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Su Fb sono solita lasciare considerazioni altamente intellettuali. Il genere delle comunicazioni è questo: "non so voi, ma io le scarpe con il velcro le trovo esageratamente comode".
Questi pensieri a volte passano inosservati,( e vorrei ben vedere), altre volte vengono commentati con l'opzione "mi piace". Ieri, grazie ad una di queste uscite, legate al mio vissuto, ho avuto una grande soddisfazione: un amico, persona di elevato spessore culturale, letterato solitamente poco incline a commentare qua e là in maniera gratuita, (qui non scherzo), ha espresso il suo apprezzamento per quanto ho apposto in bacheca. Il contenuto è quello che segue:
Tombolata di Natale. Oggi abbiamo usato quella napoletana e, grazie alla cartella numero 16 ' O culo, ho vinto la bellezza di 3 "euri"...
http://www.vicolostretto.net/La%20tombola%20napoletana.htm
Alla luce di questo episodio, ritengo valga la pena lasciare questo pensiero marchiato, a caratteri indelebili, anche nel blorum...
Riuscirà la magia del Natale a salvare dall'oblio qualche arido Mr Scrooge?
Le bacheche dei miei amici su facebook sono tutte addobbate a festa. Ah, che bella "cosa" il Santo Natale! Da ogni dove mi giungono simpatici regalini, peccato che aprendoli mi accorgo che si tratta sempre della pubblicità di un'agenzia d'incontri, la quale ha trovato questa simpatica pensata per autopromuoversi gratutamente, impiegando questo innovativo social network per veicolare i propri contenuti. A questo punto, dico io, mi andrebbe forse meglio un bel dono riciclato impacchettato per l'occasione, che so: il vaso cinese taroccato della zia o il servizio da thè con i fiorellini, ricevuto in occasione del venticinquesimo di matrimonio, mai usato... Se volete chiamatemi "cinica", personalmente non ho esposto un bel nulla rimandando tutto ai vari mittenti. Sfruttare l'ingenuità del prossimo pure a Natale mi pare a dir poco sconveniente... Sono esagerata?
Sicuramente, questo mio pensiero rimarrà una goccia nell'immenso mare di di fb. Bella cosa la consapevolezza, per il resto, regalate pure quel che vi pare.
A tutti: buon Natale!
<Guest34516> io mi chiamo RICKY MA LA CHAT MI HA MESSO QUESTO NOME
Si prevedeva neve, e neve è... Certo, il margine d'errore va contemplato: la grande nevicata era preannunciata per le ore 16.00, ma qui ha iniziato a fioccare abbondantemente circa un'ora fa. Certo non si tratta di un errore del bollettino meteo, che ormai è divenuto "una scienza esatta". Penso sia piuttosto per via della "danza della neve" che noi tutti ci siamo messi a ballare, dopo la divulgazione del seguente avviso: "in caso di abbondanti nevicate, domani, le lezioni saranno sospese!"
Hachikô ハチ公, uno splendido esemplare di Akita Inu, era un cucciolo quando venne regalato al professor Ueno. L' uomo ogni mattina prendeva il convoglio che passava dalla stazione di Shibuya 渋谷駅 e che lo avrebbe portato a Tokyo. Hachikô prese l' abitudine di accompagnarlo e di aspettarne, a sera, il rientro davanti alla stazione. Due anni dopo il professore venne stroncato da un infarto. Quel treno non lo avrebbe più riportato a casa vivo ma Hachikô rimase lì ad attenderlo fino allultimo giorno della sua vita. Chûken Hachikô 忠犬ハチ公 (Il fedele cane Hachikô), come venne chiamato, commosse gli abitanti di Shibuya e la sua fama si diffuse a tal punto che cominciarono a giungere alla stazione turisti e curiosi. Hachikô morì dieci anni dopo proprio lì, nello stesso punto dove tutti lo ricordavano accucciato ad attendere il suo padrone.
La notizia finì sui giornali e si decise di onorarne la memoria con un bronzo. Così lo scultore Shou Ando ultimava una statua di Hachikô che venne collocata davanti alla stazione. Sfortunatamente l' opera venne rimossa e fusa durante la seconda guerra mondiale per aiutare il paese a produrre nuove armi per l'armata imperiale. Terminato il conflitto, sarà proprio il figlio di Shou Ando, Teru, a realizzare una replica dell' antica statua, che oggi possiamo ammirare all' entrata della stazione di Shibuya.
La statua di Hachikô è divenuta il punto più celebre della città ed insieme il luogo di ritrovo dei giovani. Infine, il 7 Marzo di ogni anno si tiene la Chûken Hachikô Matsuri 忠犬ハチ公祭, festa in onore dell' amicizia e fedeltà che lega da millenni l' uomo ed il cane.
Da You Tube
Non posso assolutamente perdermi questo film. Mi commuove la vicenda e vado pazza per Richard Gere...
"A me non piace la prostituzione intellettuale. Non mi piace! Mi piace l'onestà intellettuale, il resto dipende dal vostro giudizio."
Josè Mourinho ai giornalisti - 3 Marzo 2009
ed è per onestà intellettuale che ribadisco quanto precedentemente espresso: cioè che fb, come buona parte di questi nuovi social network, sia un concentrato di banalità di cui si potrebbe benissimo fare a meno, "il resto dipende dal vostro giudizio"...
Riguardo il giudizio altrui mi ha dato enorme soddisfazione leggere qui.
L'inverno a Milano arriva sempre all'improvviso, senza farsi preannunciare, così una mattina ti svegli e trovi la macchina coperta da una coltre di ghiaccio che, togliendoti la visibilità, ti impedisce di guidare. Che fare?
Quali strategie adottare? Evidentemente per ogni problema c'è una soluzione e forse anche più d'una. Ecco le mie, che spero possano essere d'aiuto anche per altri...
Il primo è quello di cercare l'apposito raschietto per rimuovere il ghiaccio dal parabrezza. Chiaramente questo prezioso strumento risulta essere quasi sempre introvabile, in quanto, durante la precedente estate, nella migliore delle ipotesi, è stato impiegato come paletta per rimuovere con urgenza gli escrementi del gatto per poi essere gettata chissà dove. Dimenticavo, vi è anche il metodo preventivo cioè mettere una coperta o un cartone sul veicolo, certo questo deve essere fatto la sera precentente. Poco elegante.
La seconda è un soluzione d'emergenza, consiste nell'impiegare un CD come raschietto per rimuovere manualmente la patina di ghiaccio che ha "inamidato" il parabrezza. Chiaramente dovendo optare per questa opzione è doveroso scegliere tra le perle della vostra collezione e tra i tanti il CD che avete nell'auto quello che amate di meno. Io impiego sempre "Canta Il Cuore" Le più belle canzoni d'amore italiane che trovai in omaggio alcuni anni fa nel settimanale Donna Moderna", con una predilezione per il n° 2 quello di colore Verde (il n°1, quello rosa, è anche bellino e mi spiace sciuparlo)
Infine vi è il rimedio geniale, suggeritomi due anni fa dall'insegnante di francese di mio figlio, che è anche una mia cara collega. Tale sistema consiste nel dotarsi, prima di uscire di casa, di una bottiglia d'acqua tiepida da gettare sul vetro dell'auto. Effetto rapido e immediato. Fantastico!
Con una bottiglia da un litro e mezzo si fa tutta l'auto, inclusi i vetri laterali. Svantaggi: alcuni appena ti vedono fare il lavoro iniziano a mandarti la jettatura dicendo:" quel vetro prima o poi esploderà!" Non ascoltateli. Per ora a me ancora non è accaduto, mica si è fessi da usare l'acqua bollente.
Il secondo è che nel giro di una settimana vi ritroverete l'interno della vostra auto almeno 7 bottiglie vuote e il vostro elegante veicolo sarà ridotto ad una discarica a cielo aperto. Certo potrete sempre giustificare quello stato di abbandono dicendo che state praticando la raccolta differenziata della plastica perchè ecologisti convinti e amanti l'ambiente...
Vi è poi Il metodo della cipolla, suggeritomi da Google, a dire il vero non l'ho ancora sperimentato, perchè mi sembra di difficile applicazione.
Certo che in rete si scrive di tutto...
Io e mio figlio quando giriamo nel web facciamo cordialmente finta di non conoscerci: lui ignora me ed io ignoro lui, "vergognandoci reciprocamente l'uno dell'altro". Frequentemente mi trattengo dal modificargli qualcosa che scrive, anche perchè, diciamola tutta: NON SCRIVE proprio!
Ritengo, e glielo dico apertamente, la sua pagina su fb assai poco vivace e altrettanto poco fantasiosa, una nota di "colore" o un pensierino vagamente intellettuale, là dentro certo non guasterebbero. Un'altra cosa che farei con grande gusto sarebbe quella di depennare, o meglio SCANCELLARE, qualche comune conoscenza che ha inserito tra gli amici.
Il ragazzo, putroppo è piuttosto monotematico e parla solo di calcio, una vera tragedia...
Voi capirete cosa soffre una mamma a leggere codeste cose:
"devo dire che i romanisti brillano sempre per la loro classe...tipo quando a milano durante un milan-roma esposero uno striscione che diceva: milanesi, quando voi vivevate ancora sugli alberi, noi eravamo già froci! lol"
rametto della pace
Gli e-book , da quel che leggo, sembra siano la grande novità tecnologica da donare in occasione di questo prossimo Natale. In questi giorni, pare vadano a ruba.
Vantaggi: non occupano posto, sono maneggevoli, sgombrano le librerie, sono facili da spolverare e si ripongono comodamente in un cassettino.
Svantaggi: viene meno la fisicità del libro stesso. Quell'esaltazione mentale che ti dà il poter maneggiare un libro appena acquistato, che in fondo è come un amico con il quale intrapendere un nuovo viaggio.
Quando ho tra le mani un libro cartaceo lo sento mio, mi appartiene dalla prima all'ultima riga, nella sua completezza. Spesso ne percorro con le dita le parole. Come una tossica ne aspiro l'odore dell'inchiostro ancora fresco di stampa e intanto penso: chissà se anche questo mi piacerà come quell'altro appena riposto? O magari sarà un noioso mattone d' abbandonare strada facendo.
Un'altra nota dolente è che sugli e-book non si può "fare l'orecchia" per tenere il segno.
Per quest'ultimo fondamentale motivo niente tecnologia letteraria per l'imminente Natale. Certo, se dovessero regalarmene uno prenderò in considerazione l'idea di fare amicizia con lui. Alla fine ci si abitua a tutto...
Sono vivo e vegeto.
Sono vivo.
E vegeto.

Ora Dante è un videogioco, chiaramente ci hanno pensato negli USA. Mi pare di aver capito che si tratta di un prodotto tecnologico vietato ai minori di 18 anni. Nel gioco Dante's Inferno il protagonista è diventato un guerriero a cui il diavolo ha sottratto l'amata Beatrice. Egli Attraverserà tutti i gironi dell'Inferno per salvarla da un orrendo destino, praticamente come Super Mario Bros con la sua Principessa.
Per il resto non manca nulla, incluse dinamicità e azione. Certo una cosa è dimostrata: quando la fantasia c'è non ci sono mode che tengano, si parla un linguaggio eterno e universale, altro che "Grande Fratello". In ogni spazio e luogo le idee si riciclano prendendo nuova vitalità e consistenza. Chissà se questa creazione del nostro tempo riuscirà ad invogliare "qualcuno" a studiare di più? "Ai posteri l'ardua sentenza". Oddio che gaffe, ma quello era il Manzoni!
Io dico che ne vale la pena anche a costo di scrivere boiate, magari nel luogo sbagliato...