore. Detto questo detto tutto: non manca proprio niente per esaltaltare gli animi. Le componenti esplosive sono tutte lì concentrate in quel verde rettangolo di prato chiamato campo di calcio.
Dopo un primo tempo lento e sottotono, che vede vincitrice per 3 a 0 la squadra di casa, la situazione prende vita e, grazie a una serie di azioni si arriva al pareggio: c'è un rigore contestato, un goal "improvviso" , e un'altra azione che non saprei definire, anche perchè detto tra noi non io sono Nando Martellini. La tensione è alle stelle.
I calciatori, ragazzotti di 16 anni, iniziano a non rispettare le regole del gioco e a contestare ogni decisione arbitrale provocandosi reciprocamente con insulti vari. Non vi è alcun motivo che possa giustificare questo genere di anarchia collettiva, se non il fatto che a determinare le regole del gioco vi sia una donna e non un uomo. Dagli spalti il pubbico, di entrambe le tifoserie, fa praticamente la stessa cosa, incitando i ragazzi ad un gioco duro. Gli animi sono tesi e l'atmosfera si taglia con il coltello. Ci vuol nulla a creare una rissa.
La situazione degenera via via che passano i minuti. Oltre ai vari epiteti rivolti all'arbitro, (che vi lascerò semplicemente intuire), ad un certo punto arrivano gli insulti a sfondo razzista rivolti al calciatore di colore, che grazie ad una bella azione è riuscito a portare in vantaggio la squadra foresta: "Brutto negro di merda!" Gli urlano dal bordo campo. "Siamo alla frutta", non manca proprio nulla. Il ragazzo, originario del Burkina Faso, inferocito prende a calci la panchina mentre alcuni cercano di calmarlo, al contempo, in campo vi sono giocatori stesi a terra, altri s'insultano e altri ancora sono già pronti a fare a cazzotti. La situazione sfugge ad ogni controllo sensato e civile.
L'arbitro, dopo aver espulso un allenatore dal campo ed aver ammonito complessivamente otto giocatori, non sa più che "pesci pigliare" per manternere l'ordine e rispristinare un minimo disciplina tra i giocatori. A quel punto, secondo me giustamente, decide di sospendere la partita. Tutto si ferma, a cinque minuti dal termine del gioco, su un risultato di 3 a 4. La decisione è contestatissima da parte di tutti. Ma come? Perchè?" S'è consumato un rapporto, ma è mancato all'orgasmo di gruppo finale". Scandalo! Ora si attendono decisioni: l'arbitro stenderà un verbale, ci sarà un ricorso e una commissione deciderà a chi assegnare la vittoria decisiva.
E lo chiamano giuoco?
Gli spettatori si allontanano con la convizione che la colpa vada dell'arbitro che, guarda caso, oggi era donna. Il calcio è chiaramente una "cosa da maschi".
Ma fatemi il piacere.
Pensando al corpo delle donne e a come esso venga strumentalizzato dai media e dalla cultura del nostro tempo mi è venuta in mente "La bustarella", un programma televisivo molto popolare negli anni '70. All'epoca, per chi come me abitava nelle vicinanze dell'emittente televisiva che lo mandava in onda, era semplicissimo partecipare e fare anche un po' di "carriera" in quel popolare contesto. Le più fortunate, si fa per dire, riuscivano ad avvicinare anche alcuni personaggi noti appartenenti al mondo dello spettacolo. Poi magari chissà...
Chiaramente se una aveva i genitori "un po' quadrati" non s'azzardava a chiedere di andare da nessuna parte...
Può sembrare un ragionamento semplicistico, ma alla fine la società ripropone i modelli presentati dalla famiglia. Espressi anche anche con un "esagerato permissivismo" domestico. Dire: "NO!" è parecchio faticoso. Andando a scavare si osserva che il disagio sociale ha sempre le sue radici nel nucleo familiare. Alla fine, non si può assecondare una figlia che si mette in testa di fare spettacolo senza alcuna competenza nel settore. Nel nostro paese le donne sono libere di scegliere, questo da tempo. Nulla ci viene imposto: "i maschilisti" li troviamo se ce li andiamo a cercare...
Certo, di questi tempi, è un discorso impopolare. Meglio tacere...
Così parlò yeridiani : (cacchio mi emoziono ancora come quel giorno - eoni informatici fa.. - nel canale... la prima Query non si scorda mai...)
Se è per questo neppure l'ultima...
"Por una Cabeza", un brano dedicato a tutti quelli che non scordano una query: la prima, l'ultima, oppure "quella in mezzo"...

L'animo mio, per disdegnoso gusto,
credendo con morir fuggir disdegno,
ingiusto fece me contra me giusto
Dante Alighieri
Stamane mi sono data al giardinaggio. Sarà colpa di questa "lunga estate calda", o piuttosto del mio pollice verde pressochè atrofizzato, il fatto è che buona parte delle piante che ho in giardino si sono ridotte in aridi arbusti e sterpi rinsecchite, che triste fine quella bella azalea e che miseria sorte è toccata quelle begoniette: sono ormai divenute cadaveri, lì giacenti, in attesa di ricevere degna sepoltura, in quei vasetti che fan loro da bara .Contemplando tristemente quel che resta di un rigoglioso pino nano e guardandone il suo arbusto rinsecchito mi viene in mente Pier delle Vigne e la "Divina Commedia". Il poverino fu brutalmente perseguitato e condannato messo in condizioni di non poter parlare, e di esercitare la sua legittima difesa. Chissà quanto deve aver patito, non so perchè, anzi sì,(ma non lo sbandiero ai quattro venti perchè ho classe e non sono zotica come"qualcuno"), ma lo sento parecchio vicino...
la mia ignoranza è crassa in fatto di pittori.
Questo grande pittore del Novecento io l'ho scoperto stasera, grazie a un amico .

....
"ma c'é voluto del talento / per riuscire ad invecchiare / senza diventare adulti " così Jaques Brel ne "La chanson des vieux amants". La si puo' ascoltare cantata struggentemente da Franco Battiato, su Youtube.
Meglio adolescenti che adulti, dunque? Un disvalore che diventa un valore? La contraddizione tutta sessantottina, bohemien, romantica e dissacratoria alla vecchia maniera eccola qui. L'immaginazione al potere.
E che cosa non è il rimbambimento altro se non, proiprio etimologicamente, ritornare bambini? Come la mettiamo? C'e' una via di mezzo? E d'altronde le pezze d'appoggio sono ancora piu' antiche ed illustri. Questo rimbambimento celeste e divino è cantato dalla lirica provenzale - l'alba della poesia europea moderna - come ci ha insegnato De Rougemont. Fu uno scisma? Una eresia catara come questultimo congetturava? Un raggiungere il paradiso attraverso la macerazione corporale per troppo amore fisico, come fanno le nostre pornostar gangbang e bukkake?
Così i due corni del problema sono: piacere adolescenziale, masturbatorio, immaturo versus pienezza esistenziale di un rapporto adulto, autentico, "vero". Piu che dei due corni parlerei delle corna. Scusa se non riesco ad essere serio.
in prima approssimazione vorrei istituire una categoria o sottogruppo d'interventi che facciano riferimento a questo tipo di esperienze esistenziali: i tradimenti.
Uno dei film che più mi sono cari (Broadway Danny Rose di Woody Allen) tratta questo tema (per la verità ben illustrato anche in Crimini e Misfatti, dello stesso Woody). Quando tu credi di avere rapporti privilegiati con persone d'elezione e ti rendi improvvisamente conto - come nelle figure della Gestalt - che quello che consideravi lo sfondo era invece il soggetto e il soggetto era invece lo sfondo.... Da quel momento in poi la stessa scena si guarda veramente con altri occhi e diventa quasi impossibile ritornare a vedere il paesaggio conosciuto con "gli occhi di prima".
Mi rendo conto, esprimendomi così, d'essere un po' astratto, faro' degli esempi concreti dopo...